La Chiesa Cristiana Vetero Cattolica non esprime conservatorismo, bensì l’intento di un ritorno alle originarie fonti cristiane. Nasce formalmente nel 1870, quando molti studiosi (fra i più importanti dell’epoca, specie di Sacra Scrittura e di Storia del Cristianesimo e della Chiesa!) rifiutano di sottomettersi ai nuovi dogmi imposti dal Concilio Vaticano I: infallibilità del papa e suo potere di governo (giurisdizione universale) sulla Chiesa intera. Quegli studiosi furono scomunicati, e dovettero organizzare delle comunità alternative.
Premessa fondamentale perché la Chiesa Cristiana Vetero Cattolica ha pubblicamente detto sì alla legge contro l’omotransfobia.
Consideriamo l’omofobia al pari di tutti i tipi di violenza esistenti nella società di oggi e la condanniamo fermamente. Ribadiamo altresì che la libertà di ogni individuo è cosa sancita dalla nostra Carta Costituzionale e che pertanto lo Stato deve usare ogni mezzo per garantirla. Da troppo tempo si sente parlare di legge contro l’omotransfobia e riteniamo necessario un impegno maggiore del Parlamento affinché essa finalmente sia varata.
“Facciamo appello, come avvenne per le unioni civili, all’impegno delle donne e degli uomini del nostro Parlamento affinché da più parti e in modo trasversale si crei una forte coscienza e un sentir comune su questi temi“, hanno poi affermato, prendendo ufficialmente le distanze dalla CEI, che solo pochi giorni fa aveva definito ‘inutile’ il DDL in discussione.
Definire questa legge inutile e affermare che aprirebbe la via a derive liberticide, oltre che osteggiare una legge evangelicamente giusta e corretta, significa oggettivamente favorire i violenti. A pensarla in tal modo sono coloro che non accettando nella loro chiesa le persone lgbt che vivono la propria vita coerentemente, con i loro rapporti affettivi e sessuali, temono di fare i conti con la realtà. Questa interferenza con la legislazione statale, come già successo per le unioni civili, implica di fatto il disconoscimento della dignità e della libertà delle persone lgbt oltre a rendere evidente un grave problema pastorale e teologico, dovuto a una mentalità arcaica e a una lettura fondamentalista dei testi sacri. Ognuno deve poter essere libero di realizzare se stesso senza timore di divenire oggetto di derisione, emarginazione, violenze fisiche, verbali e psicologiche.
“Il compito principale di ogni cristiano è quello di annunciare il Vangelo, di mettere in pratica il comandamento dell’amore insegnato da Cristo stesso e di permettere nella propria società la libertà e l’uguaglianza“, hanno concluso.
