La Lega Nazionale Dilettanti in campo contro l’omofobia: “L’amore per il pallone la batte”

Sia nel nostro Paese che in Europa lo sport che si abbandona di più a causa dell’omotransfobia è il calcio. Ed è arrivato il momento di dire basta.

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Alla vigilia della giornata internazionale contro l’omobitransfobia, la Lega Nazionale Dilettanti in sinergia con Arcigay e Gaynet ha lanciato una campagna social e sui campi di gioco per dire basta all’omofobia nel calcio.

Immagina di dover mostrare solo una metà di te”, con l’hashtag #StopOmofobia è la campagna ideata in vista del 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia (IDAHOT). Il progetto coinvolgerà le società sportive con una challenge social contro l’omofobia.

D’altronde nel mondo del calcio l’omosessualità è ancora un tabù, con Jakub Jankto primo storico e unico calciatore dichiaratamente gay ad aver calcato i campi di serie A.

Secondo una ricerca di Outsport, progetto europeo cofinanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea, l’82% nei Paesi UE è stato testimone di linguaggio omotransfobico in contesti sportivi, 1 su 3 non fa alcun tipo coming out, il 16% dichiara di aver subito violenze verbali o fisiche nei 12 mesi precedenti. Sia nel nostro Paese che in Europa, come rileva la ricerca, lo sport che si abbandona di più a causa dell’omotransfobia, è il calcio.

Come Lega Dilettanti crediamo che lo sport sia prima di tutto uno strumento di inclusione“, ha dichiarato Luca De Simoni, Coordinatore Area Responsabilità Sociale LND. “Perciò anche quest’anno insieme a Gaynet ed Arcigay vogliamo promuovere un messaggio di sensibilizzazione e allo stesso tempo di supporto per chi ancora oggi mostra solo una metà di se stesso/a”.

Il calcio europeo, a partire da Paesi come la Germania – hanno dichiarato Marco Arlati, Segreteria Nazionale Arcigay delega sport, e Rosario Coco, Presidente Gaynet, (che attualmente è anche calciatore apertamente omosessuale in seconda categoria) – ha ormai compreso che l’inclusione è una questione di diritti umani, responsabilità sociale e di risultati sportivi. Questa campagna racconta la lotta all’omofobia come una delle tappe necessarie per colmare il divario tra il nostro calcio e quello europeo, restituendo al movimento calcistico il suo ruolo educativo e consentendo di liberare il potenziale di ogni calciatore e calciatrice dentro e fuori dal campo, come testimoniato in più di un’occasione dalle dichiarazioni di Jakub Jankto. Lo sport, insieme alle famiglie e alla scuola sono i luoghi sociali dove una persona è formata al rispetto e alla valorizzazione delle differenze, che devono essere espresse in piena libertà da subito e non solamente dopo aver raggiunto risultati sportivi importanti o ritirandosi dall’attività professionale di giocatore/giocatrice. Ringraziamo la Lega Nazionale Dilettanti per aver scelto di non stare in silenzio, ma di agire a pieno nel suo ruolo di valorizzazione e formazione personale delle persone che agiscono e vivono il calcio.”

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Carolina Morace, ex stella del calcio femminile italiano ora candidata alle europee con il Movimento 5 Stelle (e da noi recentemente intervistata), ha accolto con favore l’iniziativa della Lega Nazionale Dilettanti di calcio contro l’omofobia. “Lancia un bel segnale di apertura e inclusività nel mondo dello sport“, ha sottolineato Morace. “Nel mondo del calcio l’omosessualità è purtroppo ancora un tabù. Lo sport che da sempre diffonde i valori del rispetto e della collaborazione può dare una grossa mano per sensibilizzare e migliorare la nostra società”.

Nel lancio della campagna social spicca un video, con due calciatori e due calciatrici che palleggiano, prima di darsi un bacio attraverso il pallone. “L’amore per il pallone batte l’omofobia“, lo slogan. “Ripeti il gesto, bacia il pallone e taggaci sui social!”.

© Riproduzione riservata.

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