L’ondata di ripresa dallo smarrimento causato dalla pandemia, viene cavalcata da tutti i designer. C’è voglia di sognare e di correre lontano, da un letargo così duraturo.
Non manca però l’occasione per riflettere e metabolizzare quanto è successo; goderci quel sapore di disincanto al risveglio di un riposo forzato e troppo lungo, ed essere consci che possiamo nuovamente riprendere a sognare.
Consapevoli, ma forse felici, ci ritroviamo imbrigliati negli strascichi della vita casalinga, pronti a tuffarci nuovamente nella mischia quotidiana per poterci azzuffare nelle sfumature della vita reale.
Come augurio e messaggio di speranza per il futuro, abbiamo voluto selezionare per voi i look più significativi per un inverno 2021, che sicuramente profumerà di primavera.
Richard Queen ci vuole tappezzate dalla testa ai piedi di una folta selva di rose e fogliame, lunga guaina con maxi fiocco e strascico dietro, per un look che ci fa già sognare il profumo della primavera. @Vogue Runway
Vetements ci vuole rivoluzionari e combattivi, questi sono tempi difficili e il look perfetto prevede un bomber militare color vino sul micro dress con cappuccio, una felpa over cortissima, e ovviamente il passamontagna. “Prima c’è l’inferno. Poi andiamo sulla terra e sugli arcobaleni. E poi c’è il paradiso”. @Vogue Runway
Marc Jakobs ci vuole in incognito, nascoste e mimetizzate da una cascata di tessuti abbondanti e morbidi, assemblati tra di loro come un caldo blob futuristico pronto a pervaderci durante il freddo inverno. @Vogue Runway
Viktor & Rolf ci vogliono come le zarine russe protagoniste di qualche favola invernale, un po’ bamboline candide e ricche nell’abbondanza di fronzoli e dettagli esagerati. Le perfette principesse pronte per la foto ricordo con la famiglia. @Vogue Runway
Undercover vi vuole ancora a casa, sonnambuli e teneramente arruffati in pigiama, calzini e cardigan maxi; home sweet home. @Vogue Runway
Jean Paul Gaultier in Sacai, ci vuole militaresche con il bomber a palloncino di nylon verde bottiglia ripreso anche nella parte finale del tubino, ma comunque femminili, nella corsetteria vecchio stile tipica del designer e cuissard alla coscia di Pierre Hardy. @Vogue Runway
Simone Rocha ci vuole delicate e preziose, tra le balze di rouches asimmetriche, e le nuvole di tulle rosa antico ricamato di piccoli fiori rossi che ci avvolgono come delle profumate meringhe primaverili. @Vogue Runway
Miu Miuci vuole in vetta, a Cortina d’Ampezzo, con un look outdoor post-reclusione; corpetto alpino a sottoveste di raso rosa cipria sul completo celeste con stivali di pelo da yeti. @Vogue Runway
Alessandra Rich ci vuole gattine, come delle sexy lolite, dove il sapore confetto del celeste pastello e del colletto di pizzo da grembiule old school, si scaglia sulla maliziosa culotte sgambata con cintura borchiata. @Vogue Runway
Schiaparelli ci vuole fiabesche, proprio come la classica Cenerentola del cartoon del 1950: corpetto nero con coppe a bocciolo che richiamano quelle appuntite e un po’ bondage di Jean Paul Gaultier e gonna voluminosa cerulea in taffetà con la pomposità barocca tipica di Lacroix. @Vogue Runway
Antonio Marras ci vuole legate alle tradizioni secolari della nostra terra, come una Frida Kahlo del villaggio nuragico di Barumini, proteggiamo i segreti della nostra storia; portiamo l’eleganza matronale di una tunica ampia con micro lavorazione di plissettatura e broccato colorato sulle bordature, completata dagli antichi gioielli di famiglia. @Vogue Runway
Rodarte ci vuole bon ton chic, un po retrò, ma che comunque non rinunciamo ad un tocco di eccentricità con il fluo cangiante verde e fuxia dei tailleur con oblò sull’ombelico. @Vogue Runway
Ashishci vuole smaglianti, sgargianti e luminose nel nostro look zebrato un po’ agée, lamè argento e verde acido e scarpe in pendant per essere eleganti ad ogni età ma anche in qualsiasi circostanza. Praticamente tirate a lucido sempre, anche a casa mentre facciamo la cyclette. @Vogue Runway
Ashley Williams ci vuole un po’ Spice, sportiva e anni 90 con la borsa a cuore quadrettata, l’abitino sbarazzino con micro animaletti stampati e il cardigan pop ricamato di perline colorate. @Vogue Runway
Alexander McQueen ci vuole decadenti ma con poesia, eteree, come uscite da un dipinto sommerso; lontano dagli abissi marini e dalla pandemia, ci portiamo dietro il maxi dress con maniche a sbuffo e un unico residuo, di stampa sfumata, che ritrae un’anemone di mare. @Vogue Runway
Melitta Baumeister ci vuole minimaliste, estremamente essenziali nello studio della silhouette filiforme, ma esagerate nella stampa marrone simil legno con platform ingombranti e massicce. Quasi come delle installazioni materiche di design. @Vogue Runway
Matty Bovanci vuole in balia degli eventi e del mare, quello tempestoso, che ti dilania i vestiti trasformandoli in un collage schizofrenico di colori, bagliori e materiali. Il caos prima e dopo la pandemia. @Vogue Runway
Saint Laurent ci vuole rock, in bilico fra i 60, nelle forme asciutte e scoprenti dei micro body fascianti, e gli 80 dei colori laccati e vistosi. @Vogue Runway
Comme de Garçons ci vuole retrò, un po’ vittoriane ed eteree; sospese fra le nuvole, in paradiso, ci riscopriamo finalmente serene con la nostra giacca a mantello e il grembiule candido sulla crinolina grigia a quadretti.
Barragán ci vuole un po’ casalinghe disperate, look post pandemia ispirato alla comodità domestica, con multistrati di felpone fluide e comode e baggy street con tasconi sbrindellati portati con gli stivali dalla punta esageratamente squadrata. @Vogue Runway