Uno scatto che ha fatto il giro del mondo, suscitando applausi ma anche non pochi insulti. Il bacio social di Jakub Jankto all’amato ha illuminato il Natale del calcio internazionale, perché dopo lo storico coming out del 2023 il centrocampista del Cagliari e della nazionale Ceca ha così dato un altro calcio all’omofobia che ancora oggi serpeggia tra i campi e soprattutto sugli spalti degli stadi d’Europa.
Pioggia di commenti omofobi al bacio di Jakub Jankto
Il tenore dei commenti social dinanzi a quella semplice immagine d’amore ha ribadito quanto ci sia ancora da lavorare per rendere lo sport più famoso e praticato al mondo realmente inclusivo, con i siti sportivi subissati di insulti. Dalla Gazzetta dello Sport al Corriere dello Sport passando per Tuttosport e SportMediaset, i canali social che hanno condiviso quella foto sono stati travolti dai commenti omofobi, spesso e volentieri alimentati da quelle stesse istituzioni che dovrebbero lavorare per unire, e non dividere, evitando la promozione d’odio.
Due anni di governo Meloni, in tal senso, non hanno fatto altro che inasprire ulteriormente i toni, con il ministro dello sport Andrea Abodi che ha prima pubblicamente criticato proprio il coming out di Jakub Jankto (“non amo in generale le ostentazioni, ma le scelte individuali vanno rispettate”) per poi fare retromarcia dopo le inevitabili polemiche, la premier che ha ironizzato sulla partecipazione di Elly Schlein al Roma Pride, il suo esecutivo in prima linea nel fare la guerra alle famiglie arcobaleno ed esponenti della sua maggioranza pronti a tramutare l’Italia nella nuova Ungheria, dopo aver presentato leggi repressive nei confronti della comunità LGBTQIA+ trincerandosi dietro il paravento della “difesa” dei più piccoli per provare a giustificare l’ingiustificabile.
Jankto e il commento di Alfredo Antoniozzi
Ecco perché ha suscitato stupore il commento di Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, al bacio social di Jakub Jankto. “L’omofobia è un nemico comune e lo è soprattutto nel mondo sportivo. Il calciatore del Cagliari Jantko ha giustamente rivendicato la sua libertà e ha dato un calcio all’omofobia”, ha precisato Antoniozzi, per poi aggiungere:
“Ci si può dividere su tante cose e noi abbiamo una posizione specifica e chiara rispetto a chi vorrebbe diffondere una cultura Lgbt, ma questo non c’entra nulla con l’omofobia che rinneghiamo e respingiamo. Il messaggio di Jantko è importante, soprattutto per tanti, troppi, ragazzi vittime di vergognosi atti di bullismo per il loro orientamento sessuale”.
Un cortocircuito di non poco conto, perché proprio questa destra ha festeggiato in aula l’affossamento del DDL Zan, nel 2021, per poi continuare a sparlare di “indottrinamento gender” e presunte teorie che la nostra comunità vorrebbe non si sa come inculcare nei più giovani, alimentando indirettamente una narrazione omotransfobica che quotidianamente diventa drammaticamente realtà nelle vite di centinaia di migliaia di persone.

