Treviso nuovamente teatro di atti vandalici contro la comunità LGBTQIA+. Dopo le scritte “FUCK LGBT” di qualche giorno fa, prontamente rimosse dall’amministrazione comunale, un altro messaggio anti-LGBTI è riapparso nello stesso luogo, il muro lungo via Trento Trieste, ormai mutuato in spazio di odio, terreno di battaglia per chi si oppone all’accettazione delle identità queer. Questa volta la scritta reca il messaggio:
“LGBT = VELENO”
“Continuano ad apparire scritte discriminatorie e intimidatorie che insultano le persone LGBTQIA+ – scrive il Coordinamento LGBTQIA+ trevigiano – e offendono la comunità, anche lì dove erano già comparse e tempestivamente rimosse come in viale Trento Trieste. Forze dell’ordine e istituzioni locali sono allertate e si sono già attivate ma serve fare di più per mandare un messaggio di inclusione e di coesione sociale. Chiediamo, e come associazione ci faremo carico delle spese da sostenere, di colorare il muro preso di mira dal vandalismo di stampo omofobico dei colori della bandiera arcobaleno che ci rappresentano. Per una Treviso fatta di rispetto, di solidarietà, di civiltà dove essere uguali, dove sentirsi a casa”
La vicenda, purtroppo, non è isolata. Dal 2018, durante il mandato del sindaco leghista Mario Conte, la città ha iniziato a guardare in faccia la diffusa omobitransfobia. Conte, riconfermato nel 2023, è una figura anomala nell’ambito della Lega: contrariamente alla linea del partito, ha trascritto i figli delle coppie omogenitoriali, riconoscendo il vuoto normativo esistente in Italia e assumendosi le proprie responsabilità di primo cittadino della sua città.
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Le dichiarazioni di Conte del 2023, in risposta alla circolare del Ministro Piantedosi che aveva bloccato la trascrizione dei figli delle famiglie arcobaleno, mostrano un sindaco che riconosce la necessità di colmare i vuoti normativi che ancora oggi penalizzano molte famiglie. “Non ci sono figli di serie A e figli di serie B” aveva dichiarato Conte. Che ad oggi non risulta abbia commentato la scritta apparsa qualche giorno fa, poi cancellata, e riapparsa nuovamente l’altro ieri.
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