Eletto alla Casa Bianca come 47° presidente USA, Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio 2025: con la sua presidenza, il matrimonio egualitario potrebbe essere cancellato (Gay.it, giungo 2022). La Corte Suprema americana troverebbe infatti nel tycoon una protezione politica e istituzionale per revocare la sentenza Obergefell vs Hodges, grazie alla quale il gay marriage è garantito per tutte le coppie lesbiche e gay, indipendentemente dallo Stato di residenza.
Un sondaggio del Public Religion Research Institute riportato da CBS News, rivela che la maggioranza degli americani è a favore delle protezioni legali per le persone LGBTIQ+, anche se il consenso è più forte negli Stati a maggioranza democratica (blue states), rispetto a quelli a tendenza repubblicana (red states). Tuttavia, il supporto generale dell’intera popolazione alle leggi di tutela dei diritti delle persone LGBTIQ+ è diminuito negli ultimi anni, in particolare tra i repubblicani, plasmati dalla propaganda neocon (fondamentalisti cristiani), unita alla crescente influenza dell’ultra-destra suprematista bianca.
Secondo la stessa ricerca, il 38% degli americani afferma che i diritti LGBTIQ+ influenzano le loro decisioni di voto, ma appena il 30% ha dichiarato che voterebbe solo per candidati che condividono la propria visione sulla tutela dei diritti civili legati alla comunità LGBTIQ+, che dunque non sono considerati fondamentali dalla maggior parte degli Americani.
In questo articolo
- 1 Il precedente del diritto all’aborto
- 2 Il rischio di revocare la sentenza sul matrimonio egualitario
- 3 La protezione al matrimonio egualitario di Joe Biden
- 4 California, Colorado e Hawaii hanno votato per proteggere il matrimonio equalitario
- 5 L’inquietudine nella comunità LGBTIAQ+ USA dopo l’elezione di Trump
- 6 La possibile escalation di violenza omobitransfobica

Il precedente del diritto all’aborto
Nel programma dell’amministrazione Trump, alcuni diritti civili acquisiti negli USA sono a rischio cancellazione. Nonostante il neo-eletto abbia preso le distanze, il “Project 2025” dell’estrema destra sembra aver influenzato non poco la propaganda conservatrice trumpiana, modellata su principi dio-patria-famiglia tradizionale.
Il diritto all’interruzione di gravidanza volontaria (aborto) è già oggetto di un processo di smantellamento. Di seguito una sintesi su come il diritto all’accesso all’aborto, garantito fino al 2022 in tutti gli States, sia sottoposto a un processo di cancellazione. Come potrebbe accadere anche per il matrimonio egualitario.
- Giugno 2022: la Corte Suprema degli Stati Uniti revoca la sentenza Roe vs Wade, che è la sentenza grazie alla quale l’accesso all’aborto è diventato diritto per ogni donna americana, indipendentemente dallo Stato di appartenenza. Negli USA funziona così – per semplificare -: una sentenza civile fa legge e vale in tutti gli Stati. Quella sentenza del 1973 fu revocata nel 2022 dalla Corte Suprema, rimodellata da Trump con un indirizzo ultra-conservatore. Da quel momento, in ogni Stato americano il diritto all’aborto è una questione “locale”, lasciata alle decisioni di ogni singolo Stato.
- Revocata la sentenza, immediatamente 7 Stati guidati dai repubblicani hanno vietato l’aborto: Utah, South Dakota, Kentucky, Louisiana, Oklahoma, Missouri, Arkansas.
- Altri Stati hanno introdotto restrizioni o divieti, portando il totale a circa 26 Stati con limitazioni o divieti sull’aborto.
- La situazione è in evoluzione: alcuni stati stanno modificando le proprie leggi o attendono decisioni giudiziarie.
- L’insediamento di Trump accelererà questo processo. Il voto popolare, che ha visto prevalere largamente l’ex presidente su Harris, fornisce una democratica titolarità politica al tycoon per portare a termine la totale cancellazione del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza (aborto).
Il rischio di revocare la sentenza sul matrimonio egualitario
Il matrimonio egualitario potrebbe essere attaccato fino alla sua cancellazione, con lo stesso processo di revoca della sentenza Roe vs Waden che sta eliminando il diritto all’IVG (aborto).
Il matrimonio egualitario è stato istituito negli Stati Uniti il 26 giugno 2015 con la storica sentenza della Corte Suprema Obergefell vs Hodges, sotto la presidenza Obama. Con una decisione di 5 a 4, la Corte stabilì che il diritto al matrimonio è garantito dalla Costituzione anche alle coppie dello stesso sesso, rendendo il matrimonio egualitario legale in tutti i 50 stati.
Today is a big step in our march toward equality. Gay and lesbian couples now have the right to marry, just like anyone else. #LoveWins
— President Obama (@POTUS44) June 26, 2015
La decisione di revoca della sentenza Roe vs Waden (quella sull’aborto) è stata presa da una Corte Suprema che, come detto, Trump ha plasmato con maggioranza ultra-conservatrice già nel precedente mandato, nominando alcuni giudici, tra cui Amy Coney Barrett, nota per le sue posizioni antiabortiste e contrarie al matrimonio egualitario.
I giudici che nel 2022 hanno votato per la revoca della sentenza Roe vs Waden del diritto all’aborto sono Samuel Alito, John Roberts, Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett. Hanno votato contro Stephen Breyer, Sonia Sotomayor ed Elena Kagan. Due giudici, Samuel Alito e Clarence Thomas, hanno espresso interesse nel rivedere la sentenza Obergefell vs Hodges (quella sul matrimonio egualitario). Nel 2022, Thomas ha dichiarato che la Corte dovrebbe “rivalutare” decisioni prese in passato sui diritti di accesso alla contraccezione, alle relazioni omosessuali e al matrimonio egualitario.
