Quest’anno, la quinta edizione del Vesuvio Pride si terrà sabato 28 settembre a Torre del Greco. L’evento, organizzato dall’associazione Pride Vesuvio Rainbow insieme a numerose altre realtà, prende il via alle 16:00 in Via Comizi (Piazza Santa Croce), con il corteo che partirà alle 17:00 e interventi previsti dalle 20:00.
Il “madrino” del Vesuvio Pride sarà l’attivista e dirigente scolastico Vanni Piccolo. Insieme a lui anche la scienziata Clementina Sasso, il giornalista ed europarlamentare Sandro Ruotolo e l’attivista Francesca Pascale.
Nell’intervista che trovate più avanti, il portavoce di Vesuvio Pride, Antonello Sannino, sottolinea l’importanza di portare l’evento anche in quelle città che non siano capoluogo di regione o provincia. E rimarca l’importanza, in particolare, della libertà di insegnamento nelle scuole.
È proprio la scuola il tema di questa edizione, in un momento in cui il Parlamento ha approvato la Risoluzione Sasso contro la inesistente teoria gender, che prevede il “Divieto dell’inserimento di obiettivi educativi fondati sulle teorie del gender nell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche”. Un tema, quello della scuola, che è al centro anche di iniziative specifiche del Vesuvio Pride di quest’anno, mirate a sviluppare un dialogo aperto e costruttivo con studenti e istituzioni scolastiche su questioni di genere e identità.
Per comprendere meglio le dinamiche, l’organizzazione, gli eventi, le rivendicazioni e le posizioni politiche che caratterizzano questa edizione di Vesuvio Pride, ti invitiamo a leggere qui sotto l’intervista completa al portavoce Antonello Sannino.
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Vesuvio Pride 2024 – INTERVISTA
Presentazione del comitato organizzatore:
chi siete (associazioni, persone ecc. che si vogliano menzionare)
Il Vesuvio Pride con Pompei nel 2018, Sorrento nel 2019, nel 2022 Torre Annunziata dopo la pandemia, il 2023 a Scafati, quest’anno è alla sua quinta edizione, organizzata dall’associazione Pride Vesuvio che ha sede legale a Torre Annunziata, non a Torre del Greco, la città limitrofa, confinante (le due Torri qui si chiamano). È organizzata da Pride Vesuvio insieme ad Antinoo Arcigay Napoli, Alfi Napoli Le Maree, Associazione Transessuale Napoli, Coordinamento Campania Rainbow, Famiglie Arcobaleno, AGEDO Napoli, A.N.P.I. Napoli, Arci Mediterraneo, ARCO – Associazione Ricreativa Circoli Omosessuali, Radio Siani (dedicata a Giancarlo Siani) e Futura Torre. Queste sono le associazioni che organizzano il Pride.
Ci sono altre realtà locali che sostengono e partecipano alla vostra iniziativa?
Ce ne sono alcune di cui vorreste parlarci?
Ci sono tantissime altre realtà locali che sostengono e partecipano alla nostra iniziativa.
Il Vesuvio Pride è sostenuto anche dal Comune: dal sindaco Luigi Mennella e da tutta l’amministrazione comunale. Anche dalla Regione Campania: saranno presenti sia Comune, sia Regione ed istituzioni. Non sarà presente il presidente della Regione Campania, Vincenzo de Luca, ma l’assessore Lucia Fortini di riferimento insieme alla vicepresidente del consiglio regionale, Loredana Raia. Il Pride è patrocinato dal Comune di Napoli, dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), dalla Città Metropolitana di Napoli, dal Comune di Torre del Greco e da ben oltre 30 comuni dell’area metropolitana napoletana. Quindi, davvero tanto sostegno istituzionale.
Su oltre 3 milioni di abitanti dell’area metropolitana, i comuni che sostengono il Pride coprono l’80% e oltre dell’area metropolitana.
Ci sono più di 40 esercizi commerciali che hanno sostenuto e sponsorizzato il Pride, oltre Vitasnella. E tante associazioni locali, per cui, oltre all’ANPI territoriale, anche la CGIL, la UIL tutti i partiti di sinistra e centrosinistra, come Sinistra Italiana Campania, PD, M5S, Più Europa. Quindi, un forte sostegno sia delle associazioni sia della società civile sia delle amministrazioni.
Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta?
Che impatto ha sulla vostra città e sul vostro territorio un Pride?
Per noi è fondamentale fare i pride nei centri che non siano capoluogo di regione o di provincia. Io ero presidente a Salerno nel 2012 quando abbiamo fatto il primo Pride e il primo Pride Park. Non in un capoluogo di regione nel Sud Italia e, soprattutto, nel 2013 a Napoli è nata l’idea dell’Onda Pride. L’idea dell’Onda Pride aveva questo obiettivo, cioè quello di portare il Pride in tutte le città d’Italia, anche nel più piccolo centro. Per cui sono 8000 comuni e, idealmente, 8000 Pride.
Siamo partiti in 5 con l’Onda Pride del 2013. Credo che l’Onda di quest’anno abbia superato le 60 città. Tante e diventano sempre di più.
Il Pride arriva sempre di più nei piccoli centri. Quindi l’obiettivo di quell’Onda Pride è stato un obiettivo importante.
L’abbiamo voluto a Salerno nel 2012, poi Benevento, Caserta, nei capoluoghi di provincia, Avellino. Poi siamo andati a Pompei, Sorrento, Torre Annunziata, Scafati. E ora Torre del Greco.
Ci sono delle iniziative correlate alla manifestazione del Pride che vi sembrano importanti (che fate o che avete fatto)?
