Pd, 5 Stelle, LeU e Autonomie corrono spediti nel chiedere la rapida approvazione del DDL Zan. Dopo la presentazione di una lettera alla presidente del Senato Casellati per mettere nero su bianco tutte le forzature e scorrettezze operate dal presidente leghista Andrea Ostellari nella gestione della commissione giustizia, la legge contro l’omotranfobia, misoginia e abilismo appare sempre più ad un passo dall’arrivo a palazzo Madama senza relatore.
Una possibilità consentita dal regolamento che ha già visto la raccolta delle 35 firme necessarie, con Alessandra Maiorino, senatrice 5 Stelle, che ha annunciato come anche Pd e LeU abbiano “sottoscritto la nostra lettera di procedura d’urgenza (art. 77), che attiveremo qualora le nostre richieste restassero inascoltate”.
Pd, 5 Stelle, LeU e Autonomie chiedono alla presidente Casellati che siano dati tempi certi nei confronti del DDL, travolto dalle 170 audizioni ammesse da Ostellari, e che “si possa andare in aula entro luglio“. In un modo o nell’altro, precisa Maiorino, “siamo compatti: la legge contro l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo arriverà in aula entro l’estate. Lo dobbiamo al nostro Paese e alle giovani generazioni!“.
Ostellari, dal canto suo, ha oggi nuovamente chiesto di ‘mediare’ sul DDL, arrivando così ad un ‘nuovo testo condiviso’ da tutte le forze politiche presenti in parlamento. Peccato che la mela avvelenata sia facilmente intuibile, come ribadito da Alessandro Zan. Un nuovo testo farebbe ripartire l’iter da zero. Non ci sarebbe il tempo per portarlo a termine. Un nuovo testo ‘condiviso’, molto semplicemente, ammazzerebbe la legge.
