Consigli di lettura per le vacanze? Consigli di lettura e basta? Visita il canale Libri di Gay.it. E intanto, ecco 5 consigli di lettura non scontati per questa estate.
1) Servirsi – Lillian Fishman – Edizioni e/o
In molti lo hanno definito il nuovo manifesto della letteratura queer mondiale. Stiamo parlando di Servirsi, il romanzo d’esordio dell’americana Lillian Fishman, portato in Italia dalla lungimiranza dell’editore e/o. Ora, se sia davvero un manifesto è difficile dirlo: solo il tempo saprà consacrarlo a grande classico o relegarlo sotto la polvere dei giorni e della dimenticanza. Sicuramente, però, non mi azzarderei ad affidargli un respiro così ampio, perché le riflessioni, i temi e la lingua cui Fishman si affida sono tipicamente occidentali. Al netto di questa digressione, il queer non abita lontano dalle soglie di questo libro, che, almeno in un certo senso, è senza dubbio queer. Intanto perché queer è la sua protagonista, Eve, che vive una bella storia d’amore, apparentemente appagante e serena, con Romi, una pediatra accudente e premurosa. Tra loro tutto cambia quando Eve, desiderosa di avere altri sguardi posati sul suo corpo, si chiude in bagno, si spoglia e si fotografa tutta nuda allo specchio, prima di consegnare i suoi ritratti senza volto in pasto al web. Lì ottiene reazioni eccitate e bramose, soprattutto da parte di uomini. Così, scivolando sul crinale ambiguo del desiderio, Eve incontra Olive e Nathan, una coppia asimmetrica e problematica che si nutre dell’atteggiamente manipolatorio di Nathan e di quello remissivo di Olive. I tre si piacciono, cadono in un letto, prima una volta e poi ancora e ancora, fino a quando quel triangolo non diventa una relazione tossica e tormentata, un vortice oscuro, in cui Eve si perde, ma dal quale non riesce a fuggire. Eve, proprio Eve, così giovane e così queer, casca là dove non avrebbe mai pensato di poter cascare. Con uno sguardo attento e consapevole, Fishman racconta la tossicità di alcune relazioni, riscrive il concetto di queerness e ci invita a riflettere. Un libro certamente acerbo, ma detonante e intelligente, che apre a una prospettiva inedita.
2) Parla bene pensa bene – Beatrice Cristalli – Bompiani
Dirò forse una banalità: parlare bene è importante. Perché è il nostro eloquio che dà concretezza ai nostri pensieri e i nostri pensieri – il nostro modo di pensare – a dare un indirizzo ai nostri gesti. Parlare bene (e pensare bene) aiuta a organizzare il mondo, più parole conosciamo più spazio per gli input esterni ricaviamo nel nostro cervello. Più parole comprendiamo, più cose capiamo. Più significati siamo in grado di digerire, più riusciamo a vederci chiaro. È questo il presupposto di Parla bene, pensa bene, il ricco glossario illustrato redatto da Beatrice Cristalli per Bompiani. Decine e decine di parole, che raccontano il mosaico identitario in cui siamo immersi e rappresentano il volto più inclusivo della nostra società. Quali parole e quali strumenti possiamo utilizzare per aprire il nostro lessico e le nostre menti? Quali termini dobbiamo conoscere per vivere davvero in modo consapevole, inclusivo e rispettoso? Ce lo dice Beatrice Cristalli. La prefazione è di Francesco Cicconetti AKA @mehths, le illustrazioni sono di Elena Xausa.
3) Il primo che passa – Gianluca Nativo – Mondadori
Napoli, periferia. Pierpaolo è giovanissimo, studia medicina, esce con gli amici, frequenta le ragazze. Ma Pierpaolo ancora non sa bene chi è e soprattutto non è felice. Tutto quello che fa, lo fa per non deludere gli altri, per assomigliare il più possibile all’idea che gli altri hanno di lui, alle aspettative che gli altri hanno verso di lui. Ma a 20 anni non si può vivere per gli altri, a 20 bisogna uscire e camminare liberi alla ricerca di una scintilla, alla ricerca di sé stessi. Pierpaolo ha appena scoperto di essere gay, quando tutta la sua vita prende una piega diversa. Una notte, mentre è in macchina con un amico che forse è più di un amico, una volante porta via suo padre. Comincia così la liberazione paradossale di Pierpaolo, il protagonista di Il primo che passa. Mentre suo padre sconta una pena e rinuncia alla libertà, lui si apre al mondo e a sé stesso, si scopre, si spoglia, si immerge. Con uno stile livido e svelto, Nativo scrive un coming of age che ricorda il miglior Xavier Dolan e spinge all’immedesimazione.
4) Confessioni di una maschera – Yukio Mishima – Feltrinelli
Scritto sul finire degli anni Quaranta, Confessioni di una maschera di Mishima è presto diventato un classico non solo della letteratura giapponese, ma anche della narrativa LGBTQIA+. Il romanzo d’esordio di Yukio Mishima è una semi autobiografia, il racconto di una vita in parte adiacente a quella del suo autore, dall’infanzia protetta e immaginifica alla consapevolezza, prima parziale poi completa, del proprio corpo e del proprio desiderio. Una parabola sfrecciante e amara, che ha origine in un humus famigliare rigido e conformista per affondare infine nella desolazione di chi comprendere di dover vivere per forza una vita monca, un’esistenza castrata. In mezzo, però, la scoperta e la sperimentazione, la fiamma e il prurito che conducono a lasciarsi andare, a infrangere ogni tabù, a gioire del proprio corpo. Un classico, un capolavoro feroce e magnifico.
5) La vita di prima – Edmund White – Playground
Un esperimento di metaletteratura che funziona e non delude perché a scriverlo è un autentico maestro, uno come Edmund White, che sa davvero cosa significa fare e subire la letteratura. Dicevamo, La vita di prima – pubblicato di recente da Playground – è un esperimento di metaletteratura, perché i suoi protagonisti per raccontarsi vicendevolmente decidono di scrivere le proprie memorie. Chiusi in uno chalet svizzero, Ruggero e la giovane moglie Constance, scrivono e si leggono vicendevolmente dentro, si leggono e si lasciano leggere, si scrivono e riscrivono il proprio passato. Con la mente e con le parole tornano indietro nel tempo e illuminano alcuni dettagli che avevano volutamente rimosso. Entrambi bisessuali, i due mettono nero su bianco i propri amori e le proprie passioni, le scoperte e le iniziazioni, le relazioni fugaci e quelle totalizzanti. Parlano anche di un certo Edmund White – il più grande amore di Ruggero – uno scrittore ormai ottantenne. Un romanzo importante, denso e stratificato, sull’amore asimmetrico di chi ama qualcuno di più giovane, una riflessione indimenticabile sull’anzianità e la memoria.




