Omicidio Maria Paola Gaglione, In diretta a #Mattino5 tutti gli aggiornamenti da Caivano: parla un conoscente della famiglia pic.twitter.com/IXzmh6DNzL
— Mattino5 (@mattino5) September 14, 2020
Raffaele Auriemma, 59 anni, è un giornalista famoso soprattutto nel mondo del calcio, con il suo “Si gonfia la rete!” che risuona ad ogni goal del Napoli. Eppure questa mattina Auriemma non era in collegamento dagli allenamenti della squadra di Gattuso, bensì a Caivano, con Mattino Cinque, per parlare del tragico omicidio di Maria Paola, uccisa dal fratello perché frequentava un ragazzo trans, Ciro.
Auriemma si è appostato davanti la casa dei genitori della vittima, Pina e Franco, con il figlio Michele in carcere. Famiglia che ha voluto replicare alle accuse di omotransfobia, “che non riconosce tali”. A parlare per loro un ‘amico di famiglia’, a dir poco indecente nel provare a ridipingere i lineamenti del fratello di Maria Paola, che ricordiamo voleva ‘punire la sorella’ perché ‘Ciro l’aveva infettata’.
Un ragazzo perbenissimo, che ha saputo portare avanti una famiglia per bene, dando pace e serenità. Non è assolutamente omofobo, Michele l’ho conosciuto anche privatamente, sto ragazzo ha portato rispetto, dava consigli a me, non è assolutamente omofobo. Anzi, Michele voleva forse salvare la situazione.
Ed è qui che Federica Panicucci, conduttrice, si scalda, sconcertata per le parole raccolte dal suo inviato: “Salvare da che cosa, esattamente, se la sorella era felice così, c’era poco da salvare”. Pochi minuti inaccettabili, indecenti, nei confronti della povera Maria Paola e soprattutto di Ciro, in ospedale perché prima speronato dall’auto di Michele e successivamente picchiato.
Durissima sui social Daniela Lourdes Falanga, presidente Arcigay Napoli che ha puntato il dito contro il giornalista Auriemma. “Vergogna!!! Ciro è Ciro. Inutile dire “Cira perché biologicamente donna”. Inutile intervistare persone che non sanno nemmeno cos’è l’omolesbobitransfobia. La verità è che erano estremamente violenti verso questo ragazzo e la sua ragazza, e Ciro era negato al punto da togliergli parte della sua esistenza, cioè Paola. Non provateci!!! Condanniamo questo scempio. Questi giornalisti devono uscire fuori dalle nostre vite. Vogliono cambiare la narrazione perché desiderano creare del becero Voyeurismo”.
Nella giornata di ieri si era già letto e ascoltato di tutto, tra stampa on line e telegiornali Rai, ma la transfobia giornalistica, purtroppo, non conosce mai confini.

Credo che dovrebbe intervenire l'Ordine dei Giornalisti, il comportamento di Auriemma è veramente scorretto, d'altronde a Mediaset questo è il livello medio.