Metamorfosi
A detta di Rosalía, “Motomami” è un’energia leggera, gioiosa e trasformativa; è un modo di sentirsi e di stare al mondo. Già dal titolo possiamo vedere un chiaro riferimento alla dualità insita nell’arte Camp. Da una parte la “moto”, la femminilità forte e combattiva; dall’altra la “mami”, la femminilità nuda e vulnerabile. Curiosamente, l’elemento che fonde le due energie è la farfalla, simbolo di trasformazione e logo dell’album. L’unione dell’aspetto performativo con il concetto di metamorfosi arriva direttamente dalla comunità drag. Sin dalle origini del movimento queer, la farfalla è stata considerata l’emblema del nostro collettivo. Infatti, la protagonista del manifesto del primo Pride che si tenne a San Francisco il 25 giugno del 1972 era proprio una farfalla. Libera, indipendente, fiera, eccentrica e favolosa, la farfalla si trasforma solo quando vuole, quando si sente pronta a ostentare tutta la sua bellezza. E non rinnega il suo passato da bruco, ma è esattamente nella trasformazione che celebra la sua intrinseca contraddittorietà.

Yo soy muy mía, yo me transformo / Una mariposa, yo me transformo / Make up de drag queen, yo me transformo (Io sono molto mia, io mi trasformo / Una farfalla, io mi trasformo / Trucco da drag queen, io mi trasformo). Così canta Rosalía in “Saoko”. In questa ode al camaleontismo, molto caro all’arte drag, Rosalía esprime la volontà di rispondere esclusivamente di sé stessa, senza dover chiedere permesso di esprimersi, sbagliare e soprattutto cambiare. Me contradigo, yo me transformo / Soy to’a’ las cosa’, yo me transformo (Mi contraddico, io mi trasformo / Sono tutte le cose, io mi trasformo).
Foto: © San Francisco Gay Pride Program, GLBT Historical Society
