Mattarella manda una lettera durissima a Meloni, La Russa e Fontana per le discriminazioni sulle unioni civili nella Legge Morandi

Mattarella denuncia discriminazioni ritenute incostituzionali nei confronti delle unioni civili, delle convivenze e, soprattutto, dei figli delle vittime nati fuori dal matrimonio.

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Sergio Mattarella Giorgia Meloni legge morandi unioni civili
Sergio Mattarella e Giorgia Meloni: dura lettera del Presidente a premier e presidenti di Camera e Senato sulla Legge Morandi: è discriminatoria e i suoi principi "non appaiono in linea con quelli della Costituzione"
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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la cosiddetta “legge Morandi” — il provvedimento che riconosce benefici alle vittime di eventi dannosi causati da crolli di infrastrutture stradali o autostradali di rilievo nazionale — ma lo ha fatto allegando una lettera formale e durissima alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana e al Presidente del Senato Ignazio La Russa. Nella missiva, Mattarella denuncia discriminazioni ritenute incostituzionali nei confronti delle unioni civili, delle convivenze e, soprattutto, dei figli delle vittime nati fuori dal matrimonio.

“Un’inaccettabile discriminazione”

Nel dettaglio, il presidente contesta l’articolo 2 della legge, che prevede che i risarcimenti vadano “ai figli, in mancanza del coniuge superstite”. Ma, osserva Mattarella, questa formulazione rischia di escludere i figli nati da relazioni non matrimoniali, compresi quelli di coppie unite civilmente o conviventi. E quindi, sottinteso, anche i figli delle coppie omogenitoriali.

In caso contrario, si opererebbe un’inaccettabile discriminazione tra i figli delle vittime sulla base dello stato civile dei genitori, in aperto contrasto con l’articolo 3 della Costituzione

Così scrive il capo dello Stato. Lo stesso principio viene ribadito per quanto riguarda l’ordine di priorità dei beneficiari: le persone conviventi e i partner delle unioni civili sono collocati al terzo posto, dopo il coniuge e i figli, un’impostazione giudicata discriminatoria.

Una legge scritta con criteri escludenti

Le osservazioni di Mattarella non si fermano all’ambito familiare. Il presidente denuncia anche l’arbitrarietà nella definizione di “infrastrutture di rilievo nazionale e la conseguente esclusione, dal perimetro dei risarcimenti, delle vittime di crolli in scuole, ospedali o strutture comunali. “Non si comprende pertanto perché non venga preso in considerazione ogni altro malaugurato evento analogo”, scrive, ricordando tragedie come il crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia nel 2002.

Il nodo dei fondi e delle norme vaghe

Altro elemento critico, secondo Mattarella, è la scarsa precisione con cui vengono definiti i criteri di accesso ai benefici e la delega eccessiva a norme secondarie, che rischiano di introdurre ulteriori disparità. Inoltre, i fondi previsti — 7,1 milioni di euro per il 2025 e 1,6 milioni dal 2026 — sono limitati, e il loro esaurimento potrebbe compromettere il principio di uguaglianza tra i beneficiari.

L’appello al Parlamento

Rivolgo al Parlamento e al governo l’invito a considerare con attenzione i predetti rilievi e a valutare interventi integrativi e correttivi”, conclude Mattarella. Un invito che suona come un monito a non lasciare indietro nessuna famiglia, nessun figlio, nessuna vittima, solo perché non rientra nelle categorie “tradizionali”.

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Il commento di Monica Cirinnà

A sostegno delle parole del presidente, arriva anche la voce di Monica Cirinnà, ex senatrice del PD e madrina della legge sulle unioni civili: “Meno male che Mattarella c’è, in questi tempi così bui e oscurantisti. L’articolo 3 è la radice fondante della legge sulle unioni civili e deve essere rispettato in ogni atto normativo. Il presidente ha fatto solo ciò che è giusto: ribadire un principio costituzionale” ha detto Cirinnà al quotidiano Il Domani.

 

 Sergio Mattarella e la comunità LGBTIAQ+

Nel corso del suo mandato, il presidente Sergio Mattarella ha più volte ribadito la necessità di tutelare i diritti delle persone LGBTQIA+, intervenendo pubblicamente contro ogni forma di discriminazione.

 

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