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Taiwan: “Abbiamo paura perché la Cina è un paese bullo come la Russia”. Parla un’attivista LGBTQ+ – Intervista Video

"A Taiwan c'è la democrazia. I nostri amici attivisti cinesi invece sono sotto pressione e abbiamo paura per loro."

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Taiwan è stato definito uno dei Paesi più LGBT-friendly al mondo, i diritti riconosciuti alla comunità sono tra i più avanzati dell’Asia Orientale. Ma Taiwan è anche in una posizione politica complessa. Non tanto per gli scontri interni, quanto per il suo rapporto con la Cina.

Da sempre, infatti, il governo di Pechino reclama Taiwan come sua regione. Allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, in molti hanno temuto –  e temono tuttora – un preludio di quello che potrebbe succedere anche in Oriente.

Per questo, Gay.it ha intervistato Mei Ying, attivista della Taiwan Tongzhi Hotline Association, la più antica organizzazione LGBTQ+ del Paese, fondata a Taipei nel 1998. Ecco cosa ci ha raccontato.

Intervista Associazione LGBT Taiwan Gay.it
Una foto dal Taiwan Pride

I diritti LGBT a Taiwan sono tra i più avanzati nell’Asia Orientale. Cosa manca però ancora?

«Probabilmente sapete che Taiwan ha legalizzato i matrimoni dello stesso sesso nel 2019. Ma non ci sono ancora tutti i diritti. C’è ancora qualcosa che manca nella legge. Un esempio sono le adozioni. Per ora le coppie dello stesso sesso non possono adottare figli. Possono solo adottare i figli [del partner] che hanno un rapporto di parentela. Un altro riguarda i matrimoni trans-nazionali. Per ora, ad esempio, i taiwanesi non possono sposare gli italiani perché nel vostro Paese non c’è il matrimonio egualitario. Questo è qualcosa da migliorare. Allo stesso modo la riproduzione artificiale, che è possibile solo per le coppie etero. Accanto ai problemi che riguardano il matrimonio, ci sono anche altre questioni LGBT che dobbiamo far conoscere meglio al pubblico. Credo che per la maggior parte la società pensi che ora che c’è il matrimonio tutto vada bene per la comunità LGBT. Ma non è così. Noi siamo molto più di un matrimonio. Si tratta di questo.»

Intervista Associazione LGBT Taiwan Gay.it
Taiwan è stato il primo Paese asiatico a legalizzare il matrimonio egualitario

La situazione è la stessa in tutto il Paese o ci sono delle regioni più arretrate rispetto alla capitale Taipei?

«Direi che tutto sommato in tutta Taiwan la società sa della comunità. Ma ovviamente nelle città c’è più accettazione che nelle province. Non solo Taipei, ma anche altre città stanno iniziando ad avere il loro Pride. Questo aiuta molto la situazione nelle province per conoscere meglio la comunità LGBT.»

Puoi dirci qualcosa in anticipo sul prossimo Pride?

«Quest’anno è il ventesimo anniversario del Taiwan Pride. È un grande evento. Ogni anno il Pride si tiene alla fine di ottobre, l’ultimo sabato del mese. Quest’anno sarà il 29 ottobre. Prima del Taiwan Pride, il venerdì sera, c’è una marcia. Credo che questo sarà il momento più alto quest’anno. Speriamo che riescano a unirsi a noi da tutto il mondo. Penso che ora più di dieci città abbiano il loro Pride. Ed è fantastico perché sono organizzati dai gruppi locali. È bello. Così non si deve viaggiare fino a Taipei per celebrare il Pride, si può partecipare nella propria città ed è una cosa molto preziosa.»

Intervista Associazione LGBT Taiwan Gay.it
La parata del Pride a Taipei

Cosa fa la vostra associazione per la comunità LGBTQ+ taiwanese? Quali sono la vostra missione e i vostri obiettivi?

«Hotline è stata fondata nel 1998, oltre vent’anni fa. Inizia come servizio telefonico perché a quei tempi era più il confronto telefonico era più semplice,  Dopo qualche anno abbiamo capito che non era abbastanza per la comunità. Quindi abbiamo iniziato diversi servizi. Oggi Hotline ha quattro servizi principali. Uno è per la comunità. C’è la hotline, c’è un gruppo per gli adolescenti e uno per gli anziani, uno per le persone trans* e per le donne lesbiche. Anche un gruppo per i genitori di ragazzi LGBT. Il secondo servizio riguarda l’educazione. In Taiwan c’è la Gender Equity Education Law dal 2004. Grazie a questa legge possiamo andare nei campus per parlare dell’educazione LGBT.  Andiamo nelle scuole ma anche negli uffici governativi, nelle istituzioni e sui luoghi di lavoro per parlare di comunità LGBT e diversità di genere. Il terzo servizio è l’attivismo. Lavoriamo anche con il  governo per leggi come quella sul matrimonio e l’uguaglianza di genere o per le persone che vivono con l’HIV. Il quarto, visto che Taiwan è il Paese più avanzato [nei diritti LGBT] della zona asiatica, riguarda le collaborazioni internazionali. Vogliamo condividere sempre più esperienze e possiamo condividere le nostre in Asia ma anche imparare molto dall’Europa.»

