Europee 2024: il Pd candida Marco Tarquinio, ex direttore dell’Avvenire contrario al matrimonio egualitario?

Contrario all DDL Cirinnà, al DDL Zan, alla GPA, al matrimonio egualitario, alla trascrizione dei figli nati all'estero da coppie dello stesso sesso. Che c'entra Marco Tarquinio con il PD di Elly Schlein?

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Un fulmine a ciel sereno. Nel pieno della costruzione delle liste per le imminenti elezioni europee, che si svolgeranno dal 6 al 9 giugno 2024, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein starebbe valutando seriamente di candidare il cattolico Marco Tarquinio, per 14 anni alla direzione del quotidiano cattolico Avvenire. Sono giorni che simili voci si rincorrono, senza che nessuno dal Nazareno abbia sentito il bisogno di smentirle. Anzi.

“Se mi candido? Guardi, me lo state chiedendo in tanti, la risposta è che non lo so. Non nego che me lo hanno domandato diversi partiti, ma per una questione di correttezza di queste proposte io ne sto valutando una sola”. Quella del Pd? “Esatto”. Così Tarquinio, corteggiato anche dal Movimento 5 Stelle e dalla lista Pace, Terra e Dignità di Michele Santoro, ha risposto giorni fa a Gianluca De Rosa de Il Foglio, con l’eventuale candidatura che imbarazzerebbe e non poco l’elettorato LGBTQIA+ del Pd.

Da direttore dell’Avvenire Tarquinio ha infatti più e più volte portato avanti battaglie contro i nostri diritti.

Nel 2015 si disse contrario al DDL Cirinnà, ovvero alle unioni civili, e ancor prima si disse contrario al matrimonio egualitario, per poi dirsi contrario anche al DDL Zan “perché qui si introducono fattispecie di reato ambigue”, quindi dichiararsi contrario alla trascrizione dei figli nati all’estero da coppie omogenitoriali e naturalmente contrario alla gestazione per altri. Negli ultimi 10 anni Tarquinio, si è detto contrario a tutte le battaglie sui diritti LGBTQIA+ portate avanti dentro e fuori dal Parlamento.

Sul fronte dei diritti, Marco Tarquinio, anti-abortista e da sempre vicino al Family Day, è l’antitesi di quel Partito Democratico in prima linea nel volere una legge sul matrimonio egualitario, una legge contro l’omobitransfobia, una legge a tutela dei figli delle famiglie arcobaleno, una legge che sappia regolamentare la GPA.

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Risulta dunque incomprensibile l’eventuale candidatura di un cattolico tradizionalista inossidabile come Marco Tarquinio a quelle stesse Elezioni Europee e che nel Partito Democratico vedrebbero Alessandro Zan in lista in una circoscrizione veneta?

Qual è l’apporto politico presso il Parlamento di Strasburgo che Marco Tarquinio, da sempre cattodem vicino a Rosy Bindi e alle sue posizioni illiberali in tema di diritti, potrà dare dalle fila dei Social Democratici Europei per conto di un PD che si professa progressista?

Negli ultimi mesi Tarquinio ha condotto una lettura contraria a Zelensky a proposito della guerra di aggressione e invasione della Russia all’Ucraina, equiparando Paese invasore e Paese invaso, e dando le responsabilità del conflitto all’Occidente, di fatto rilanciando le parole di Papa Francesco secondo cui dovrebbe essere l’Ucraina ad arrendersi a Vladimir Putin, per porre fine alla guerra.

Come può la direzione politica del PD candidare Marco Tarquinio a Strasburgo? Ad oggi questa ipotesi sembra non soltanto un mistero, ma anche un clamoroso abbaglio. A cui è ancora possibile rimediare.

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