Ci sono due iniziative soprattutto che sono importanti. La prima sarà giovedì 26 alle ore 11 in un bene confiscato alla camorra: inauguriamo la redazione fisica di Radio Pride (testata LGBT+) all’Officina Cimaglia, che avrà vita propria a Torre del Greco. Ci sarà l’assessore regionale Morcone, l’assessore De Iesu del Comune di Napoli. E ci sarà Alessandro Cecchi Paone.
Ma l’iniziativa forse più importante di questo Vesuvio Pride è quella dedicata alla “scuola libera”, a una corretta informazione su tutto ciò che è necessario comunicare a scuola, perché c’è un bisogno enorme da parte delle nuove generazioni di confronto e di comunicazione sui temi che hanno a che fare con l’identità, il genere, l’affettività e la sessualità. Abbiamo voluto centrare tutto il Pride sulle scuole: il 27 mattina con le scuole del territorio (con oltre 500 ragazzɜ) al Cinema Corallo, ci saranno i ragazzi, i docenti, i presidi, i dirigenti scolastici per un confronto dopo la proiezione del film “Un bacio” di Ivan Cotroneo, che tratta proprio del bullismo e tratta proprio della violenza di genere. E, in quel caso, con noi ci saranno Vanni Piccolo (che sarà anche il “madrino” del Pride), il regista Ivan Cotroneo insieme a Luigi Amodio, ex direttore di Città della Scienza e primo presidente di Antinoo Arcigay Napoli, associazione che quest’anno compie 40 anni di vita.
C’è il sostegno alle nostre iniziative da parte del Circolo Mario Mieli e del Muccassassina. Per quanto riguarda il party conclusivo del Vesuvio Pride sarà realizzato dai gruppi di eventi queer del luogo, Venus ed Erotika, in collaborazione con Muccassassina.
In questi anni di governo delle destre, come considerate vengano affrontate, sostenute o contrastate le istanze che il vostro Pride vuole portare avanti?
Noi abbiamo scelto un tema caldissimo in Parlamento in questo momento, visto che è pronta una legge, sul modello Putin/ Orban, di censura proprio nelle scuole, di censura delle associazioni LGBTQIA+ e queer.
Abbiamo scelto un tema che le destre useranno come campo di battaglia: quello della scuola, dell’istruzione libera, principio della nostra Costituzione.
Quindi, credo che questo tema della scuola e della libertà di insegnamento, di libertà, in particolare, di poter lasciare le nuove generazioni con tutti gli strumenti per poter vivere in maniera più serena e felice, non solo nel momento scolastico, ma nel momento che ti forma in tutta la vita, sarà il terreno vero di battaglia dove le destre proveranno a forzare e a portare indietro il nostro Paese, da un punto di vista culturale, sociale e politico.
Su quali rivendicazioni ritenete che ci sia ancora bisogno di manifestare, scendere in piazza e fare un Pride?
Tutte le rivendicazioni classiche: dalla piena uguaglianza del matrimonio egualitario al pieno riconoscimento dell’autodeterminazione delle persone transgender e gender non conforming; all’intersezionalità dei processi discriminatori.
Mai come in questo momento c’è bisogno di Pride, in un mondo in cui non solo i conflitti incattiviscono e fanno crescere muri e barriere fisiche, ma fanno crescere soprattutto muri e barriere mentale.
Il Pride di frontiera del piccolo centro, il Pride in Georgia, il Pride in Ucraina, il pride a Taiwan: mai come in questo momento c’è bisogno di Pride.
Avete previsto delle attenzioni particolari in merito all’accessibilità?
Sì. Ci sono delle attenzioni sull’accessibilità. Anche, se meno rispetto a quelle previste su Napoli, perché fatichiamo molto economicamente ad avere supporti sui Pride più piccoli di provincia.
Ci sono altre cose che vorreste dire sul Pride e sul vostro territorio? (risposta libera…. magari a noi di Gay.it sfugge qualcosa a proposito del vostro territorio…)
Noi cerchiamo in questi Pride locali di legarci molto alle istanze del territorio e alle richieste che vengono dal territorio stesso.
Ad esempio, nel Pride a Torre Annunziata del 2022 la madrina fu Annamaria Torre, la figlia di Marcello Torre, il sindaco che fu ucciso per ordine di Raffaele Cutolo. Il Pride si fermò di fronte al fortino del clan Gionta, protagonista di quella stagione efferata di camorra degli anni ’80. E insieme ad Annamaria Torre c’era Tania Cerrato, la vedova di Maurizio Cerrato, ucciso per aver difeso la figlia (oggi la vicesindaca di Torre Annunciata). Quindi quel Pride fu importantissimo, perché mentre c’era un’amministrazione comunale sciolta per infiltrazioni camorristiche, noi ci fermavamo davanti al fortino dei Gionta con la figlia del sindaco Torre e la moglie di Maurizio Cerrato. Quindi abbiamo incrociato il tema della legalità.
A Scafati lo scorso anno, per via dell’inquinamento del fiume Sarno, abbiamo incrociato il tema dell’ambiente.
Quest’anno incrociamo il tema delle scuole, perché siamo a settembre in apertura scolastica e crediamo che in questo momento sia fondamentale parlare di libertà di insegnamento e di scuola.
Quindi legalità, inquinamento, scuola. Per noi il Pride è il momento dell’orgoglio della comunità queer e delle persone LGBTQIA+. Ma è il momento in cui bisogna intersecare le battaglie e le lotte.
Il Vesuvio Pride questo aspetto ce l’ha nel suo DNA.
