12 maggio a Torino, Pro Vita si autoinvita all’assemblea dei sindaci a tutela delle famiglie arcobaleno

"Per ribadire la necessità di tutelare i diritti di bambini, donne e famiglie".

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L’assemblea dei sindaci a sostegno delle famiglie arcobaleno è ormai ufficiale. Il 12 maggio a Torino i primi cittadini d’Italia si ritroveranno per chiedere alla premier Giorgia Meloni una legge a tutela dei bambini delle coppie omogenitoriali, da mesi bersaglio di questo governo.

Invitati a partecipare tutti gli enti locali iscritti alla rete RE.A.DY, impegnata a prevenire, contrastare e superare le discriminazioni. Chi si è autoinvitato, invece, è Pro Vita e Famiglia, che ha annunciato la sua presenza tramite il proprio portavoce.

Jacopo Coghe ha festeggiato le parole del ministro Piantedosi pronunciate ieri in parlamento, che a suo dire sarebbero “l’ennesima conferma di quale sia la legge italiana che tutti dobbiamo rispettare. Il supremo interesse del minore è solo quello di avere una mamma e un papà e di crescere con entrambi. Le trascrizioni anagrafiche dei “figli” di coppie gay, al contrario, legittimano l’eliminazione della madre o del padre e soprattutto la pratica aberrante e disumana dell’utero in affitto“.

Non contento, Coghe ha poi aggiunto.

Ci aspettiamo dai sindaci in quanto pubblici ufficiali il pieno rispetto della legge italiana, anche dai “sindaci ribelli” che si sono dati appuntamento a Torino il prossimo 12 maggio, dove saremo presenti anche noi di Pro Vita & Famiglia per ribadire la necessità di tutelare i diritti di bambini, donne e famiglie“.

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Una velata minaccia, ad alimentare ulteriormente uno scontro politico che si sta accendendo sempre più, giocato sulla pelle di minori e famiglie che esistono, sono tra noi, pagano le tasse, per essere poi quotidianamente diffamate e discriminate. Anche per questo motivo sabato ore 15:00 a Padova, davanti Palazzo Moroni a Padova, si terrà un sit-in contro la procura che ha chiesto gli atti di nascita di 33 figlie e figli di coppie di donne.

A Bergamo è già capitato che una mamma  sia stata cancellata dal certificato di sua figlia Giulia, di 9 mesi, così come a Belluno, dove il procuratore Paolo Luca ha chiesto la cancellazione di tutte le iscrizioni già effettuate.

© Riproduzione riservata.

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