Trumpiani organizzano protesta a Disneyland lo stesso giorno dell’evento Gay Days

Una protesta repubblicana per un "ritorno alle radici americane e ai valori classici", con magliette dove si leggerà "Make Disney Great Again".

Ascolta:
0:00
-
0:00
Trumpiani organizzano protesta a Disneyland lo stesso giorno dell'evento Gay Days - repubblicani vs. Disney - Gay.it
3 min. di lettura

Un gruppo di “patrioti” MAGA, fedeli trumpiani con sede a nord di Los Angeles, viaggerà fino a Disneyland a febbraio, lo stesso giorno in cui è previsto un incontro “Gay Days” presso il parco a tema di Anaheim, in California.

Gli “805 Patriots“, organizzatori della “MAGA Invasion”, hanno annunciato l’evento per il 28 febbraio 2026. Un incontro tra “patrioti con idee simili” che desiderano un “ritorno alle radici americane e ai valori classici”.

La protesta MAGA a Disneyland

Trumpiani organizzano protesta a Disneyland lo stesso giorno dell'evento Gay Days - Disneyland Paris Pride 2022 - Gay.it

I partecipanti saranno incoraggiati a indossare abiti a tema MAGA e ad acquistare una maglietta personalizzata dal gruppo “come conferma di partecipazione”. Sulla maglietta si legge: “Make Disney Great Again”.

Gli organizzatori sostegnono di aver scoperto solo dopo che il loro raduno coinciderà con l’incontro “Gay Days”. Una casualità che “renderà tutto ancora più divertente”. “Se venite, sarà esilarante rovinargli la giornata!!”.

Il gruppo fornisce in realtà consigli contraddittori ai propri membri su come comportarsi una volta arrivati al parco, affermando che “patrioti e conservatori americani si riuniranno per un incontro pacifico e familiare”. “L’evento invita gli americani a godersi una giornata a Disneyland celebrando il patriottismo, la comunità e i valori tradizionali americani“, apprezzando al contempo “i principi che hanno ispirato Walt Disney durante la creazione del parco”.

Peccato che tra i commenti al post social in tantissimi abbiano istigato al caos, consigliando ai partecipanti di “farsi sentire“.

C’è invece chi ha sottolineato l’inutilità del tutto. “Hanno la loro ‘sindrome’ che li fa guidare per 200 miglia (andata e ritorno) e pagare 100 dollari per entrare… solo per urlare ‘Siamo MAGA’?”. “È così stupido”, ha scritto un commentatore. “La Disney è un posto per bambini… perché non lasciate che le famiglie se la godano invece di vomitare il vostro stupido odio MAGA?”, ha aggiunto un altro.

I Disney Gay Days sono invece un appuntamento in cui da oltre due decenni lesbiche, gay, bisessuali e transgender, insieme a famiglie, amici e alleati, si ritrovano all’interno del parco.

La guerra dei repubblicani alla Disney

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Disneyland Gay Days California

Da anni il partito repubblicano ha dichiarato guerra alla Disney, accusando la major di aver cavalcato la cosiddetta “cultura woke” e di aver fatto “propaganda gender” nei confronti dei più piccoli.

In Florida è partita una vera battaglia legale e politica tra lo studios e il governatore Ron DeSantis, iniziata con la famigerata legge “Don’t Say Gay” aspramente criticata dalla casa di Topolino.

Disney ha citato in giudizio DeSantis per “una mirata campagna di ritorsione da parte del suo governo”, come replica alle critiche dell’azienda alla sua legge “Don’t Say Gay“. La major ha accusato DeSantis e altri funzionari statali di una “incessante campagna per armare il potere del governo contro la Disney come rappresaglia per aver espresso un punto di vista politico“. Uno sforzo, quello guidato dai repubblicani, che “ora minaccia le operazioni commerciali della Disney, mette a repentaglio il suo futuro economico nello Stato e viola i suoi diritti costituzionali“. Nella causa,la Disney ha affermato di aver “esaurito ogni sforzo per cercare una risoluzione” con repubblicani della Florida, non lasciando loro “altra scelta che intentare questa causa“.

Trumpiani organizzano protesta a Disneyland lo stesso giorno dell'evento Gay Days - Walt Disney World sfida Ron De Santis ospitando la piu grande conferenza LGBTQ al mondo - Gay.it

Pochi mesi fa il 99% dei soci di The Walt Disney Company ha respinto con decisione una proposta avanzata dal think tank conservatore National Center for Public Policy Research, che chiedeva l’abbandono dell’Indice di Uguaglianza Aziendale di Human Rights Campaign (HRC), storicamente uno dei principali parametri di valutazione delle politiche aziendali a favore delle persone LGBTQ+.

Successivamente l’amministrazione Trump ha aperto un’indagine sulle pratiche DEI in casa Walt Disney Company, accusandola di essere troppo inclusiva all’interno dei propri progetti televisivi e cinematografici, nonché sul posto di lavoro. Imporre una percentuale di personaggi provenienti da categorie storicamente sottorappresentate, come deciso nel 2022, per la Casa Bianca sarebbe ‘discriminatorio’ nei confronti di tutte le altre fino a quel momento sempre e solo rappresentate.

 

Disney sotto indagine perché “troppo inclusiva”. L’ultima crociata di Donald Trump

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.