The Acolyte, ultracattolici d’America contro la serie Disney+: “Promuove l’agenda LGBTQ e la stregoneria”

Peccato che la storia Disney prenda letteralmente forma dai lineamenti di una strega. Quella di Biancaneve, nel lontano 1937.

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È arrivata su Disney+ lo scorso 5 giugno The Acolyte: La Seguace, nuova serie Star Wars targata Lucasfilm interpretata da Amandla Stenberg, Lee Jung-jae, Manny Jacinto, Dafne Keen, Charlie Barnett, Jodie Turner-Smith, Rebecca Henderson, Dean-Charles Chapman, Joonas Suotamo e Carrie-Anne Moss. In The Acolyte: La Seguace, un’indagine su una scioccante serie di crimini mette un rispettato Maestro Jedi (Lee Jung-jae) contro una pericolosa guerriera del suo passato (Amandla Stenberg). Man mano che emergono nuovi indizi, i due percorrono un sentiero oscuro dove forze sinistre rivelano che non tutto è come sembra….

Ebbene a poche ore dalla messa in onda dell’ottavo e ultimo episodio, e con una seconda eventuale stagione ancora alla ricerca di una riconferma, gli ultra-cattolici di One Million Moms (OMM) hanno ancora una volta puntato i propri forconi contro la Disney, a causa di quelle che hanno definito “streghe lesbiche che procreano“, con una petizione on line che ha già raccolto oltre 15.000 firme.

Nella serie tratta dall’universo di Star Wars abbiamo infatti due gemelle protagoniste, cresciute da ‘streghe’ che vivono in un mondo privo di uomini. Mamme tra mamme che hanno fatto impazzire gli ultra-conservatori d’America. Se le recensione di The Acolyte sono più che favorevoli, i fan più tossici dell’epocale franchise ideato da George Lucas hanno criticato la serie perché definito “revisionista” e piegato alla cosiddetta “cultura woke”, in quanto concentratosi su “personaggi non bianchi e non maschili”.

Dinanzi a The Acolyte, che ha come protagonista Amandla Stenberg, persona bisessuale e non binaria, affiancata dall’icona trans Abigail Thorn, dalla moglie della showrunner Rebecca Henderson e da Charlie Barnett, da sempre gay dichiarato, la scrittrice Abby Monteil ha pubblicato un saggio sulle tematiche queer dello show, sottolineando come dal punto di vista di queste streghe solitarie i maestri jedi rappresenterebbero un’autorità religiosa “colonialista e anti-queer“. Per queste donne, i Jedi “le minacciano con spade laser che sconfinano nel loro villaggio, indottrinando i loro figli sensibili alla Forza nella loro religione onnicomprensiva, per poi non farglieli mai più vedere”. Il terzo episodio dello show rivela inoltre come le due gemelle Mae e Osha siano state concepite tramite la magia della leader della congrega, Madre Aniseya (Jodie Turner-Smith), e successivamente cresciute da un’altra donna appartenente alla congrega, Madre Koril (Margarita Levieva).

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Apriti cielo. Secondo One Million Moms, “questo momento esclusivamente gay rende evidente la posizione di Disney+ nella guerra culturale che stiamo vivendo. Disney+ ha subito pressioni da parte della comunità gay affinché rappresentasse apertamente le relazioni gay nei suoi programmi TV e film, compresi quelli creati per le famiglie. Questa trama lesbica lo rende estremamente ovvio. I genitori presumono che una piattaforma di streaming come Disney+ sia progettata per i bambini e sia l’ultimo posto in cui i genitori si aspetterebbero che i loro figli si confrontino con contenuti riguardanti l’orientamento sessuale e la stregoneria”.

Dichiarazione a dir poco insensata, perché la storia Disney prende letteralmente forma dai lineamenti di una strega. Quella di Biancaneve, nel lontano 1937, poi riproposta nel corso degli anni più e più volte. Da Malefica a Ursula, passando per Maga Magò e Yzma, fino alla magia di Elsa in Frozen.

“Disney+ ha deciso ancora una volta di essere politicamente corretta invece di fornire una programmazione adatta alle famiglie”, hanno insistito da One Million Moms. “Ma Disney+ dovrebbe limitarsi a intrattenere invece di promuovere un’agenda. Le famiglie conservatrici devono esortare Disney+ a escludere argomenti maturi e controversi dalla loro programmazione”.

Da anni, oramai, One Million Moms ha dichiarato guerra a Disney, ‘colpevole’ di eccessiva inclusione. Il celebre e potente ramo anti-LGBTQ+ dell’American Family Association tuona da tempo contro cartoon e film che abbracciano personaggi queer. In passato era già successo con i lungometraggi animati Onward e Strange World. Recentemente ha lanciato una campagna contro Jurassic World: Camp Cretaceous, serie animata che mostra un bacio tra due donne. Ancor prima avevano preso di mira la rivista Parents per la presenza di una coppia dello stesso sesso, la rivista Highlights per il riconoscimento delle persone gay e Scholastic per i suoi libri per bambini inclusivi LGBTQ+, oltre a decine di pubblicità a loro dire troppo aperte alla nostra comunità.

Quest’ultima campagna contro The Acolyte tuona nei confronti dell'”agenda LGBTQ e la stregoneria” che Disney starebbe “imponendo alle famiglie”, minacciando un boicottaggio fino a quando “si limiteranno a produrre e trasmettere programmi per famiglie”.

© Riproduzione riservata.

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