Condannato eppure ancora in corsa per la Casa Bianca. Lo ‘strano’ caso di Donald Trump, primo storico ex presidente degli Stati Uniti ad essere stato condannato penalmente, continua a scuotere la politica a stelle e strisce. Il prossimo novembre il tycoon tornerà a sfidare Joe Biden, che lo sconfisse 4 anni or sono, con una campagna elettorale sempre più centrata sulla transfobia.
Nel corso di un recente discorso a Racine, nel Wisconsin, Trump ha annunciato che se dovesse tornare presidente sin dal primo giorno interromperebbe i finanziamenti federali per le scuole che sostengono le persone transgender, perché a suo dire starebbero “spingendo la follia transgender”. Trump ha poi ribadito che vieterà tutti gli sport professionistici alle persone transgender. Sebbene la prima ora del suo discorso sia stranamente passata senza mai menzionare le persone LGBTQ+, Trump si è poi scatenato, recuperando il terreno perduto.
“Saremo orgogliosi della nostra Capitale, ci prenderemo cura della nostra Capitale. Il primo giorno firmerò un nuovo ordine esecutivo per tagliare i finanziamenti federali a qualsiasi scuola che promuova la teoria critica della razza, la follia transgender e altri contenuti razziali, sessuali o politici inappropriati nella vita dei nostri figli“.
Come detto, Trump si è poi suffermato sulle atlete transgender, sostenendo che una donna cisgender sarebbe stata ferita da un pallone scagliato da una donna transgender, che a suo dire “le è venuto incontro a una velocità che non aveva mai visto prima”. Non contento, ha attaccato anche le nuotatrici transgender e le sollevatrici di peso.
Questa non è la prima volta che Donald Trump parla di persone transgender. Lo scorso 31 marzo aveva criticato il sostegno dato alla Giornata della Visibilità Transgender da parte del presidente Biden definendolo “blasfemo”, perché cadeva lo stesso giorno di Pasqua. Successivamente il tycoon ha appoggiato il pastore della Carolina del Sud Mark Burns, che ha chiesto l’esecuzione delle persone transgender. A fine 2023 Trump ha promesso che se rieletto ripristinerà il divieto militare per le persone trans, oltre a voler “vietare la transizione di genere per i minori” .
Tutto questo in un’America letteralmente inondata da disegni di legge transfobici statali. Centinaia quelli presentati solo nel 2024, quasi tutti a trazione repubblicana. Proprio in Wisconsin ne sono stati presentati circa 20 negli ultimi 6 mesi. Tutti, fortunatamente, sono stati bloccati dal governatore democratico Tony Evers: “Manterrò la mia promessa di porre il veto a qualsiasi disegno di legge che renda il Wisconsin meno sicuro, meno inclusivo e meno accogliente per le persone e i bambini LGBTQ”, ha precisato Evers. “E sarò dannatamente orgoglioso di farlo“. È curioso che Trump utilizzi la carta transfobica proprio in Wisconsin, dove Evers ha vinto le elezioni facendo leva anche sui diritti LGBTQIA+. È una strategia anomala, che vede il tycoon battere oramai i medesimi temi in qualunque Stato, consapevole che le prossime elezioni potrebbero realmente essere decise da un singolo Stato. La polarizzazione negli States è sempre più pericolosamente estrema, con gli elettori di Trump rimasti impassibili persino dinanzi alla sua condanna.
Negli ultimi mesi la campagna elettorale di Donald Trump si è sempre più dedicata alle persone trans, diffamandole, seminando menzogne, promettendo ai propri sostenitori una guerra istituzionale nei confronti della comunità T, come risposta diretta a quell’amministrazione Biden sempre più esposta e vicina ai diritti delle persone LGBTQIA+. Il 5 novembre gli elettori americani saranno chiamati a scegliere il prossimo presidente degli Stati Uniti. Biden vs. Trump. Atto II.
