Un primo tentativo di incendio venerdì notte notte. Un secondo tentativo di incendio sabato notte. Lo Spiritall Lounge Bar è un locale orientato alla comunità LGBTQIA+ ma chiaramente aperto a qualsiasi tipo di clientela in piazza Ragusa, zona Tuscolana, a Roma.
Nato nel settembre del 2023 con il motto “Be Free, Be Iconic, Be Spiritall“, lo Spiritall Lounge Bar è finito sotto attacco.
Un anno e mezzo di omofobia da quando ha aperto
Un murale rainbow abbracciava il locale, che ogni sabato presenta spettacoli drag, con il karaoke il venerdì. La scorsa estate il murale arcobaleno è stato rovinato, strappato via da ignoti, mentre nel weekend sul marciapiede sono stati trovati due cumuli di cenere, come se qualcuno avesse provato a dar fuoco all’intera struttura. Per due notti consecutive.
“Quello che era nato come un rifugio di inclusione, amore e accoglienza per tutti oggi è bersaglio di chi non sa fare altro che distruggere. Ahimè, la giustizia sembra voltarsi dall’altra parte, lasciandoci soli in questa lotta contro l’odio e il degrado che pervade questo quartiere“, ha denunciato sui social il proprietario del locale, Mattia D’Auria.
“Sono due anni che cerco di far fiorire questo sogno, a soli 25 anni ho messo tutto me stesso in questo progetto: giorni e notti senza fine, sacrifici, rinunce personali e una dedizione che pochi potrebbero comprendere. Ma sembra che, nonostante tutto, non sia abbastanza. Ogni passo avanti viene accolto da nuove minacce, ogni conquista da una nuova paura. Volevamo creare un luogo dove chiunque potesse sentirsi a casa, accettato per quello che è. Ma ora mi chiedo, per chi stiamo davvero combattendo? In questo quartiere, dove credevamo di poter portare un cambiamento, continuiamo a scontrarci con chi preferisce il degrado all’opportunità, l’odio alla solitudine. Sono stanco, stanco di lottare contro un muro che sembra crescere ogni giorno. Ma il mio sogno, il nostro sogno, non merita di spegnersi così. Perché lo Spiritall non è solo un locale, è un simbolo di resistenza, di amore in tutte le sue forme, di comunità. Continuo a sperare che qualcuno si svegli e capisca il valore di quello che stiamo provando a fare. Fino a quel momento resterò qui, ferito ma non spezzato”.
Il proprietario dello Spirital Lounge Bar Mattia D’Auria a Gay.it

Da noi contattato, Mattia D’Auria ha confermato di aver denunciato entrambi gli episodi avvenuti nel fine settimana. “Anche la polizia è convinta che volessero far partire un incendio ma non ci sono riusciti“.
Nell’ultimo anno e mezzo lo Spiritall Lounge Bar, punto di ritrovo per la comunità LGBTQIA+ del quartiere, è stato costantemente colpito dagli insulti di alcuni passanti, “che ci gridano fr*ci e ci sputano contro”. “Quando apri un’attività e fai rumore purtroppo in questo Paese è così che vanno le cose. Nel quartiere lo Spiritall non è stato ben accolto“.
L’enorme Municipio VII (47,58 km² di superficie e oltre 318.000 abitanti), fino ad oggi silente, si è mosso dopo il doppio tentato incendio del weekend, affrontando oggi pomeriggio la situazione dello Spiritall, “ma fino ad ora ce la siamo sempre vista da soli“, ha ribadito Mattia.
“Ho quasi 26 anni, l’ho aperto io il locale e sto qui dalla mattina alla sera perché non ho dipendenti, non ho nessuno. Ma tutto questo ti porta ad avere paura nel caso in cui dovessi affidarmi ad un dipendente perchè non potrei lasciarlo da solo, ce l’avrei sulla coscienza dovesse accadere qualcosa di grave“.
Purtroppo il locale non è ancora protetto da telecamere. “Abbiamo fatto richiesta per quelle esterne ma stiamo aspettando l’ultimo permesso. Speriamo che arrivi“.



