Regno Unito, Re Carlo riabilita solo ora i militari LGBT+: la retorica omonazionalista come propaganda di guerra

Non sarà troppo tardi per ricordarsi dei veterani LGBTIQ+ caduti in guerra, quando erano costretti a nascondersi? E perché proprio ora?

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Nel Regno Unito Re Carlo ha voluto presenziare alla riabilitazione dei veterani LGBT che un tempo dovevano nascondere la propria identità.
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In Gran Bretagna Re Carlo III ha inaugurato oggi, lunedì 27 ottobre 2025, il primo memoriale nazionale dedicato al personale militare lesbico, gay, bisessuale e transgender. La cerimonia si è svolta presso il National Memorial Arboretum di Staffordshire, alla presenza di veterani, rappresentanti delle forze armate e organizzazioni per i diritti dei militari LGBT+.

Il memoriale, intitolato An Opened Letter, è una scultura in bronzo realizzata dal collettivo artistico Abraxas Academy. L’opera riproduce una lettera accartocciata, incisa con frasi tratte da corrispondenze e testimonianze reali, raccolte da veterani che furono oggetto di provvedimenti disciplinari a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere. La scultura intende commemorare sia coloro che hanno subito discriminazioni sia quanti prestano servizio oggi.

Tutto somiglia terribilmente al serpeggiante omonazionalismo anglosassone di cui abbiamo scritto proprio ieri a proposito della serie tv “Boots: l’Occidente si prepara alla guerra e la retorica della violenza viene imbevuta di  narrazione egualitaria. Naturalmente il principio paritario è legittimo e sacrosanto in una democrazia liberale: ma è giusto restare vigili davanti al tentativo di mutuare la chiamata alle armi come una concessione di eguaglianza, in una propaganda che, soltanto ora che c’è bisogno di carne da macello, volge lo sguardo alle minoranze finora marginalizzate. Sarà per via della corsa al riarmo? Sarà per la guerra sempre più imminente?

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Fino all’11 gennaio 2000, in Gran Bretagna la normativa in vigore vietava alle persone omosessuali e transgender di prestare servizio nelle forze armate britanniche. Durante quel periodo, migliaia di militari furono indagati, allontanati o costretti a lasciare la carriera militare, con conseguenze che includevano la perdita della pensione e l’allontanamento da amici e familiari.


Alla cerimonia ha preso parte anche l’associazione Fighting With Pride, che ha promosso la realizzazione del memoriale e ha raccolto numerose testimonianze di ex militari coinvolti. Tra loro, come riportato anche da Bbc, Claire Ashton, espulsa dall’esercito nel 1972, e Sharon Pickering, che lasciò la Royal Navy nel 1991.

Nel 2023, l’allora primo ministro Rishi Sunak aveva presentato le scuse ufficiali dello Stato britannico per il trattamento subito dal personale LGBT+ nel corso degli anni. A seguito di una revisione indipendente, sono state approvate 49 raccomandazioni, tra cui la realizzazione di un memoriale nazionale e un programma di risarcimenti economici fino a 70.000 sterline per ciascun veterano interessato.

Il memoriale è stato finanziato con un contributo governativo di 350.000 sterline da parte dell’Ufficio per gli Affari dei Veterani del Ministero della Difesa. Oltre al re, sono intervenuti rappresentanti delle forze armate e dell’associazione Fighting With Pride. Al termine della cerimonia, Carlo III ha deposto una corona di fiori in memoria dei caduti e ha incontrato alcuni veterani e militari attualmente in servizio.

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