UE, incredibile Orban: “Migranti illegali portano omofobia, antisemitismo e violenza contro le donne”

Durissima la replica di Ursula von der Leyen, mentre da sinistra gli euorparlamentari cantavano Bella Ciao.

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meloni orban
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Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Viktor Orban ha oggi parlato all’Europarlamento, in seduta plenaria a Strasburgo per il dibattito sulle priorità del semestre di presidenza ungherese. A pochi giorni dalla sua partecipazione al raduno leghisa di Pontida, Orban è stato contestato dalla Sinistra del Parlamento europeo (The Left), che ha intonato “Bella ciao” dopo il suo primo intervento. Gli eurodeputati, italiani e non, si sono alzati per intonare il celebre coro della resistenza.

“L’Unione europea deve cambiare” e la presidenza ungherese “vuole essere il catalizzatore di questo cambiamento”, ha detto il Primo ministro ungherese, prima di attaccare sulla migrazione, suscitando sconcerto.

“In Europa, l’antisemitismo, l’omofobia e la violenza contro le donne sono in aumento con l’immigrazione”, ha incredibilmente affermato Orban, che nel proprio Paese ha letteralmente istituzionalizzato l’omobitransfobia.

“Io vi prometto che senza creazione di hotspot esterni non potremo tutelare l’Ue dall’immigrazione clandestina. C’è solo una soluzione: possiamo fare entrare solo chi ha ricevuto l’autorizzazione previamente”, ha aggiunto l’alleato di Salvini, a cui ha duramente replicato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione.

“Lei ha detto che l’Ungheria sta “proteggendo i suoi confini”, e che “i criminali vengono rinchiusi” in Ungheria. “Mi chiedo solo come questa affermazione si concili con il fatto che l’anno scorso le vostre autorità hanno fatto uscire di prigione contrabbandieri e trafficanti condannati prima che scontassero la pena”. “Questa non è lotta all’immigrazione clandestina in Europa. Questo non è proteggere la nostra Unione. Questo è solo gettare problemi oltre il recinto del vicino”. “Dopo l’attacco della Russia all’Ucraina, tutti i capi di Stato e di governo dell’Ue hanno deciso di ridurre la dipendenza dall’energia russa e di cercare alternative. Tuttavia, uno Stato membro in particolare cercava solo alternative per continuare ad acquistare l’energia russa”. “Per tutta l’estate, centinaia di missili sono piovuti sulle infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Innumerevoli ucraini sono stati uccisi o feriti. Città sono state distrutte. Famiglie separate. E tuttavia, c’è ancora qualcuno che attribuisce la colpa di questa guerra non all’invasore, ma all’invaso. Non alla brama di potere di Putin, ma alla sete di libertà dell’Ucraina. Quindi vorrei chiedere loro: darebbero mai la colpa agli ungheresi per l’invasione sovietica del 1956? O ai cechi e agli slovacchi per la repressione sovietica del 1968? O ai lituani per la repressione sovietica del 1991?”. “Noi europei potremmo avere storie e lingue diverse, ma non esiste una lingua europea in cui la pace sia sinonimo di resa. E la sovranità è sinonimo di occupazione. Il popolo ucraino è un combattente per la libertà, proprio come gli eroi che hanno liberato l’Europa centrale e orientale dal dominio sovietico”, ha concluso von der Leyen tra gli applausi scroscianti dei presenti, a cui Orban ha così replicato.

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“Come presidenza, stiamo lavorando per conto dell’Europa, per l’Europa, e non credo sia giusto parlare di queste differenze di opinione quando siamo qui a discutere della presidenza ungherese. Non è giusto. Prima non era così”. “Un ex presidente della Commissione non lo avrebbe mai detto. Non sarebbe mai successo prima, in passato, poiché il Trattato afferma che la Commissione è la custode dei Trattati. Era un organo neutrale e il suo compito era quello di essere la custode di questi trattati. Doveva mettere da parte i dibattiti politici e gestire le divergenze in modo legale. Ma ora questo è cambiato e, anziché essere un custode dei trattati, è un organo politico, un’arma politica che vuole attaccare i ‘Patrioti per l’Europa’ e le persone nei Patrioti”.

Un Europarlamento trasformato in ring, con Orban a suscitare imbarazzo e sconcerto. Alessandro Zan, europdeputato Pd, ha parlato di “indegno spettacolo dell’illiberale” presidente ungherese.

L’Ungheria di Orban a trazione omobitransfobica

Il 1º gennaio 2012 è entrata in vigore una nuova costituzione, adottata dal governo presieduto da Viktor Orbán (leader del partito Fidesz), che limita il matrimonio alle sole coppie formate da individui di sesso opposto.

Fino al 3 aprile 2020 le persone transgender che vivono in Ungheria potevano cambiare il loro genere giuridico. Poi tutto è cambiato per volontà del Primo ministro Viktor Orbán, il quale ha dichiarato che il sesso non è più modificabile nel registro civile e nell’atto di nascita.

Il 7 luglio 2021 è entrata in vigore la contestata legge che vieta nelle scuole la diffusione di informazioni e pubblicazioni sull’omosessualità o sul cambio di sesso.

Nel 2023 l’Ungheria ha approvato legge per denunciare anonimamente le famiglie LGBTI+ alle autorità.

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