Un conflitto familiare straziante che è lo specchio di un’America spaccata in due. Da una parte, l’uomo più ricco del mondo: Elon Musk, inventore del “Dark MAGA“, e tra i principali finanziatori della campagna che ha riportato Donald Trump e la sua agenda reazionaria alla Casa Bianca. Dall’altra, la figlia trans, Vivian Jenna Wilson, decisa a lasciare gli Stati Uniti dopo l’esito delle elezioni.
“Ci penso da un po’, ma ieri ho avuto la conferma. Non credo che il mio futuro sarà negli Stati Uniti. Anche la legislatura dura solo quattro anni, anche se le leggi anti-trans, per qualche miracolo, non dovessero arrivare, la gente che ha votato Trump sarà sempre lì”.
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Vivian Jenna, la guerra con il padre Elon Musk
Durante la serrata campagna elettorale degli scorsi mesi, Vivian ha scelto di uscire dall’anonimato per affidare ai social le proprie riflessioni sul rapporto con suo padre, e riscattarsi contro la sequela di illazioni fatte da Musk sul suo percorso di transizione, quando il padre arrivò a importunarla. Vivian definì per l’occasione suo padre così:
“Un uomo crudele, narcisista, incline agli scatti di rabbia”
La ragazza, che ha rinnegato il cognome del padre e non ha più rapporti con lui da quattro anni, ha intrapreso il processo legale per la modifica del nome e dell’identità di genere nel 2022, subito dopo essere diventata maggiorenne. Una scelta consapevole e informata, secondo il racconto della ragazza, che però Musk ha interpretato come un “indottrinamento Marxista” subito dalla figlia a scuola.
In un’intervista con Jordan Peterson di NBC News, il multimiliardario sosteneva di essere stato tratto in inganno da una Vivian sedicenne nel firmare di fretta i documenti che le avrebbero permesso di finalizzare il proprio percorso di affermazione. “Mio figlio è morto. Ecco perché si chiama deadname”, aveva detto, per poi dichiarare guerra aperta alla “malvagia cultura trans”.
Un’affermazione prontamente smentita da Vivian nel raccontare la propria versione dei fatti. Il padre sarebbe stato consapevole al 100% di quello che stava firmando.
“Pensava che non avrei detto niente e che avrei lasciato cadere la questione. Cosa che non farò, perché se hai intenzione di mentire su di me, platealmente davanti a milioni di persone, non te la farà passare liscia”.
@vivllainous♬ Thats me if i gave af – AUSTIMUS PRIME🔱
E da lì, l’inizio della guerra tra padre e figlia, in mondovisione. Gli scheletri nell’armadio di Musk, rivelati da chi lo conosce da vicino, affiorano tra un post e l’altro su Threads, in una contro-intervista ad NBC. “Freddo, crudele, incline alla rabbia, narcisista” lo descrive Vivian. Ostile alla sua identità queer e ai suoi tratti femminili fin da bambina, duro con lei per ogni dettaglio, dall’intonazione della voce ai gesti.
“Ero in quarta elementare. Facemmo [lei e Musk] questo viaggio in macchina, che però non sapevo fosse in realtà solo una pubblicità per una delle auto — non ricordo quale — e lui continuava a urlarmi contro in modo feroce perché la mia voce era troppo acuta”. Una storia che Musk non ha mai confermato né smentito.
Chi è Vivian Jenna Wilson?
Nata nel 2004 con il fratello gemello dalla prima moglie di Elon Musk, Justine, Vivian Jenna Wilson è cresciuta in una realtà divisa, spartendo il tempo tra le case dei genitori, nell’area di Los Angeles, dopo il divorzio della coppia nel 2008.
Oggi, a 20 anni, Vivian è “no contact” col padre da ormai 4 anni, e sceglie di raccontarsi con una voce propria, senza cedere alla definizione imposta dalla notorietà di Musk e delle sue posizioni controverse.
Una delle persone più ricche al mondo, proprietario di Tesla e SpaceX, nonché la mascotte e tra i top contributor della campagna elettorale repubblicana di quest’anno. I suoi legami familiari non ne hanno però beneficiato, come testimonia Wilson, che oggi racconta di non avere mai più intenzione di parlare con lui.
Il contrasto tra i due si inserisce in una più ampia parabola di quest’ultimo verso posizioni di destra, con una campagna personale – diventata poi politica – contro i diritti transgender in cui Vivian e diventata il feticcio preferito. A difesa della ragazza, anche Marlon Wayans, storico volto dei primi Scary Movie sia come protagonista che come co-sceneggiatore.
Di recente, Musk ha minacciato di ritirare le proprie aziende dalla California per protestare contro una legge che impedisce alle scuole di esporre i minori transgender a un outing forzato. La sua ascesa alla guida di X ha visto l’eliminazione totale delle tutele di moderazione per le persone trans, con il ripristino della possibilità di utilizzare il loro deadname.
Vivian, da parte sua, ha intrapreso il proprio percorso di coming out in due fasi: prima come gay in seconda media, poi come transgender a 16 anni. Durante il periodo della pandemia, quando ha deciso di non trasferirsi più nella casa paterna, la ragazza ha trovato il coraggio di intraprendere la transizione, supportata dalla madre. Oggi si racconta come adulta e autonoma, ben lontana dal profilo costruito intorno al padre.
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