Atreju, altro che diritti LGBTI+: Meloni pronta ad abbracciare Milei, Roccella parlerà di famiglia, presenti Concia e Cerno

Nessun riferimento ai diritti LGBTI+. Ospite anche Gandolfini del Family Day.

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Atreju 2024 - Interverrà Javier Milei, nella foto con Giorgia Meloni
Atreju 2024 - Interverrà Javier Milei, nella foto con Giorgia Meloni
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Atreju, festa di Fratelli d’Italia, si è aperta ieri a Roma. E andrà avanti fino al 15 Dicembre. Non ci sarà alcun tema LGBTI+, né in generale si parlerà di diritti civili, osservando il programma online.

Nata nel 1998 inizialmente da Azione Giovani, sezione giovanile di Alleanza Nazionale, e successivamente di Fratelli d’Italia (FdI), la kermesse del partito di Giorgia Meloni si propone come luogo di confronto tra idee e visioni diverse. Ospita dibattiti politici, momenti culturali e interventi di esponenti sia della maggioranza sia dell’opposizione, oltre a personalità internazionali. Nell’edizione di questi giorni, dall’8 al 15 dicembre al Circo Massimo, sono previsti interventi di 21 ministri dei 22 che formano il Governo Meloni.

Qualche giorno fa sui social era apparsa una pubblicità di Atreju nella quale si ironizzava sul fatto che tutti “i gay siano per forza di sinistra”.

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Atreju, un manifesto della festa di Fratelli d’Italia ironizza sui gay che non sarebbero tutti di sinistra

Tra gli ospiti più inusuali, che testimoniano l’apertura che la manifestazione riserva anche agli avversari politici, quest’anno anche Fausto Bertinotti, ex Presidente della Camera tra il 2006 e il 2008, leader storico di Rifondazione Comunista. Al contempo, se l’anno scorso la star dell’ultra-destra internazionale era stato Elon Musk, rivelatosi successivamente anche amico di Giorgia Meloni, quest’anno la fiamma dell’estrema destra globale sarà appiccata da Javier Milei, presidente argentino, una delle figure più controverse dell’attuale panorama politico internazionale. Economista ed ex conduttore televisivo, ha posizioni radicali che spaziano dal libertarismo economico al conservatorismo sociale. Dichiaratamente anti-statalista e anti-progressista, Milei ha attaccato frontalmente i diritti delle persone LGBTQIA+, ha mostrato di considerare le battaglie per il matrimonio egualitario e l’adozione da parte di coppie omosessuali come degenerazioni culturali. Sarà ospite ad Atreju sabato 14 dicembre alle 19.

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Tra le sue proposte più divisive, Milei ha annunciato l’intenzione di abolire il Ministero delle Donne, Genere e Diversità, considerato uno spreco di risorse pubbliche e un veicolo per quello che definisce “marxismo culturale“. Le sue retoriche incendiarie hanno alimentato tensioni in un’Argentina già polarizzata, attirando critiche da parte dei movimenti per i diritti umani e LGBTQIA+, che lo accusano di voler riportare indietro il paese su temi di uguaglianza e inclusione. Milei è l’alfiere di una visione politica che non solo rigetta il multiculturalismo e le rivendicazioni delle minoranze, ma le combatte attivamente come parte di una presunta “battaglia per la civiltà”. La sua presenza consolida il posizionamento di Atreju come piattaforma di think tank che lascia intravedere l’orizzonte programmatico della destra di Meloni. Più liberista, che liberale, più vicina ai miliardari, che al popolo della destra sociale, più Orbàn (Ungheria), meno Tusk (Polonia).

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Ad Atreju non ci saranno temi LGBTI+, nessun riferimento ai diritti delle coppie non eterosessuali, all’identità di genere. Molti gli incontri e i temi previsti dal programma. Martedì 10 si parlerà di “Sud, locomotiva d’Italia“, con Carolina Varchi, deputata FDI, prima firmataria della legge voluta da Meloni che criminalizza l’accesso alla GPA come reato universale, anche se adottata presso paesi alleati in cui sia legale e regolamentata. In altri incontri si parla anche di borghi e coesione nazionale, delle riforme epocali di premierato e autonomia. Ci sarà Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca, che ha di recente messo sotto osservazione per conto del governo un corso di teorie queer all’Università di Sassari. Con lei il 12 dicembre ci sarà Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, nell’incontro “La via italiana al confronto. Presenti anche Tommaso Cerno (direttore de Il Tempo), persona apertamente LGBTI+ unita civilmente  dal 2022 a Stefano Balloch, e Davide Parenzo (giornalista, La7 e LaZanzara con Cruciani).

Si parlerà de “La via italiana per una vera parità di genere contro la violenza“, e interverranno Isabella Rauti (Sottosegretario di Stato al ministero della Difesa), Arianna Meloni (Responsabile FdI), Anna Paola Concia* (ex Deputata PD, apertamente attivista LGBTI+ e attivista), Nunzia De Girolamo (giornalista), Annalisa Imparato (magistrato), Sara Manfuso (giornalista). Il dibattito si svolgerà venerdì 13, nello stesso giorno il Presidente del Senato Ignazio La Russa sarà intervistato da Mario Gomez, e Alessandro Giuli, ministro della Cultura, interverrà a proposito de “La via italiana per la rinascita del settore cinematografico“.

Non mancherà Eugenia Roccella (ministra per Famiglia, Natalità e Pari Opportunità).Ideologa della destra di Meloni in materia di diritti civili e questioni etiche, recentemente bombardata di email da un’iniziativa di Arcigay, sarà accompagnata, tra gli altri, da Alessandra Maiorino (senatrice M5S, Coordinatrice Comitato politiche di genere e i diritti civili del M5S, storica alleata della comunità LGBTIAQ+ italiana), e Massimo Gandolfini (Presidente Associazione Family Day), reazionario ultra-cattolico che nel 2017 disse “in Arcigay sono tutti pedofili“.

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