Condannato anche dalla Corte d’Appello per omofobia ai danni di un’associazione LGBTQIA+, e ora riuscito nell’impresa di venire censurato da X, ex Twitter, per messaggi d’odio nei confronti della nostra comunità.
Simone Pillon, ex senatore leghista, si è visto cestinato il tweet contro uno spot in cui due ragazzi si baciano. Pochi secondi dall’avvocato Pillon definiti “disgustosi“, perché all’ora della messa in onda “ci sono anche i bambini che hanno il diritto di crescere senza fr*ciaggine“. L’ex parlamentare aveva persino minacciato una segnalazione “alle autorità preposte”, ma è stato proprio il suo tweet ad essere sommerso dalle segnalazioni.
Tanto da sparire, con questa motivazione: “Abbiamo ricevuto un reclamo al tuo account per via dei seguenti contenuti. Secondo quanto previsto dalle leggi applicabili, i contenuti segnalati sono stati oscurati definitivamente in un Paese (the EU) con riferimento alle seguenti basi giuridiche: Illegal or Harmful Speech“.
Indignato per quanto avvenuto, Pillon ha scritto ad Elon Musk in persona, dicendosi convinto che “avesse cacciato i censori LGBT da X. Invece vedo che un mio post è stato censurato. Mi stavo lamentando perché mostrano pomiciate gay in prima serata sulla TV italiana. Questo non è incitamento all’odio ma libertà. Ehi, Elon! Difendiamo la nostra libertà”.
E pensare che negli ultimi mesi X è finito nel tritacarne delle polemiche proprio per la scarsa attenzione ai tweet contenenti odio omobitransfobico, con un’esplosione di insulti e account fasulli. Poi è arrivato Simone Pillon e persino l’ex Twitter ha ritenuto scandalosamente eccessivo e gratuito il suo sfogo. Cancellandolo.

