Il 18 gennaio scorso è stata discussa e approvata dal Consiglio Comunale della Città di Rivoli la mozione “I rischi della cultura Gender” nelle scuole, presentata dal gruppo consiliare della Lega. Il testo accusa la comunità LGBTQIA+ di voler annullare le categorie genetiche di maschio e femmina, tanto da chiedere “preventive e dettagliate relazioni scritte alle famiglie sugli argomenti che i docenti intendono trattare con gli alunni“. Per questo, come riporta LaRepubblica, l’amministrazione cittadina “deve vegliare sull’educazione e segnalare a tutto il mondo scolastico che l’educazione alla parità tra i due sessi, l’educazione sessuale, la lotta al bullismo e alla violenza, sono temi fondamentali ma non devono mai mettere in discussione l’incontrovertibile identità biologica che la natura ha assegnato ad ogni individuo“. Manuela Mancin, consigliera che ha presentato la mozione in aula, precisa come “sensibilizzare i bambini alla cultura gender” possa “provocare gravi conseguenze nella crescita dei più piccoli“.
Sul piede di guerra insegnanti, genitori e cittadini, con oltre 120 firme a un testo inviato al sindaco Andrea Tragaioli, che si è astenuto dal voto: “E’ grave che un partito del Consiglio comunale intenda vegliare sull’operato della scuola, negando le differenze e pretendendo che la scuola si adegui ai loro principi di discriminazione, non accettando altra identità di genere e di orientamento sessuale se non quello da loro chiaramente espresso in questa mozione“, hanno scritto i docenti.
“È inaccettabile che un’istituzione promuova false informazioni che generano pesanti discriminazioni verso le cittadine e cittadini“, ha dichiarato Serena Graneri, Presidente di Arcigay Torino. “Chiediamo che la mozione venga ritirata e che sia promosso in tutte le scuole del Comune di Rivoli un progetto di educazione alle differenze, a cui offriamo il nostro supporto nella realizzazione. L’approvazione della mozione ci ricorda quanto sia necessaria e urgente una legge che tuteli la nostra comunità da attacchi omolesbobitransfobici. Ci auguriamo che venga ripresa il prima possibile la discussione in Senato del testo di legge Zan”.
“Educazione alla differenze e di genere, ascolto, rispetto e parità è ciò di cui hanno bisogno le giovani generazioni e non solo“, ha sottolineato Arcigay Torino, in prima linea nel “promuovere le buone prassi di inclusione sociale e contrasto alle discriminazioni nelle scuole con il Gruppo Formazione, che si occupa di organizzare incontri, discussioni e approfondimenti sulle tematiche LGBTQIA+ in enti formativi pubblici e privati“.
