Non solo Milano, con l’appuntamento di sabato 18 gennaio in piazza Castello alle ore 15:00. Anche Roma torna a scendere in strada per dire basta all’omotransfobia due settimane dopo le oltre mille persone di Malatesta, quando la piazza si riempì dopo l’aggressione di Capodanno a Stephano e Matteo, presi a calci e pugni dal branco solo perché si tenevano per mano.
Pochi giorni dopo a Trastevere un’altra coppia gay è stata aggredita, e ora proprio a Trastevere domenica 19 gennaio alle ore 17 ci si ritroverà, invadendo simbolicamente gli Scaloni, un luogo da sempre vissuto e frequentato da moltə giovani del quadrante.
“Rispondere con forza a questi eventi vergognosi è il primo passo per ritrovarci collettivamente e avviare un percorso di convergenza che aiuti le nostre rivendicazioni a invertire la rotta. Una maggioranza che deve trovare la sua direzione, unendo battaglie, percorsi e rivendicazioni in un’azione compatta e determinata per affermarsi”, si legge nel comunicato ufficiale del presidio lanciato da realtà territoriali, sociali, di attivismo.
“Come realtà e come singolə che quotidianamente vivono e animano il quadrante sud-ovest di Roma, condanniamo fermamente l’aggressione del 4 gennaio e siamo vicinə alle giovani vittime. Nel raccogliere le prime adesioni delle realtà territoriali per organizzare una mobilitazione urgente su questo tema, abbiamo subito evidenziato quello che riteniamo essere il punto cruciale: la sicurezza e la libertà di vivere lo spazio pubblico, di esprimere se stessə e i propri orientamenti nei nostri quartieri. Le persone libere fanno i quartieri sicuri; quartieri che non si nutrono di odio e violenza ma sono esempio di rispetto e inclusione. Troppo spesso ci troviamo difronte ad episodi di intolleranza razziale , sessista, omobitransfobica: vittime di un sistema che non accetta le diversità e che le condanna.
Vogliamo essere liberə di vestirci come ci pare, di tenere per mano e amare chi vogliamo senza paura. Vogliamo essere sicurə di uscire di casa senza temere di essere aggreditə, picchiatə, violentatə. Vogliamo camminare sicurə anche se non conformi a stereotipi fermi al binarismo di genere e all’eterosessualità ; anche se emancipatə dall’idea di figura femminile che il patriarcato ci impone; anche se con un colore della pelle diverso dal bianco. A questo odio rispondiamo con tutto il nostro amore e la nostra rabbia”.
“In particolare, riteniamo che a questa richiesta di maggiore sicurezza non si debba rispondere con la militarizzazione dei nostri territori. Al contrario, è il tessuto sociale e culturale del quartiere che deve essere messo al centro: sono lə cittadinə, in carne e ossa, a dover attraversare attivamente gli spazi, presidiarli e viverli, costruendo una connessione tra i nostri quartieri, trasformandoli in luoghi di condivisione e aggregazione”.
“Domenica 19 gennaio alle 17, invadiamo simbolicamente gli Scaloni, un luogo da sempre vissuto e frequentato da moltə giovani del quadrante, con tutta la nostra determinazione. Rispondere con forza a questi eventi vergognosi è il primo passo per ritrovarci collettivamente e avviare un percorso di convergenza che aiuti le nostre rivendicazioni a invertire la rotta. Una maggioranza che deve trovare la sua direzione, unendo battaglie, percorsi e rivendicazioni in un’azione compatta e determinata per affermarsi”.
L’appuntamento è quindi per domenica 19 gennaio alle 17 agli Scaloni di Trastevere (viale Glorioso 31).

