Sabato 20 giugno 2026 Rovigo ospiterà per la prima volta nella sua storia un Pride. Un appuntamento destinato a segnare un momento importante per la comunità LGBTQIA+ del Polesine, ma che ancora prima di svolgersi è già al centro di una dura polemica politica.

Da una parte il comitato organizzatore, guidato da Politropia Arcigay Rovigo insieme a decine di associazioni del territorio, che presenta l’evento come un’occasione di visibilità, partecipazione e rivendicazione dei diritti. Dall’altra la sindaca di Rovigo, Valeria Cittadin, che ha espresso una “netta contrarietà” alla manifestazione, definendola una forma di “provocazione ideologica, esibizionismo e spettacolarizzazione”.

Le sue parole hanno provocato immediate reazioni da parte del comitato promotore, del Partito Democratico e dell’europarlamentare Alessandro Zan.

Rovigo, la sindaca Valeria Cittadin contro il primo Pride della città: “Sono contraria, è una provocazione ideologica”. Zan: “Parole gravissime” - rovigo - Gay.it

Il primo Pride nella storia di Rovigo

L’appuntamento del 20 giugno rappresenta una novità assoluta per la città veneta. Per la prima volta Rovigo entrerà ufficialmente nel calendario nazionale del Pride Month, il mese in cui in tutto il mondo si commemorano i Moti di Stonewall e si celebra la lotta per i diritti delle persone LGBTQIA+.

Politropia Arcigay Rovigo ha lanciato anche una raccolta fondi sulla piattaforma Rete del Dono per sostenere l’organizzazione dell’evento, definendolo:

“Un momento di partecipazione e rivendicazione dedicato ai diritti delle persone LGBTQIA+ e alla loro visibilità sul territorio di Rovigo e del Polesine”.

Per il comitato, il Pride rappresenta inoltre:

“Un atto di visibilità, ma anche un gesto di cura verso la città e la nostra comunità”.

Il nodo della location: piazza Matteotti o sede alternativa?

Oltre al confronto politico, al centro della vicenda c’è anche la questione della location. Gli organizzatori hanno richiesto come sede principale Piazza Matteotti, nel cuore del centro cittadino. Secondo quanto emerso da La Voce di Rovigo, l’amministrazione comunale starebbe però valutando soluzioni alternative, tra cui Piazza Masslo.

Per il comitato, la scelta di piazza Matteotti ha un forte valore simbolico, come riporta Rovigo News.

“Spostare il Pride altrove significherebbe comunicare a una parte della cittadinanza che il proprio posto non è al centro della vita pubblica. Ed è proprio contro questo tipo di esclusione che il Pride esiste”.

La sindaca Valeria Cittadin: “Sono nettamente contraria”

Valeria Cittadin, sindaca di Rovigo
Valeria Cittadin, sindaca di Rovigo

La presa di posizione della sindaca è stata netta e senza ambiguità:

“Esprimo la mia netta contrarietà al gay pride previsto il 20 giugno a Rovigo”.

Nel suo intervento, Cittadin ha precisato di non considerare la propria posizione omofoba, ma ha aggiunto:

“Considero questo tipo di manifestazione sempre più lontano da un legittimo confronto sui diritti e sempre più vicino a forme di provocazione ideologica, esibizionismo e spettacolarizzazione che non condivido”.

La sindaca ha poi sottolineato:

“Credo che una città debba promuovere rispetto, equilibrio e senso del limite”.

E ancora:

“Chi promuove queste manifestazioni non fa altro che alimentare dissenso e pregiudizi che nel 2026 non sono più nella mente di nessuno”.

Una frase che ha suscitato particolare indignazione, anche alla luce dei numerosi episodi di discriminazione e violenza omolesbobitransfobica che continuano a essere documentati in Italia.

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La replica del comitato: “Il Pride non è una provocazione”

La risposta del Rovigo Pride è arrivata con una nota congiunta sottoscritta da decine di associazioni.

“Il Pride non è una provocazione, ma un momento di partecipazione civile che appartiene ormai alla storia democratica del Paese”.

Gli organizzatori hanno definito le dichiarazioni della sindaca “prive di confronto e basate su pregiudizi”, ribadendo che il Pride è una manifestazione pacifica, democratica e riconosciuta a livello internazionale.

“Porteremo ciò che il Pride porta ovunque: comunità, partecipazione e diritti”.

Il comitato ha inoltre contestato la tesi secondo cui i pregiudizi sarebbero scomparsi:

“I dati raccolti da Arcigay sull’omolesbobitransfobia raccontano ancora episodi di discriminazione, violenza e disagio, soprattutto tra i più giovani. È il silenzio a essere divisivo, non chi denuncia questi fenomeni”.

A sostenere il primo Rovigo Pride c’è una rete ampia e trasversale di associazioni, organizzazioni sindacali, realtà ambientaliste e soggetti del terzo settore. Tra i promotori e i sostenitori dell’iniziativa figurano Arcigay, Famiglie Arcobaleno, CGIL, Amnesty International, Emergency, Libera, Legambiente, FIAB e Agedo. 

Una rete ampia e trasversale che, secondo il comitato organizzatore, dimostra come il Pride sia “politica nel senso più alto del termine”, ovvero uno spazio di cittadinanza, uguaglianza e libertà.

Matteo Favero (PD): “No a qualsiasi ipotesi di ghettizzazione”

Tra le prime reazioni politiche c’è quella di Matteo Favero: “Sono spiacevoli le prese di posizione e la contrarietà del Sindaco Cittadin in merito al gay pride a Rovigo”.

Favero ha aggiunto: “Sul Pride non ci deve essere nessun disagio o ipotesi di ghettizzazione in aree remote della città verso chi manifesta per sostenere il principio dell’uguaglianza di tutte e tutti”.

E ha assicurato che il Partito Democratico provinciale sarà presente in piazza il 20 giugno.

Alessandro Zan: “Parole gravissime e offensive”

Rovigo, la sindaca Valeria Cittadin contro il primo Pride della città: “Sono contraria, è una provocazione ideologica”. Zan: “Parole gravissime” - Alessandro Zan - Gay.it

Molto dura anche la presa di posizione di Alessandro Zan. Secondo l’europarlamentare, le dichiarazioni della sindaca sono: “Gravissime, offensive e irresponsabili”.

Zan ha contestato in particolare l’idea che il Pride sia “provocazione ideologica, esibizionismo e spettacolarizzazione”, definendola una riproposizione di stereotipi che per decenni hanno alimentato stigma ed esclusione.

Ha inoltre ricordato come l’Italia continui a registrare aggressioni e discriminazioni nei confronti delle persone LGBTQIA+, smentendo l’affermazione secondo cui i pregiudizi sarebbero ormai superati.

 

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Rovigo Pride 2026: data e obiettivi

Salvo diverse indicazioni da parte delle autorità competenti, il Rovigo Pride si terrà quindi sabato 20 giugno 2026.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è profondamente politico, ovvero costruire una città in cui tutte le persone possano vivere liberamente la propria identità e i propri affetti, senza discriminazioni e senza paura.

In questo senso, il primo Pride di Rovigo non rappresenta una provocazione, ma un passo storico verso una comunità più inclusiva, visibile e consapevole dei propri diritti.

 

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