Alcuni analisti ritengono che la revoca della sentenza Obergefell vs Hodges sul matrimonio egualitario sia improbabile, considerando che le coppie omosessuali e le famiglie omogenitoriali sono ormai ampiamente accettate e inserite nella società americana. La revoca causerebbe un complicato caos legale, che potrebbe tuttavia ingolosire la lobby degli avvocati, molto potente sia presso le due camere legislative, sia presso la stessa Corte Suprema, con lunghe schiere di studi legali pronte ad arricchirsi per anni.
Con la vittoria di Trump alle elezioni USA del 5 Novembre 2024, è prevedibile che la destra fondamentalista cristiana americana farà pressioni sulla Corte Suprema affinché revochi la sentenza Obergefell vs Hodge. A quel punto inizierà, come già accaduto per l’interruzione volontaria di gravidanza, una battaglia stato per stato.

La protezione al matrimonio egualitario di Joe Biden
Nel febbraio 2022 l’amministrazione Biden, intuendo la possibile escalation anti-diritti di una eventuale seconda presidenza Trump (puntualmente avvenuta), aveva istituito il “Respect of Marriage Act“, una protezione per il diritto al matrimonio egualitario in tutti gli Stati. Joe Biden in persona aveva firmato l’atto, commentando così:
“Per la maggior parte della nostra esistenza come paese, abbiamo impedito i matrimoni tra persone dello stesso sesso e tra persone di etnie diverse. Un atteggiamento che ha negato loro parità di diritti e dignità. Oggi, il Respect of Marriage Act chiede a tutti gli Stati di riconoscere queste unioni come legali e rispettabili”.
Il provvedimento Biden del 2022 impone a tutti gli Stati di accettare la validità dei matrimoni contratti fuori dal proprio territorio, e include matrimoni dello stesso sesso e inter-etnici. Uno dei primi provvedimenti di Trump potrebbe essere proprio quello di cancellare il “Respect of Marriage Act”, per poi lasciare che la Corte Suprema, composta da una maggioranza di giudici conservatori, proceda con la revoca della sentenza Obergefell vs Hodge.
California, Colorado e Hawaii hanno votato per proteggere il matrimonio equalitario
Il 5 Novembre gli elettori di California, Colorado e Hawaii hanno votato per modificare le costituzioni dei propri Stati e rimuovere dai testi le parole che potessero lasciar intendere che il matrimonio sia soltanto tra uomo e donna.
Una precauzione che lascia intendere come già nelle aree strenuamente democratiche e progressiste, il timore di uno smantellamento del matrimonio egualitario a livello federale fosse concreta, ancor prima che l’elezione di Trump divenisse realtà. I tre Stati sono corsi al riparo proprio a seguito della decisione della Corte Suprema di revocare la Roe vs Waden sull’aborto.
In California, la Proposta 3 è stata approvata con il 61% dei voti per eliminare le vecchie definizioni di matrimonio. In Colorado, il 63% ha votato a favore della cosiddetta Misura J, e nelle Hawaii, oltre il 52% ha sostenuto il cambiamento costituzionale per proteggere i diritti matrimoniali delle coppie LGBTIQ+.
L’inquietudine nella comunità LGBTIAQ+ USA dopo l’elezione di Trump
Un reporte del magazine queer britannico Attitude, che si trovava in un bar gay di San Francisco durante lo spoglio elettorale che vedeva Trump vincere su Harris a man bassa in tutti gli stati, ha raccontato il senso di smarrimento dei presenti davanti allo scenario di un secondo mandato trumpiano. Scrive il giornalista Alastair James:
C’è una vera paura, sicuramente tra le persone queer con cui ho parlato. Le persone hanno paura che venga cancellato il matrimonio egualitario. Le persone hanno paura che venga tolto il Dipartimento per l’istruzione e negati i finanziamenti alle scuole. Le persone hanno paura di un peggioramento della situazione per l’assistenza sanitaria trans.
Da quando l’elezione di Trump si è materializzata come realtà, negli USA molti media e associazioni LGBTIAQ+ stanno promuovendo supporto psicologico alla comunità attraverso numeri telefonici di aiuto e contenuti che raccomandano autocontrollo emotivo. Le persone sono scioccate, riferiscono i media. Anche sui social network è facilmente rintracciabile un sentimento cupo e pessimista.
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La possibile escalation di violenza omobitransfobica
La comunità è terrorizzata dalla più che possibile involuzione delle protezioni legali acquisite: le leggi anti-trans già approvate dai repubblicani negli Stati conservatori negli ultimi anni – dalla prima amministrazione Trump in poi – dimostrano un’implacabile volontà esecutiva nel cancellare le identità non conformate allo stereotipo etero-cis-normato del grande sogno (bianco) americano. Ma c’è di più, e attiene alla vita di tutti i giorni. C’è l’escalation di violenza omobitransfobica che la società americana si prepara a riversare contro le persone LGBTIAQ+ con prevedibile ferocia. Già prima della vittoria di Trump, negli ultimi due anni la propaganda dell’ultra destra cristiana USA che ha portato il tycoon alla Casa Bianca ha causato un innalzamento del 112% di aggressioni contro persone lesbo-gay-bi-trans-intersex-queer. Un clima ostile, difficile da fronteggiare per le persone LGBTIAQ+, soprattutto nella famosa “pancia profonda” dell’America repubblicana. Un clima che potrebbe favorire l’abolizione del matrimonio egualitario.
