Nello Utah vogliono rinominare una strada intitolata ad Harvey Milk per intitolarla a Charlie Kirk

L'ultima provocazione repubblicana: cancellare il ricordo di un attivista LGBTQIA+ per sostituirlo con un omaggio ad un influencer omobitransfobico.

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Il deputato statale dello Utah Trevor Lee ha ufficialmente presentato una proposta di legge per rinominare un tratto della 900 South, attualmente nota come Harvey Milk Boulevard, in Charlie Kirk Boulevard. Secondo Lee l’assassinio di Kirk sarebbe più “rilevante a livello locale” rispetto all’omicidio di Milk, ucciso San Francisco nel 1978.

Ciò che può sembrare incredibile è diventato reale nell’America di Donald Trump, sempre più polarizzata e incline all’odio di stampo politico. Cancellare il ricordo di un attivista LGBTQIA per omaggiare un influencer conservatore orgogliosamente omobitransfobico.

Cancellare Harvey Milk per onorare Charlie Kirk

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La stragrande maggioranza degli abitanti dello Utah direbbe che Harvey Milk non ha alcun legame con lo Utah“, ha precisato Lee ad ABC 4. “Ma Charlie Kirk sì, soprattutto dopo essere stato assassinato nello Stato dello Utah“. Kirk, alleato di Trump e padre di due figli, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco alla Utah Valley University di Orem, circa 55 chilometri a sud-est di Salt Lake City. Lee ha descritto l’attacco come un atto insensato contro qualcuno che cercava un dialogo “al di là delle idee politiche”. “È estremamente triste che qualcuno sia stato assassinato perché cercava un dialogo e qualcuno non era d’accordo“. Quel qualcuno era Taylor Robinson, 22enne bianco, cisgender, cresciuto in una famiglia dichiaratamente repubblicana.

L’Harvey Milk Boulevard è stato istituito nel 2016 in onore del defunto attivista LGBTQ+. Poiché la 900 South è una strada cittadina e non un’autostrada statale, qualsiasi cambio di nome richiederebbe l’approvazione del Consiglio comunale di Salt Lake City, e non della legislatura statale, secondo il codice municipale dello Utah.  Lee, che è membro della Camera dei Rappresentanti dello Utah da gennaio 2023, insiste sul fatto che il cambio di nome proposto abbia lo scopo di onorare Kirk piuttosto che sminuire l’eredità di Milk. Peccato che il deputato repubblicano sia stato ampiamente criticato per precedenti commenti considerati omobitransfobici su X. A inizio 2025 Lee ha sponsorizzato una legge, poi entrata in vigore a maggio, che proibisce le bandiere Progress Pride nelle scuole e negli edifici governativi. Lo scorso giugno ha scritto che “la stragrande maggioranza degli abitanti dello Utah non sostiene il mese del Pride“, ipotizzando una futura legge per contastare coloro che ha definito genericamente “gruppi woke”. Non è ancora chiaro se Salt Lake City prenderà in considerazione la proposta di Lee di cancellare Harvey Milk per sostituirlo con Charlie Kirk, ma le proteste sono presto divampate.

D’altronde l’amministrazione Trump sta di fatto cancellando la storia LGBTQIA+ e la sua visibilità, come tristemente visto a Stonewall. In pieno Pride Month il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ordinato alla USNS Harvey Milk di cambiarne il nome. La USNS Harvey Milk, nave petroliera di rifornimento della flotta, aveva preso il nome dall’attivista LGBTQIA+ nel 2016, durante l’amministrazione Obama.

Chi era Harvey Milk, icona del movimento LGBTQIA+ d’America

Trump cambia nome alla nave della marina Harvey Milk. In pieno Pride Month - milk 1 - Gay.it

Harvey Milk si arruolò nella Marina degli Stati Uniti, dopo la laurea, nel 1951. Prestò servizio come ufficiale sommozzatore sulla nave di soccorso sottomarini USS Kittiwake durante la Guerra di Corea. Servì la Marina per quattro anni, prima che i suoi superiori lo trovassero in un parco insieme ad altri uomini, costringendolo ad accettare un congedo “non onorevole” a causa del proprio orientamento sessuale.

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Icona del movimento per i diritti LGBTQ+, Harvey Milk è stato il primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay, a fine 1977, ovvero 4 anni dopo Kathy Kozachenko, prima persona dichiaratamente LGBT ad essere eletta ad una carica pubblica d’America, nel consiglio comunale di Anna Arbor, Michigan. Il 27 novembre del 1978 Harvey Milk veniva assassinato.

Poco meno di un anno prima Harvey giurava come consigliere comunale di San Francisco, dopo 3 candidature andate a vuoto. Alla quarta Milk riuscì nell’impresa, dichiarando da subito guerra alla tristemente celebre Proposition 6, che avrebbe permesso il licenziamento degli insegnanti dichiaratamente gay in base alla loro identità sessuale. Il “sindaco di Castro Street”, come Milk venne ribattezzato, rimase in carica solo 11 mesi, perché il 27 novembre del 1978 venne ucciso all’interno del Municipio insieme al sindaco di San Francisco, George Moscone, dall’ex consigliere comunale Dan White, pochi giorni prima dimissionario a seguito dell’entrata in vigore di una proposta di legge sui diritti dei gay. Il sindaco aveva deciso di non riconfermarlo. White si presentò in municipio con una pistola e 10 caricatori in tasca. Provò a far cambiare idea al primo cittadino. Dinanzi al secco rifiuto di una riconferma, lo ammazzò. Successivamente andò da Milk, lo invitò nel suo studio e gli sparò tre colpi di pistola, uno alla mano destra e due al petto. Con Milk a terra, lo finì con due colpi in testa. Quella sera oltre 30.000 persone scesero in strada spontaneamente, con un lume di candela tra le mani, in memoria del consigliere Harvey Milk e del sindaco George Moscone. White fu riconosciuto colpevole di omicidio volontario, con l’attenuante della seminfermità mentale, e condannato a sette anni e otto mesi di prigione. Scarcerato nel 1984, si suicidò nel 1985 nel garage della casa di sua moglie, asfissiandosi coi gas di scarico.

Da quel maledetto 27 novembre del 1978 Harvey Milk è diventato un volto simbolo dei diritti, che pagò con la propria vita le proprie battaglie. Figlio di immigrati lituani, Milk, di Long Island, New York, si laureò nel 1951 presso l’Albany State College for Teachers, trascorrendo gli anni scolastici da gay non dichiarato. Dopo aver provato ad entrare nel mondo della finanza, ma senza grande successo, si stabilì nel quartiere di Castro insieme al compagno, con cui aprì un negozio di macchine fotografiche che ben presto divenne rifugio per la comunità LGBTQ+ della città. Molti cominciarono a guardare a Milk come leader, perché Harvey li esortava ad essere visibili. E fu in quel momento che decise di fare politica. Il resto è storia.

Nel 2009 il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha conferito alla memoria di Milk la Presidential Medal of Freedom, per il suo contributo al movimento per i diritti LGBT. Si tratta della massima decorazione degli Stati Uniti. Nel 2018 il Terminal 1 dell’aeroporto di San Francisco è stato intitolato ad Harvey Milk. Nel 2009 Sean Penn ha vinto il suo secondo Oscar dopo averlo magistralmente interpretato nel capolavoro di Gus Van Sant.  Nel 2022 a Milano è stato inaugurato il giardino Harvey Milk. Indimenticabile il suo discorso della speranza. “Il mio nome è Harvey Milk e sono qui per reclutarvi tutti”.

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