La Polizia di Stato sta ricostruendo nel dettaglio la violenta aggressione avvenuta sabato sera nei pressi di Porta San Tomaso, a Treviso, dove un gruppo di quattro giovani italiani, tre maggiorenni e un minorenne, è stato prima insultato e poi pestato da un gruppo di circa otto ragazzi, in gran parte minorenni.
Secondo la prima ricostruzione, due dei presunti aggressori, descritti come giovani stranieri appartenenti al gruppo più numeroso, avrebbero avvicinato per primi le vittime, rivolgendosi al minorenne con l’offesa: “Tu sei il capo dei gay“. Alla frase sarebbe seguito uno schiaffo. I ragazzi aggrediti si sarebbero allontanati, ma poco dopo, sul ponte esterno a Porta San Tomaso, sarebbero stati nuovamente raggiunti dalla stessa baby gang. La rissa è rapidamente sfociata in uno scontro impari, quattro contro dieci, finché il cugino di una delle vittime, che aveva assistito alla scena, ha allertato i soccorsi. Quando Polizia e ambulanza sono arrivati a Porta San Tomaso, il gruppo degli aggressori era già fuggito a piedi dopo aver udito le sirene. I giovani aggrediti hanno poi ricostruito l’accaduto agli agenti e sono stati trasferiti al pronto soccorso per le cure necessarie. Frattura dello zigomo e della mandibola per uno dei giovani (19enne) che dovrà subire una delicata operazione chirurgica. Secondo le prime ricostruzioni, uno degli aggressori deteneva un tirapugni che avrebbe scagliato contro le vittime.
L’area precisa dell’aggressione non è coperta da telecamere di videosorveglianza, ma gli investigatori stanno analizzando i filmati delle zone limitrofe, oltre a una fotografia scattata da un passante che ritrae alcuni dei presunti autori. A fornire un elemento decisivo è stato però lo stesso gruppo di aggressori: alcune immagini del pestaggio sarebbero state infatti girate con un cellulare e pubblicate su Instagram, facilitando l’identificazione dei membri della baby gang. Secondo alcuni quotidiani locali si tratterebbe di giovani di origini marocchine e kosovare.
La Questura di Treviso sta procedendo in queste ore al riconoscimento uno per uno degli otto ragazzi coinvolti. Gli inquirenti invitano chiunque disponga di informazioni o elementi utili alla ricostruzione dei fatti a contattare la Polizia di Stato.
Lo scorso giugno a Treviso due donne trans* erano state insultate e aggredite. A maggio nel vicino paese di Cavaso del Tomba un uomo era stato adescato e picchiato in quanto omosessuale. L’anno scorso il centro della cittadina veneta era stato turbato dalle scritte omofobe apparse sui muri di via Trento e Trieste.
Proseguono intanto le indagini sulle minacce ai due fratelli gay raggiunti da telefonate anonime nella Marsica.
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