Un preoccupante quadro politico emerge dalle reazioni al triste fatto di cronaca accaduto a Genova, dove la notte tra il 17 e il 18 gennaio un ragazzo gay è stato aggredito brutalmente per il suo orientamento affettivo. L’attacco è avvenuto nel centro cittadino, la vittima è stata circondata da un gruppo di giovani che lo hanno colpito con calci e pugni, gridandogli frasi omofobiche come “Sei gay, vattene”. Nel tentativo di difenderlo, alcuni amici presenti sono stati anch’essi aggrediti.
La destra giustifica la violenza
La vicenda ha sollevato polemiche, e svelato un inquietante risposta politica all’episodio di violenza omofobica. Durante la seduta del Consiglio comunale, è stato presentato un ordine del giorno a firma di Alessandro Terrile (PD) per condannare l’omofobia e impegnare la città in azioni concrete di sensibilizzazione e prevenzione. Ma l’iniziativa è stata ostacolata da alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra.
L’opposizione ha suscitato imbarazzo e un’accesa discussione nella coalizione guidata dal sindaco Marco Bucci che, pur ribadendo la condanna di ogni forma di violenza, non ha preso una posizione chiara per evitare ulteriori spaccature all’interno della sua maggioranza. “Questi temi devono unire, non dividere. Tuttavia, il contrasto all’odio non può essere strumentalizzato politicamente”, ha dichiarato Bucci, cercando di mediare senza esporsi troppo. Alcuni membri della maggioranza di destra si sono dissociati dalle posizioni più rigide, sostenendo la necessità di un segnale chiaro contro l’omofobia. Ma l’ordine del giorno non ha ottenuto il sostegno unanime necessario. Il risultato è una preoccupante complicità del sistema politico con un atto violento di odio omofobico. Il quadro è politicamente gravissimo.
L’opposizione
L’opposizione di centrosinistra cittadina ha criticato duramente la destra per la sua ambiguità sul tema. Alessandro Terrile, consigliere di opposizione del PD, ha dichiarato: “Non si tratta di ideologia, ma di diritti umani e di protezione delle vittime. È vergognoso che si cerchino pretesti per non condannare apertamente l’omofobia”. Anche Cristina Lodi (PD) ha sottolineato come l’incapacità di approvare un documento condiviso rappresenti un grave segnale di arretratezza politica.
La Regione Liguria
Anche il Consiglio regionale della Liguria è intervenuto sull’accaduto. I consiglieri regionali di AVS Selena Candia e Jan Casella, hanno condannato fermamente l’aggressione, definita come un’ulteriore dimostrazione del clima di odio fomentato, a loro avviso, da alcune politiche e retoriche della destra e hanno ribadito l’urgenza di una legge regionale più incisiva contro l’omofobia – come quella approvata di recente dal Molise dove destra e sinistra hanno votato insieme contro l’omobitransfobia -, che la cui implementazione in Liguria era fallita nel 2021. AVS in regione ha inoltre chiesto un rafforzamento delle campagne educative nelle scuole e della rete di supporto per le vittime di discriminazioni.
Le associazioni
Intanto, le associazioni LGBTQIA+ hanno organizzato presidi e manifestazioni in città per chiedere interventi concreti contro l’omofobia, come programmi educativi nelle scuole e una maggiore attenzione istituzionale verso le vittime di discriminazione. “Chi ci governa e amministra fomenta più o meno volutamente questo clima, attraverso nomine, battute e persino alleanze nazionali e internazionali con soggetti che dell’odio omolesbobiatransfobico fanno bandiera” è il commento del Coordinamento Liguria Rainbow, che pone l’evidenza sulla gravità della complicità politica che la destra di governo a Genova dimostra verso la violenza: “Ognun* di noi è espostə alla bieca e cieca violenza di chi vorrebbe le nostre soggettività relegate nell’ombra, se non addirittura cancellate. Quanti sono gli episodi non denunciati? Quante di queste aggressioni non raggiungono la ribalta mediatica?”
Inquietante il quadro fornito da Arcigay Genova, che aveva chiesto una chiara risposta politica all’episodio dell’aggressione. “La Rete Nazionale dei Centri Antidiscriminazione LGBTQIA+, a cui aderiamo come Centro Antidiscriminazioni Approdo Sicuro di Arcigay Genova, conferma che il numero e la gravità delle violenze contro la comunità LGBTQIA+ sta aumentando su tutto il territorio nazionale“.
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Episodi recenti di violenza contro la comunità LGBTIAQ+ in Italia
Attacchi con acido in un condominio a Roma
Marco e Andrea, una coppia gay di Roma, hanno denunciato atti di violenza continua da parte di alcuni vicini. Questi ultimi hanno utilizzato acido e insulti omofobi per intimidire i due, spingendoli a lasciare la propria abitazione con accuse infamanti come essere “malati”.
Odio omofobico sui social media
A San Giorgio a Cremano, il sindaco Giorgio Zinno, dichiaratamente gay, è stato vittima di insulti omofobici online, rivolti principalmente da giovani della sua città. Un episodio simile si è verificato a Teverola (CE), dove il consigliere Pasquale Gnasso ha ricevuto offese omofobiche da parte di un collega del consiglio comunale, Biagio Pezzella.
Aggressione omofoba a Capodanno a Roma
Nel corso della notte di Capodanno, una coppia gay è stata brutalmente aggredita da dieci persone a Roma, con urla di “Fr*ci di m*rda”. Le vittime, Stefano e Matteo, hanno raccontato la loro esperienza a Verissimo (Canale 5).
Violenza nel quartiere Trastevere
A Roma, nel quartiere di Trastevere, due ragazzi che camminavano mano nella mano sono stati attaccati da un gruppo di dieci aggressori. I giovani sono stati picchiati con calci e pugni, riuscendo a salvarsi solo grazie alla fuga su un autobus.
Suicidio di una giovane di 14 anni
A Caserta, le autorità stanno indagando sul suicidio di una 14enne avvenuto il 31 dicembre. È ipotizzato che la ragazza, in cura per problemi psicologici, abbia subito pressioni familiari legate alla sua identità sessuale.
Minacce al Cassero di Bologna
A Bologna, lo storico centro Cassero, un punto di riferimento per la comunità LGBTQIA+, è stato bersaglio di atti intimidatori di matrice neofascista. Tra i vandalismi compaiono scritte come “Via tutti i fr*ci“.
