La storia di Alice e Tania: “Da oggi Filippo ha due mamme!”, dal limbo burocratico al lieto fine

La bellissima storia di Alice e Tania, le due mamme di Filippo, racconta il lungo percorso dal limbo burocratico al riconoscimento legale, tra sfide conseguenze pratiche.

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La storia di Alice e Tania: due mamme per Filippo
La storia di Alice e Tania: due mamme per Filippo
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In Italia, il percorso di riconoscimento legale delle famiglie omogenitoriali continua a essere una sfida, nonostante importanti passi avanti giuridici. La storia di Alice Cocco e Tania Di Gioia, due donne che sono mamme di Filippo, il loro piccolo nato l’8 maggio scorso, racconta con delicatezza e forza una realtà ancora spesso ignorata dalle istituzioni. L’ansia di vivere in un limbo burocratico e nell’attesa, con tutte le conseguenze pratiche che ne derivano, ma anche la grande gioia nell’essere finalmente riconosciute entrambe come le mamme del loro bambino. 

Le reazioni delle famiglie arcobaleno dopo la sentenza

Due mamme, due mogli, un solo amore: la nascita di Filippo

Alice e Tania sono una coppia di donne unite non solo dall’amore ma anche dalla volontà condivisa di diventare mamme. Tania ha portato in grembo Filippo per nove mesi, donandogli la vita con il parto, mentre Alice è la mamma biologica, colei che ha contribuito geneticamente alla nascita del bambino. Per loro è naturale essere entrambe mamme e prendersi cura di Filippo insieme, in una famiglia costruita con amore e consapevolezza.

“È romantico” dice Alice mentre tiene in braccio il piccolo e lo coccola durante il sonno. Un momento intimo e carico di significato, ma che però, fino a poche ore fa, non era ancora riconosciuto pienamente dalla burocrazia italiana.

La sentenza storica della Consulta: un passo avanti per i diritti delle famiglie arcobaleno

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Il 22 maggio 2025 la Corte costituzionale italiana ha sancito un’importante svolta grazie alla sentenza 68/2025 che sancisce il riconoscimento ufficiale dei bambini nati in Italia da coppie che hanno fatto ricorso alla PMA all’estero. Questo significa che il diritto alla genitorialità condivisa non può più essere ignorato o negato, superando così un vuoto legislativo che finora ha penalizzato molte famiglie arcobaleno (e che, però, continua a farlo per metà, escludendo ancora le coppie gay).

Questa sentenza rappresenta un importante passo avanti per i diritti civili e per l’uguaglianza delle famiglie LGBTQ+, sebbene il percorso verso la piena uguaglianza rimane ancora incompleto. La sentenza della Consulta riguarda infatti soltanto le famiglie con due mamme, senza però affrontare la situazione dei figli nati da coppie composte da due papà, lasciando quindi una questione ancora aperta.

Tuttavia, anche là dove la legge ha aperto la strada al riconoscimento ufficiale dei bambini nati da una coppia di donne, la storia di Alice e Tania dimostra come la sua applicazione pratica nelle istituzioni locali si sia rivelata lenta e spesso frammentata.

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Il limbo burocratico: il riconoscimento legale rimasto in sospeso

Nonostante la decisione della Consulta, Alice e Tania si sono trovate in una fase di attesa, un vero e proprio “limbo burocratico”, come emerso dalla loro storia raccontata dal periodico Araberara. Il Comune di Stezzano, dove risiedono, ha chiesto loro di pazientare, mentre altri comuni come Bergamo hanno già iniziato ad attivare le procedure per il riconoscimento ufficiale.

Questa situazione ha avuto ripercussioni concrete: Filippo, per esempio, ha potuto prendere solo il cognome di mamma Tania, mentre Alice non ha potuto sin da subito vedersi riconosciuta ufficialmente come madre a tutti gli effetti. Questo ha comportato anche una disparità nei diritti legati alla genitorialità: mentre Tania è riuscita ad ottenere il congedo di maternità, Alice ha dovuto utilizzare le ferie per stare vicino al figlio, senza poter accedere a permessi specifici dedicati ai genitori.

Il lieto fine

Come ogni favola che si rispetti, però, anche quella di Alice, Tania e del piccolo Filippo si è conclusa con un commovente lieto fine. “Per ora siamo in stand by, in un limbo. Siamo nella fase in cui stiamo aspettando delle risposte. Il comune di Stezzano, dove siamo residenti, ha detto che dobbiamo aspettare”, aveva commentato Alice allo storico periodico locale. 

Tania, di contro, era apparsa più ottimista rispetto alla prolungata attesa: “Siamo fiduciose perché c’è una sentenza, quindi i tempi non dovrebbero essere lunghi. Certo è solo una questione burocratica che però ha tante conseguenze pratiche”

Lo scorso 10 luglio, le due donne e mogli hanno potuto vivere uno dei momenti più toccanti della loro vita insieme, ovvero quello in cui entrambe sono diventate, anche per la legge, mamme di Filippo. “Ci sono traguardi che fanno piangere e ridere dall’emozione (credo siano ben chiare le mie e quelle di Ali!). Ma oggi è un grande giorno. Da oggi Filippo ha 2 MAMME. Grazie Comune di Stezzano per aver reso tutto ciò rapido e umano”, ha commentato Tania nella didascalia a corredo del video Facebook che documenta il momento esatto in cui veniva registrato l’atto ufficiale di riconoscimento del figlio. 

© Riproduzione riservata.

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