I diritti delle coppie omosessuali e dei loro cari in Italia fluttuano nel vuoto legislativo di cui tutta la classe politica degli ultimi venti anni è responsabile. E ancora una volta il potere giudiziario viene chiamato a sostituire il potere legislativo, in una catena di rinvii e sovrapposizioni che si consumano sulla vita concreta delle persone LGBTI+.
La Corte di Cassazione ha sollevato dubbi di costituzionalità per le attuali norme che regolano la pensione di reversibilità tra partner di coppie omosessuali e per figli nati da maternità surrogata. E ha rinviato la decisione alle Sezioni Unite.
Il caso riguarda un uomo gay che, dopo la morte del suo partner nel 2015, ha avviato una battaglia legale per ottenere la pensione per sé e per il figlio, nato nel 2010 negli Stati Uniti tramite gestazione per altri. Gestazione per altri che non solo in Italia è vietata, ma che ora la destra di governo vuole rendere reato universale. Quel figlio diventerebbe, per l’Italia, un abuso di legge. Davanti allo scempio legislativo italiano, la Cassazione ha rinviato la decisione.
Il bambino era stato inizialmente registrato in Italia come figlio del solo genitore biologico. Nel 2017, una sentenza statunitense ha riconosciuto anche il genitore di intenzione, e la paternità è stata trascritta in Italia. Tuttavia, l’Inps ha negato la pensione al partner superstite, poiché la convivenza era antecedente alla legge sulle unioni civili (approvata nel 2016). La pensione è stata negata anche al figlio, proprio a causa del divieto in Italia della gestazione per altri.
La Corte d’Appello, con una decisione contraria, aveva riconosciuto alla coppia omosessuale il diritto a un trattamento equivalente a quello delle coppie sposate, obbligando l’INPS a versare gli arretrati con interessi, spingendo così l’istituto a presentare ricorso in Cassazione. A quel punto la Cassazione ha preferito rinviare alle Sezioni Unite.
Cosa sono le Sezioni Unite
Le Sezioni Unite sono una composizione speciale della Corte di Cassazione. Sono convocate quando ci sono questioni particolarmente complesse, importanti o nuove, oppure quando ci sono contrasti tra diverse sezioni della Corte di Cassazione sul modo di interpretare una norma di legge. Il rinvio alle Sezioni Unite avviene quando una delle sezioni ordinarie della Cassazione (civile o penale) ritiene che la questione giuridica in esame presenti problematiche di grande rilevanza, quando c’è il sospetto di incostituzionalità e quando una questione riguardi principi di diritto che toccano aspetti fondamentali, come nel caso di diritti costituzionalmente garantiti: è il caso dei diritti civili, in questo caso diritti delle coppie omosessuali e di figli nati da gestazione per altri vietata in Italia.
Il vulnus della legge Cirinnà sulle unioni civili
La legge Cirinnà sulle unioni civili ha – come noto – alcuni vulnus, perché non fa nascere rapporti di “affinità” nell’unione civile. In particolare i vulnus riguardano l’estensione dei diritti non solo al coniuge, ma anche a parenti ed affini. Recentemente il Tribunale di Bergamo aveva intimato all’INPS di cambiare il sistema informatico per le domande di congedi genitoriali, e di permettere alle famiglie omogenitoriali di accedervi. Nel 2022 la stessa INPS aveva concesso congedi lavorativi per assistere parenti e affini disabili, nonostante quei permessi non fossero garantiti dalla legge Cirinnà.
Finora, l’interpretazione delle norme italiane ha contrastato con la giurisprudenza dell’Unione Europea, che vieta la discriminazione basata sull’orientamento sessuale, soprattutto in ambito lavorativo. Le unioni civili non hanno gli stessi diritti dei matrimoni, nonostante situazioni simili di stabilità e affettività. L’INPS ha cercato di riconoscere i legami familiari creati dalle unioni civili, ma per un pieno riconoscimento giuridico servirà una modifica della legge o un intervento della Corte Costituzionale. Che nel caso in questione ha deciso di rimandare la decisione alle Sezione Unite.
Una legge che istituirebbe il matrimonio egualitario risolverebbe tutte le questioni a monte. Sancendo la piena equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali a quelli delle coppie eterosessuali, il matrimonio egualitario eviterebbe sovrapposizioni e stalli decisionali che incidono sulla vita delle persone e delle famiglie.

