Un sogno a lungo cullato che si trasforma in una notte segnata dalla discriminazione. A raccontare quanto avvenuto a Venezia alla vigilia di Natale è Rori Stanziano, dirigente scolastica dell’istituto Archimede di Ponticelli, Napoli.
L’omofobia balla anche a Natale
Stanziano porta una ventina di studenti in Laguna per partecipare a un ballo in maschera, dopo aver avviato un progetto di danza storica in collaborazione con associazioni e realtà rievocative. I suoi ragazzi hanno imparato il valzer spagnolo, la quadriglia del Gattopardo, quella francese, il galop, la mazurca e la polka, tanto dall’essere riusciti a danzare con Dame e Cavalieri al Gran ballo del Castello di Carini, in Sicilia, e all’esibizione con valzer libero al Castello Mediceo di Ottaviano, in Campania.
Ma la serata più attesa era quella di sabato 21 dicembre scorso, quando venti ragazzi dell’ Archimede hanno preso parte al Gran Ballo di Natale al magnifico Hotel Cà Segredo di Venezia.
Location incantevole, zampognari abruzzesi invitati per l’occasione, cena servita con un menù che ha unito la cucina partenopea con quella veneziana, musica dal vivo, tombola con ricchi premi, buffet di dolci. Un sogno per 20 giovanissimi napoletani che non avevano mai visto la laguna, le gondole, Venezia, un Gran Ballo, le opere del Tiepolo, il brasato, i piccioni in piazza San Marco e la neve. Ma non è tutto oro quel che luccica, perché la dirigente scolastica Rori Stanziano ha denunciato sui social quanto avvenuto al ballo di Venezia, “lucente città di arte, cultura, storia, tradizioni“.
La denuncia di Rori Stanziano
“Assurdi cori razzisti. All’indirizzo dei “miei” ragazzi, dei ragazzi buoni, tranquilli, rispettosi, solari, allegri, sorridenti che sono stati attaccati, anzi siamo stati attaccati, con cori razzisti, discriminatori, omofobi….di una crudeltà e cattiveria assurda ed ingiustificata. Solo perché indossavano gli abiti storici (quindi erano gay, ch*cche o tr*ie) o perché si sentiva l’accento napoletano“.
La dirigente scolastica ha prontamente informato dell’accaduto l’Assessora alla Scuola della Regione Campania, Lucia Fortini, e ora scriverà una lettera aperta al Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e al Governatore della Regione Veneto Luca Zaia “per informarli del trattamento ricevuto“.
I suoi ragazzi, fortunatamente, “si sono avvicinati in punta di piedi alla Danza Storica, ai meravigliosi balli d’Epoca nei palazzi straordinariamente affrescati“, avvicinandosi con “rispetto, timore e reverenziale riguardo. I “nostri ragazzi” che conoscono il Conocal e il Bronx di Ponticelli hanno danzato con Dame e Cavalieri provenienti da Associazioni di Danza Storica di tutta Italia e si sono seduti a cena in un hotel 5 stelle con argenteria e servizi d’epoca”, ha continuato la dirigente scolastica, sottolineando come sia stato un “enorme motivo d’orgoglio. Nulla può cancellare e distruggere questo momento, nemmeno la cattiveria, l’ottuso pregiudizio, l’odioso razzismo e l’inconcepibile omofobia di ragazzi, uomini e donne che non hanno esitato ad apostrofare dei ragazzini tra i 14 e 18 anni, che hanno l’unica colpa di essere nati a sud dell’Italia e che hanno l’accento di un dialetto/lingua diverso“.
La replica del sindaco di Venezia
Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, ha così risposto alla denuncia della dirigente scolastica campana.
“Con grande rammarico ho letto dell’esperienza che avete vissuto Lei e i suoi studenti durante la Vostra recente visita a Venezia. Le ingiurie e gli insulti che Lei e i ragazzi provenienti da Napoli avete ricevuto sono inaccettabili e non riflettono in alcun modo i valori della nostra Città, che ha sempre accolto con rispetto e apertura le diverse culture e tradizioni. Mi dispiace davvero tanto. Venezia ha una storia di dialogo, integrazione e incontro, ed abbiamo sempre condannato ogni atto di mancanza di rispetto nei confronti di chiunque, soprattutto di chi porta con sé la ricchezza della propria storia e della propria cultura. A nome della città e mio personale, desidero porgere pubblicamente a lei e a tutti i ragazzi le mie più sincere scuse per quanto accaduto. La invito a tornare a Venezia assieme ai suoi studenti, nostri ospiti, per conoscerci personalmente e per farvi scoprire anche ambiti meno conosciuti del nostro territorio”.
