Trump chiede alla Corte Suprema di ripristinare la politica anti-trans sui passaporti

Seppur bocciata da una Corte Distrettuale e dalla Corte d'Appello perché definita "anti-costituzionale", la transfobica politica trumpiana sui passaporti potrebbe tornare in vita grazie alla Corte Suprema a maggioranza conservatrice.

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Trump e la guerra ai documenti per le persone trans e non binarie. Foto realizzata con Grok / X
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L’amministrazione di Donald Trump ha presentato un ricorso d’urgenza alla Corte Suprema degli Stati Uniti chiedendole di ripristinare la propria transfobica politica sui passaporti che non riconosce le identità transgender, non binarie o intersessuali. Ne dà notizia The Advocate.

La battaglia transfobica di Trump sui passaporti

Il diktat trumpiano era stato bloccato da un’ingiunzione nazionale emessa da un giudice federale del Massachusetts, con una corte d’appello che si era rifiutata di revocarla.

A inizio 2025 il Segretario di Stato Marco Rubio aveva ordinato l’interruzione del rilascio di passaporti con un indicatore di genere X, disponibile dal 2022, affermando che il Dipartimento di Stato non avrebbe più consentito ai titolari di passaporti di modificare il proprio indicatore di genere. I passaporti esistenti sarebbero rimasti validi, ma i passaporti nuovi o in attesa di rinnovo non avrebbero più rispecchiato l’identità di genere della persona titolare. Una politica pienamente in linea con l’ordine esecutivo di Trump, secondo cui il governo federale avrebbe riconosciuto solo il sesso assegnato alla nascita. Maschile o femminile.

Nel mese di febbraio cinque persone trans e due di genere non binario hannp intentato causa presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti, in Massachusetts. Nel caso, noto come Orr contro Trump, sono rappresentati dall’American Civil Liberties Union, dall’ACLU del Massachusetts e dallo studio legale Covington and Burling LLP. Nel mese di giugno  la giudice distrettuale statunitense Julia Kobick ha emesso un’ingiunzione preliminare che ha bloccato il tutto, per tutti i richiedenti trans e non binari. Questo perché motivata da pregiudizi e perché “probabilmente viola i diritti costituzionali di migliaia di americani“.

A inizio settembre la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Primo Circuito si è rifiutata di revocare l’ingiunzione di Kobick.

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Ma ora Trump ha chiesto una mano alla Corte Suprema a maggioranza conservatrice.

Il ricorso alla Corte Suprema dopo lo stop imposto dai tribunali

Nel ricorso depositato venerdì, il Procuratore Generale degli Stati Uniti D. John Sauer ha sostenuto che l’ingiunzione “non ha alcun fondamento giuridico o logico. I privati cittadini non possono costringere il governo a utilizzare designazioni di sesso inesatte su documenti di identità che non riflettono il sesso biologico della persona, soprattutto non su documenti di identità che sono di proprietà del governo“.

Sauer ha definito la politica sui passaporti “eminentemente legittima” e del tutto razionale, aggiungendo: “Non è discriminazione basata sul sesso definire il sesso di una persona come la sua immutabile classificazione biologica piuttosto che il sesso con cui la persona si autoidentifica“.

Jon Davidson, consulente senior del progetto LGBTQ & HIV dell’ACLU, ha così replicato: “Come hanno stabilito i tribunali di grado inferiore, la politica del Dipartimento di Stato è un’azione ingiustificabile e discriminatoria che limita i diritti essenziali dei cittadini transgender, non binari e intersessuali.Questa amministrazione ha adottato misure sempre più stringenti per limitare l’assistenza sanitaria, la libertà di parola e altri diritti delle persone transgender previsti dalla Costituzione. Noi ci impegniamo a difendere tali diritti, tra cui la libertà di viaggiare in sicurezza e la libertà di tutti di essere se stessi senza ingiuste discriminazioni da parte del governo“.

I giudici della Corte Suprema, che saranno chiamati anche a decidere se cancellare la sentenza del 2015 che ha legalizzato il matrimonio egualitario in tutti gli USA, non hanno ancora dichiarato se esamineranno l’appello.

© Riproduzione riservata.

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