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Da Lil Nas X a Orville Peck: sei mai stato in un rodeo gay? VIDEO

In verità,  la storia del cowboy è anche la storia di cowboy neri e gay. Fino a quando non ha prevalso il bianco cisgender suprematista capitalista cristiano.

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Ve ne avevamo parlato già in coincidenza di una intrigante campagna pubblicitaria di un noto brand di casualwear americano: ora è Them a raccontare il rodeo gay, diventato secondo il magazine americano un rifugio per la comunità LGBTQ+ desiderosa di vivere il sogno del selvaggio West senza subire discriminazioni. Affinché non si dica che l’America dei cowboy (gallery di gay cowboy qui dall’archivio 2018) e delle country-songs alla Taylor Swift prima maniera debba necessariamente morire con quella pattuglia di omofobi dei MAGA trumpiani. Nei dettagli si nasconde il diavolo, certo, ma anche la possibilità di oltrepassare certi ragionamenti binari, o di qua, o di là. E no, c’è chi vuole essere cowboy e vivere apertamente da gay. Per non finire come Brokeback Mountain, insomma.

Rodeo Gay - Documentario
Rodeo Gay – Screenshot dal Documentario della International Gay Rodeo Association

Originato nel 1976 a Reno (Nevada), il rodeo gay ha creato un ambiente accogliente rispetto al rodeo tradizionale. La International Gay Rodeo Association (IGRA), fondata nel 1985, gestisce le associazioni statali e locali che organizzano questi eventi.

Jackie Thompson, campionessa di rodeo gay, racconta a Them con tenerezza il sostegno ricevuto durante le competizioni, nonostante le difficoltà iniziali. Nel rodeo gay, uomini e donne competono alle stesse condizioni, creando un ambiente inclusivo anche per persone non binarie e transgender. Thompson racconta di come, da donna nera, si sia sempre sentita accolta e rispettata all’interno della comunità del rodeo gay.

Rodeo Gay
Rodeo Gay

Il rodeo gay funge anche da comunità solidale. Eventi come la vestizione delle capre e la decorazione dei manzi permettono ai partecipanti di entrare nel mondo del rodeo senza rischi elevati (a parte i rischi per gli animali, ma questo è un altro discorso ndr). Rebecca Scofield, storica dell’Università dell’Idaho, sottolinea a Them come il rodeo gay sia più di uno sport: è una comunità dove le persone possono sentirsi sicure e supportate. Le manifestazioni si tengono in diverse città, tra cui Las Vegas, Phoenix, Little Rock e Kansas City, con eventi previsti anche a Denver, Salt Lake City, San Francisco e Grand Rapids.

Brian Helander, presidente della IGRA, ha sottolineato come il rodeo gay sia nato dalla necessità di creare uno spazio sicuro per chiunque voglia partecipare, senza essere giudicato. A differenza dei rodei tradizionali, spesso ostili verso le persone LGBTQ+, il rodeo gay accoglie tutti, inclusi gli eterosessuali e le persone con espressioni di genere non conformi.

Il rodeo gay ha svolto un ruolo cruciale nella raccolta di fondi per cause locali e nella lotta contro l’HIV/AIDS negli anni ’80. Oggi, ogni rodeo sceglie una causa o un’organizzazione benefica a cui destinare i fondi raccolti, mantenendo vivo lo spirito di solidarietà che ha caratterizzato il movimento fin dalle sue origini.

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Lil Nas X - Rodeo Gay
Lil Nas X – Rodeo Gay

Nonostante la diminuzione delle associazioni di rodeo gay dal 2009, c’è speranza che la recente rinascita della cultura cowboy nella musica popolare, grazie ad artisti come Lil Nas X – da sempre presente in quel territorio di scardinamento della mascolinità tossica – o come Orville Peck che prova a scardinare l’omofobia della country music americana, possa riaccendere l’interesse. La necessità di spazi comunitari queer in risposta alla crescente legislazione anti-LGBTQ+ e alla crescente omofobia (40 attacchi omofobi durante il Pride Month) potrebbe anche favorire una nuova ondata di partecipazione. Elyssa Ford, coautrice del libro “Slapping Leather: Queer Cowfolx at the Gay Rodeo”, spiega che a suo dire l’attuale clima politico di restaurazione repubblicana trumpiana potrebbe incentivare una maggiore affluenza ai rodeo gay.

Slapping Leather: Queer Cowfolx at the Gay Rodeo
Slapping Leather: Queer Cowfolx at the Gay Rodeo

Lil Nas X e la questione dei rodeo gay  e della black community

La figura del cowboy, storicamente contestata nell’immaginario americano, è stata spesso associata a uomini bianchi eterosessuali. Tuttavia, come dimostrato nel libro “Outriders: Rodeo at the Fringes of the America West“, i cowboy hanno sempre incluso uomini neri e gay. Nel XIX secolo, i lavoratori del bestiame erano spesso uomini di colore, influenzati dalle tradizioni dei vaqueros messicani. Schiavi e uomini liberi neri, insieme a nativi, creoli e messicani, costituivano una parte significativa dell’industria del bestiame sia prima sia dopo la Guerra Civile.

Lil Nas X aveva affrontato bene le reazioni omofobiche dei fan, ai tempi del suo coming out. Ha dichiarato: “So che le persone che ascoltano (‘Old Town Road’ canzone da cowboy ndr) non accettano l’omosessualità“. Ma in verità,  la storia del cowboy è anche la storia di cowboy neri e gay. Fino a quando non ha prevalso il bianco cisgender suprematista capitalista cristiano. Durante la Guerra Fredda, l’immagine del cowboy come uomo bianco eterosessuale si è solidificata nell’immaginario americano in chiave anti-comunista. Da quel momento, il cowboy è diventata una figura intellettualmente disprezzabile da chiunque si consideri minimamente liberaldemocratico. Ma nel profondo dell’american culture tutti conoscono la verità. E cosa c’è di meglio, oggi, se non rispolverare i rodeo gay che forse forse forse – a questo punto – bisognerebbe chiamare “Queer Rodeo“?

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