L’avevamo scritto nel novembre 2024: il matrimonio egualitario negli Stati Uniti è in bilico.
A dieci anni dalla storica sentenza Obergefell v. Hodges, che nel 2015 ha esteso il diritto al matrimonio alle coppie dello stesso sesso in tutti gli Stati Uniti, la Corte Suprema americana si prepara a decidere se accogliere un ricorso che chiede apertamente di rovesciare quella sentenza, grazie alla quale dal 2015 il matrimonio egualitario è un diritto in USA anche per le coppie omosessuali.
Protagonista del caso è Kim Davis, ex cancelliera della contea di Rowan, Kentucky, che rifiutò di rilasciare licenze matrimoniali a coppie gay per motivi religiosi, finendo in carcere per sei giorni. Condannata a pagare 100.000 dollari di danni e 260.000 di spese legali a David Ermold e David Moore, la coppia che l’aveva denunciata, Davis sostiene che la libertà di religione garantita dal Primo Emendamento la immunizzi da responsabilità personali. Nel ricorso presentato lo scorso mese, definisce “giuridicamente fittizia” la sentenza Obergefell e chiede che “l’errore venga corretto”, citando il precedente ribaltamento di Roe v. Wade sull’aborto.

Il Kentucky lo scorso marzo ha ri-legalizzato le terapie di conversione, e approvato una durissima legge anti-trans. Il caso Davis arriva nel pieno dell’offensiva anti-LGBTIAQ+ dell’amministrazione Trump: nel solo 2025, almeno nove stati hanno introdotto progetti di legge o risoluzioni per bloccare nuove licenze matrimoniali LGBTQ o sollecitare la Corte a rivedere Obergefell. A giugno, la Southern Baptist Convention ha inserito la revoca della sentenza tra le sue priorità.
Il sostegno pubblico al matrimonio egualitario, pur maggioritario (70% nel 2025 secondo Gallup), mostra segnali di stallo e, tra i repubblicani, un calo netto: dal 55% del 2021 al 41% attuale.
Gli esperti considerano il ricorso di Davis poco probabile da accogliere: una corte d’appello federale ha già stabilito che non può invocare il Primo Emendamento per giustificare un atto compiuto come funzionaria pubblica. Ma la composizione della Corte è oggi molto più conservatrice rispetto al 2015, con una supermaggioranza di sei giudici di orientamento di destra, tre dei quali nominati da Donald Trump.
Composizione Corte Suprema USA e orientamento dei giudici
- John G. Roberts Jr. – Chief Justice
Nominato da George W. Bush (R). Conservatore moderato, spesso voto “swing”. - Clarence Thomas – Associate Justice
Nominato da George H. W. Bush (R). Tra i più conservatori della Corte. - Samuel A. Alito Jr. – Associate Justice
Nominato da George W. Bush (R). Originalista pratico, parte del blocco conservatore. - Neil Gorsuch – Associate Justice
Nominato da Donald Trump (R). Conservatore. - Brett M. Kavanaugh – Associate Justice
Nominato da Donald Trump (R). Parte del blocco conservatore. - Amy Coney Barrett – Associate Justice
Nominata da Donald Trump (R). Conservatrice, talvolta indipendente nelle decisioni. - Sonia Sotomayor – Associate Justice
Nominata da Barack Obama (D). Membro del blocco liberale. - Elena Kagan – Associate Justice
Nominata da Barack Obama (D). Parte del gruppo liberale. - Ketanji Brown Jackson – Associate Justice
Nominata da Joe Biden (D). Inserita nel blocco liberale.
Orientamento complessivo: 6 conservatori (Roberts, Thomas, Alito, Gorsuch, Kavanaugh, Barrett) e 3 liberali (Sotomayor, Kagan, Jackson).
Se il ricorso sul caso Davis fosse accettato, le udienze potrebbero tenersi nella primavera 2026 con decisione entro giugno. In ogni caso, anche un eventuale rovesciamento di Obergefell non annullerebbe i matrimoni già celebrati, grazie al Respect for Marriage Act del 2022 voluto da Biden, che impone il riconoscimento federale e statale delle unioni tra persone dello stesso sesso e interrazziali.
Per le circa 823.000 coppie sposate LGBTQ negli Usa (e non solo) non c’è ad ora rischio di perdere i diritti acquisiti, anche se la Corte accogliesse il ricorso. Tuttavia la battaglia legale di Kim Davis, destinata probabilmente alla sconfitta, crea il primo precedente nel quale la Corte Suprema sarà chiamata a mettere in discussione la sentenza Obergefell v. Hodges sul matrimonio egualitario. Per la destra USA di Trump è già una vittoria che conferma che i diritti conquistati possono essere messi in discussione.