Quali sono invece le condizioni della comunità transgender in Taiwan?

«A Taiwan c’è una legge che protegge le persone trans*, non è ancora l’ideale ma c’è se vogliono cambiare sesso. Nella vita quotidiana però è ancora molto dura perché tutti vogliono essere all’insegna del politicamente corretto. Se si tratta di un lavoro, nessuno dice: «Non ti voglio assumere perché sei trans*», ma usano altre scuse come: «Magari questo non è il lavoro adatto a te». Anche a scuola o a lavoro, il nostro sistema è basato sui due generi, uomo o donna, per i bagni o le uniformi. E questo causa sofferenza alle persone transgender. Se non creiamo un sistema non-binario, sarà una lotta quotidiana per loro.»

L’attuale governo di Taiwan è LGBT-friendly?

«Possiamo dire che in confronto ad altri partiti, l’attuale governo è abbastanza a favore dei diritti LGBT. Anche se potrebbero comunque fare di più.»

Intervista Associazione LGBT Taiwan Gay.it
Taiwan protesta contro l’annessione alla Cina

L’omofobia è ancora un problema nella vita quotidiana?

«La società taiwanese non è molto aggressiva, Taiwan è abbastanza sicuro da poter andare in giro tranquillamente. Per le persone LGBT, nessuno ti picchierà per strada se ti tieni per mano. Però nelle province non sono così abituati a vedere queste cose quindi magari la gente fa un po’ di pettegolezzi. Tutto sommato però è sicuro qui. Si vede come l’accettazione delle persone LGBT da parte società cresce di anno in anno.»

Possiamo dire che la situazione a Taiwan per le persone queer è migliore rispetto alla Cina. Sai dirci qualcosa della comunità LGBTQ+ cinese?

«La comunità LGBT cinese è sicuramente diversa da quella di Taiwan e recentemente… Non so se avete sentito dei media cinesi: hanno introdotto un divieto, le star maschili non possono essere “effemminati”. Prima avevamo anche molti contatti con gli attivisti cinesi ma ultimamente è diventato più difficile per loro. Anche mantenere le loro attività o i fondi. Però trovano comunque un modo di fare il loro lavoro. Non recentemente, ma fino a qualche anno fa trovavano dei modi creativi di promuovere i diritti LGBT perché, come sapete, in Cina non possono avere parate, le persone non possono scendere in strada per i diritti. Quindi diciamo che in Cina riescono a trovare modi creativi per lottare ma negli ultimi anni, con la tensione politica, è più difficile anche per loro.»

Intervista Associazione LGBT Taiwan Gay.it
Proteste a Taiwan contro la Cina

La Cina reclama Taiwan come sua regione. C’è la possibilità che il Paese venga annesso e la comunità LGBTQ+ si sente minacciata da questo?

«Credo che tutta la società taiwanese ne avrebbe paura, non solo la comunità LGBT. Tutti i diritti umani che possiamo migliorare e per cui possiamo lottare, questo è grazie al sistema democratico. Molti si chiedono perché nella società taiwanese i diritti LGBT siano così avanzati rispetto ad altri Paesi in Asia: noi diciamo sempre che la democrazia è molto importante e utile per noi, perché siamo liberi di parlare. Quindi se la Cina dovesse attaccare Taiwan, avrebbe una notevole influenza perché cambierebbe l’attuale situazione.»

In Occidente molti pensano che la Cina potrebbe intentare ciò che sta accadendo ora tra Russia e Ucraina. Cosa ne pensi?

«Anche a noi arrivano le stesse vostre informazioni, le persone parlano di una situazione tra Cina e Taiwan simile a quella tra Russia e Ucraina. Personalmente penso che Cina e Russia siano molto simili. Non credo che Taiwan si trovi nella stessa situazione dell’Ucraina, ma decisamente lo sono Cina e Russia perché sono come dei “bulli”, userò questa parola. Questa è la cosa che ci fa paura. Ovviamente non sappiamo cosa farà la Cina, ma comunque stiamo monitorando. Non so se lo sapete, ma qualche anno fa – e anche recentemente con le elezioni a Taiwan – , ci sono state fake news e minacce dalla Cina: è una cosa quotidiana. Per il momento la situazione lì è abbastanza chiara, sappiamo che Taiwan e l’Ucraina sono in situazioni diverse. Le somiglianze ci sono tra Cina e Russia.»

Intervista Associazione LGBT Taiwan Gay.it
Le recenti manifestazioni a Taiwan

Sentite anche pressioni dal governo cinese?

«Quando abbiamo contatti con gli attivisti cinesi, sentiamo un po’ di pressione. Fino a qualche anno fa riuscivamo a mantenere diversi contatti con loro. Prima del Covid venivano anche a Taiwan, noi però non andavamo in Cina. Cose così. Organizzavamo delle cose online. I taiwanesi sono al sicuro, ma se si ha a che fare con la Cina, dobbiamo stare attenti. Non per noi ma per loro, perché vogliamo proteggere i nostri amici che sono lì.»

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