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Perché Rosalía è l’icona gay della nuova generazione

Con il suo ultimo lavoro, “Motomami”, l’artista catalana si è aggiudicata il podio nell’olimpo delle icone rappresentative della nostra comunità.

7 min. di lettura
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Camp

Perché Rosalía è l’icona gay della nuova generazione - rosalia press - Gay.it

Come ogni gruppo sociale, la nostra comunità si è contraddistinta a livello storico per uno specifico e caratteristico set di codici stilistico-artistici. Quello che eleva dei personaggi mediatici a icone LGBT non è necessariamente la loro personale vicinanza al nostro collettivo, bensì la loro estetica. Come afferma il giornalista Paolo Armelli, è un “mix di esagerazione ed esasperazione, di luminosità e ombra, di metamorfosi continua e fedeltà a sé stesse. E anche di sfida, più o meno sotterranea, alle convenzioni, che siano sociali o culturali”.

Se pensiamo all’icona gay più importante del nostro Paese, la Carrà, più che per ciò che faceva, la Raffa era speciale per ciò che le persone vedevano in lei: un simbolo di Orgoglio (Pride), libertà ed emancipazione. I suoi look avanguardistici, audaci e trasformisti erano un’ode a una femminilità che, liberata, veniva celebrata e usata come arma per il proprio riscatto. Il tutto senza vergogna o pudore. Citando lo psicologo Walt Odets, il legame che si crea tra fan queer e icona queer “altro non è che una forma di amicizia, seppur vissuta a distanza … Un legame solido, speciale, che scaturisce dall’incontro di due sensibilità”.

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Per quanto riguarda le icone del nostro collettivo, il processo psicologico di identificazione si è da sempre concretizzato a partire dal piano stilistico, ancor prima che da quello emotivo o sociale. Ciò che unisce tutte le nostre icone è, difatti, uno stile artistico preciso che tutt’ora rappresenta il manifesto entitario della nostra comunità: il Camp. Il Camp è una corrente dell’arte popolare che relaziona l’intenzione con la performance. Si basa sull’humor, l’ironia e l’esagerazione che si esprimono in modo enfatico attraverso la teatralità e il travestimento. La vita diventa un palcoscenico, un teatro nel quale qualsiasi binarismo si neutralizza, dove tutto è possibile. Il movimento Camp si fonda, infatti, sulla dualità e l’androginia. È impossibile, a questo punto, non pensare a personaggi iconici quali David Bowie, Elton John, Freddie Mercury, Lady Gaga, Madonna e RuPaul. Menzionando quest’ultimo, è necessario ricordare che è proprio l’arte drag a dare vita e forma al movimento Camp, incarnando esattamente la vittoria dello stile sul contenuto, dell’estetica sulla morale, dell’ironia sulla tragedia.

Fonti:
https://www.lastampa.it/speciale/spettacoli/festival-sanremo/2023/02/09/news/paola_chiara_sanremo_2023_icone_lgbt-12633824/

https://www.vogue.it/news/article/chi-sono-le-icone-gay-madonna-lady-gaga-raffaella-carra-liza-minnelli

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