Performance
La farfalla è prima di tutto spettacolo. E non passa mai inosservata, perché sfoggia il suo splendore ad ogni battito d’ali, in ogni momento. Il compromesso di un’artista con ciò che è e con ciò che fa è alla base del Camp. La performance è totale e totalizzante. È uno stile di vita che va difeso fino alla morte, forse anche oltre. Dopotutto, la vita è il ruolo più difficile da interpretare e il corpo è il palcoscenico principale su cui esibirsi. Rosalía ha addirittura marcato questo concetto nella propria pelle. Il tatuaggio che si trova sulla sua gamba sinistra è, infatti, lo stesso della performer austriaca Valie Export: una giarrettiera. Questo oggetto è il simbolo di una donna che decide attivamente quando e come sessualizzarsi. Rappresenta una critica all’oggettivazione del corpo femminile da parte del “male gaze” (lo sguardo patriarcale) e un compromesso viscerale con la propria arte.

Come recita una strofa di “Bulerías”, Y aunque a mí me maldigan a mis espalda’ / De cada puñalaíta saco mi rabia / Y aunque no tenga dinero, no tenga a nadie / Yo voy a seguir cantando, porque me nace (E anche se mi maledicono alle mie spalle / Da ogni coltellata tiro fuori la rabbia / E anche se non ho soldi, non ho nessuno / Io continuerò a cantare, perché ne ho bisogno). Queste frasi risuonano immediatamente con la nostra comunità, storicamente marginata ma che non ha mai smesso di andare avanti. Le nostre battaglie, infatti, sono da sempre state possibili grazie alla nostra perseveranza. Malgrado tutte le difficoltà, non abbiamo mai abbandonato il nostro committment principale: la fedeltà a noi stessi.
Foto: @rosalia.vt, Instagram
