Durante una seduta alla Camera dei Deputati dello scorso 5 marzo, Gilda Sportiello, deputata del Movimento 5 Stelle, ha fatto sentire la sua voce con una onesta osservazione nei confronti della “festa della donna” (no, non c’è proprio niente da festeggiare).
“Meloni non è una femminista”, il discorso (perfetto) di Gilda Sportiello
“Tenetevi pure le mimose e dateci i consultori, il diritto all’aborto, gli asili nido, il lavoro, una reale lotta contro le violenze di genere, l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, questo è quello che vogliamo, questo è quello che difendiamo, noi rivendichiamo tutto quello che ci spetta”, ha affermato la deputata durante il suo intervento in Aula.
Nel corso della seduta, Sportiello ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che le donne affrontano quotidianamente spiegando per quale motivo non ci sarebbe nulla da gioire per l’attuale ruolo di Giorgia Meloni:
“C’era chi, all’indomani delle elezioni diceva: ‘ma, sei donna, ma perché non stai festeggiando? Finalmente una di voi ce l’ha fatta’. Non è che perché Giorgia Meloni è una donna farà e lotterà per i diritti per le donne. Perché Giorgia Meloni ha come casa sua e come sua cultura, l’estrema destra. Giorgia Meloni non è una femminista, ed anzi, lei rimarca di essere lontana dalle istanze femministe. Istanze che sono inarrestabili”.
Gilda Sportiello è stata la prima parlamentare italiana a intraprendere un gesto di protesta reale, allattando in aula nel 2023 per denunciare le carenze e le discriminazioni che ancora oggi segnano il percorso delle madri lavoratrici.
Accesso all’aborto e diritti delle donne
In un’intervista rilasciata a FanPage.it in occasione dell’8 marzo, la deputata ha evidenziato come l’accesso all’aborto, ancora oggi, non sia garantito a tutte, ma riconosciuto in base a parametri che escludono gran parte della popolazione femminile.
Secondo Gilda Sportiello, siamo arrivati al punto che “i diritti sono riconosciuti in base a ciò che il governo considera come persone meritevoli di tutela”.
Basti pensare a quanto accaduto in aula: la Presidente Meloni ha più volte negato l’esistenza di vere discriminazioni, mentre Roccella ha addirittura sostenuto che in Italia è più difficile trovare un luogo dove partorire che uno dove interrompere una gravidanza.
E, come se non bastasse, la Ministra per le Pari Opportunità ha proclamato ieri in aula di aver “sfondato il tetto di cristallo”.
Asili nido in Italia: il punto della situazione
La critica di Gilda Sportiello si fa ancora più acuta quando mette in luce come il sistema di welfare italiano non supporti adeguatamente le famiglie.
Gli asili nido, strutture fondamentali per una reale parità di genere, sono ancora percepiti come un servizio destinato esclusivamente alle donne, quasi a rinforzare l’idea che il carico di cura debba essere esclusivamente femminile.
Questo approccio non solo è antiquato, ma alimenta una visione del mondo in cui il diritto al lavoro e la parità di opportunità rimangono illusioni per molte famiglie.
La deputata ha sottolineato l’urgenza di implementare un congedo di genitorialità paritario, che permetta a entrambi i genitori di godere dello stesso periodo di riposo, distribuendo equamente il carico di cura fin dal primo anno di vita del bambino.
Solo attraverso un sistema di welfare inclusivo e realmente attento ai diritti delle donne sarà possibile superare quella retorica superficiale che giudica le scelte delle madri, penalizzandole sia nel presente che nel futuro.
“Il carico di cura dovrebbe essere insomma distribuito equamente, e ciò richiede strutture adeguate che supportino tutte le famiglie, non solo le donne. Solo così si può creare un sistema che realmente aiuti le famiglie a conciliare il lavoro e la genitorialità. E in questo modo, le donne non verrebbero penalizzate sul posto di lavoro, né ora né in futuro, quando andranno in pensione”, ha concluso Sportiello.
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