Atreju premia Olivia Maurel, “figlia della GPA che lotta per vietarla”. Ma non è propriamente così

La 33enne Olivia Maurel, in prima linea contro la gestazione per altri, sarebbe infatti nata tramite PPA. Che è pratica ben diversa.

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Atreju premia Olivia Maurel, "figlia della GPA che lotta per vietarla". Ma non è propriamente così - Papa Francesco e Olivia Maurel - Gay.it
Papa Francesco e Olivia Maurel
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33enne del Kentucky, Olivia Maurel è stata ricevuta da Papa Francesco in Vaticano lo scorso aprile e in questi giorni riceverà il Premio Atreju nel corso della tradizionale kermesse di Fratelli d’Italia, quest’anno ospitata al Circo Massimo di Roma.

Olivia Maurel e la differenza tra GPA e PPA

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La storia che Olivia racconta da mesi è ormai ampiamente conosciuta. Suo padre aveva 37 anni e sua madre 48 quando provarono ad avere un figlio. Senza riuscirci. I due vivevano in Francia ed erano benestanti, così si affidarono ad una donna del Kentucky per portare avanti una gravidanza. Nacque Olivia, oggi madre di tre bambini nonché portavoce della Dichiarazione di Casablanca per l’abolizione universale della maternità surrogata. Peccato che Olivia non sia propriamente nata dalla GPA, come da lei dichiarato, bensì sia figlia della PPA, ovvero “procreazione per un’altra persona”. Come riporta Simone Alliva nella sua newsletter “Prima che sia notte“, il quotidiano Liberation ha sottolineato che secondo Check News, che si occupa di smontare le “fake news”, la PPA, o maternità surrogata tradizionale, è di fatto “l’antenata della GPA che pone numerosi problemi di filiazione, perché in questa pratica la gestante utilizza i propri ovociti durante la fecondazione”.

La madre surrogata è quindi anche la madre biologica, cosa che con la GPA non avviene, perché l’ovulo è di una donatrice terza. Nella GPA gli ovuli non sono mai della portatrice gestazionale. Questo vuol dire che la donna che porta avanti la gravidanza non apporta alcun materiale genetico al bambino che ha in grembo.

A differenza della gestazione per altri, introdotta nel 2009, la PPA non è mai stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA). Chiunque sostenga la GPA e ne chieda una regolamentazione non ha mai sposato e mai sposerà l’ipotesi di un legame biologico con la madre surrogata. Ecco perché la storia di Olivia Maurel, “figlia della GPA che lotta per abolirla“, è una fake news. Perché Olivia Maurel non è figlia della gestazione per altri, checché ne dica lei e la destra italiana che l’ha appena dichiarata “reato universale“.

Olivia Maurel racconta la sua storia

Atreju premia Olivia Maurel, "figlia della GPA che lotta per vietarla". Ma non è propriamente così - Olivia Maurel e il Papa - Gay.it

Lo scorso aprile, prima di incontrare Papa Francesco Olivia Maurel ha partecipato ad un incontro alla Lumsa con la ministra Eugenia Roccella e decine di esperti provenienti di tutto il mondo per discutere proprio di GPA.

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Intervistata da Avvenire Maurel ha confessato di aver subito sentito il “trauma dell’abbandono“, appena nata. “Non sono stata messa tra le braccia di chi mi ha portata in grembo per nove mesi, che parlava con me, che mi nutriva dentro di sé, ma sono stata consegnata ad altri per finalizzare il contratto con chi aveva pagato perché io venissi al mondo. Mi è stato chiesto, neonata, di sacrificare mia madre e le mie origini per i desideri degli adulti. Io amo i miei genitori. È difficile fare capire che la mia battaglia non è contro le persone, ma contro un sistema“.

Maurel ha scoperto di essere nata tramite PPA nel 2022. “Il trauma dell’abbandono ha scavato dentro di me. Ho sofferto di dipendenze, sono stata oggetto di violenza, ho tentato il suicidio, non riuscivo a costruire relazioni perché temevo sempre di essere lasciata. Non ho finito gli studi. C’era un segreto in famiglia e dentro di me sapevo di essere una bambina fatta su ordinazione, come una merce. Vorrei che nessun altro bambino soffrisse come ho sofferto io alla costante ricerca di conoscere la verità sulle mie origini. Con la surrogazione di maternità si commercializzano i bambini e le donne. Si dà un prezzo ai figli e si usano le donne per la loro capacità riproduttiva. È tutto elementare“.

Il Papa e FDI al suo fianco

Ed è anche tutto sbagliato, perché laddove la GPA è regolamentata tutto questo non avviene. Regolamentare la GPA servirebbe proprio a prevenire abusi e a garantire maggiore trasparenza. Esistono inoltre migliaia di bambini consapevoli di essere nati tramite GPA, perché da subito istruiti a riguardo dai propri papà e dalle proprie mamme. Olivia Maurel plaude invece il “divieto universale” voluto da Fratelli d’Italia (“È l’unico modo. Se una persona va all’estero per prendersi un bambino, cosa che non è etica, sa che rischia la prigione, e questo è l’unico deterrente possibile“), con Papa Francesco che l’avrebbe “spronata ad andare avanti” perché “conosce bene le implicazioni della GPA“.

Se solo Olivia Maurel non fosse figlia della PPA (“procreazione per un’altra persona”), e non della GPA (“gestazione per altri”) che oggi combatte con tutta sè stessa.

© Riproduzione riservata.

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