Barbareschi critica la “mafia” di gay e lesbiche, Luxuria e Lazio Pride rispondono per le rime

L'imbarazzante intervento del regista alla mostra di Sgarbi. Lazio Pride: "Barbareschi chieda scusa".

Ascolta:
0:00
-
0:00
barbareschi omofobia
Foto Daniele Leone/LaPresse 20 - 03 - 2018 Roma, Italia Spettacolo Teatro Eliseo debutto di " Eden Teatro " di Raffaele Viviani Nella foto: Luca Barbareschi Photo Daniele Leone/LaPresse March 20th, 2018 Roma, Italy Show Teatro Eliseo debutto di " Eden Teatro " di Raffaele Viviani In the photo: Luca Barbareschi
2 min. di lettura

All’inaugurazione della mostra Eccentrici e Solitari, curata da Vittorio Sgarbi con la presenza di Massimo Garavaglia – ministro leghista per il Turismo – Luca Barbareschi ci ha tenuto a mettere la ciliegina sulla torta: “Il problema è la mafia dei fr*ci” ha dichiarato il regista, seguito da un boato di applausi fin troppo incoraggianti. “Non è essere omosessuali il problema, è la mafia degli omosessuali e la mafia delle lesbiche” ha continuato Barbareschi, per poi ricadere sull’evergreen della classe conservatrice, rivolto alla dittatura del politicamente corretto: “L’inclusività è la cosa più stupida del mondo. Io dovrei fare un film in cui c’è sempre un nano, un transgender, un cinese. Ma un cinese come? Omosessuale, lesbica?”.

 

 

Nelle ore successive, i poveri commenti di Barbareschi sono stati asfaltati praticamente da chiunque. “Che Barbareschi chieda scusa” ha commentato il Lazio Pride, specificando come la stessa comunità LGBTQIA+ sia vittima della criminalità organizzata, che non fa altro che amplificarne l’oppressione e le condizioni di disagio: “Ricordiamo che nel 2018 il Pride di Ostia, organizzato da Lazio Pride, fu dedicato proprio alle vittime delle mafie, in gemellaggio con il Pride di Napoli”. L’ha toccata pianissimo anche Vladimir Luxuria, che su Twitter ha risposto per le rime al regista: “Barbareschi ci definisce froci e lesbiche e peggio ancora dandoci dei mafiosi. Da trans posso dire che ‘chi disprezza compra’… a buon intenditor poche parole”.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Un piccolo uomo dall’identità fragile” l’ha definito Monica Cirinnà, aggiungendo quanto la necessità di un DDL Zan sia ancora più urgente che mai: “Eccolo qui, il linguaggi dell’odio di chi teme il suo piccolo, grande privilegio venga messo in discussione” ha scritto la senatrice.

Il regista, nella grande tradizione dei maschi cis-het ha subito giocato la carta della povera vittima incompresa, ribadendo su Twitter la sua posizione in veste di martire messo alla gogna: “Ribadisco a chiare lettere il mio essere profondamente e convintamente contro tutte le mafie e le discriminazioni. Ma come al solito quello che dico viene strumentalizzato in una battuta che ne snatura il senso”.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.