Un altro rifiuto, l’ennesimo. Anche quest’anno la Regione Lombardia ha negato il patrocinio al Milano Pride. Ogni anno gli organizzatori inviano decine e decine di richieste di patrocinio, “perché crediamo che il ruolo delle istituzioni sia quello di promuovere il rispetto, di garantire pari diritti, dignità e tutele alle persone cittadine – a tuttɜ le persone cittadine, anche quelle LGBTQIA+. Per questo ogni anno chiediamo il patrocinio anche a Regione Lombardia“, ma dalla maggioranza a trazione leghista la risposta è sempre la stessa. Un anno fa il rifiuto divenne realtà perché il “Pride è divisivo e politico“.
Il no della destra al patrocinio
Con un voto a maggioranza in ufficio di Presidenza, la regione Lombardia guidata da Attilio Fontana ha negato anche il patrocinio del 2025 con tre voti a due. A votare contro i tre rappresentanti del centrodestra, ovvero il presidente dell’aula Federico Romani di Fratelli d’Italia, il vicepresidente Giacomo Cosentino della lista Fontana e la leghista Alessandra Cappellari. I due voti a favore sono invece arrivati dal centrosinistra, con i dem Emilio Del Bono e Jacopo Scandella.
Le reazioni delle opposizioni
Luca Paladini, consigliere regionale nonché fondatore dei Sentinelli, ha sottolineato via social come “quando c’è da essere dalla parte del torto, quando bisogna confermare il grado di arretratezza civile, chi governa questa Regione, non delude mai. Ci vediamo in aula a giugno. Perché un’altra Lombardia esiste anche qui dentro“.
“La destra non perde neppure un’occasione per manifestare le proprie posizioni oscurantiste“, ha commentato il capogruppo Pd in Regione Pierfrancesco Majorino. “La destra vorrebbe tornare al Medioevo. Non è in alcun modo accettabile che un’istituzione democratica neghi il proprio sostegno a una manifestazione pacifica, che promuove il rispetto di tutti i cittadini e ne tutela i diritti. Con il suo no al Pride la destra apre la strada al dilagare dell’intolleranza, mentre sarebbe suo dovere combatterla con ogni mezzo“.
Milano Pride 2025, arriva la Pride Sport Arena
Il comune di Milano guidato dal sindaco Beppe Sala ha invece concesso il proprio patrocinio, con una delibera di giunta approvata la scorsa settimana, per il Pride del 28 giugno. Sarà la 24esima edizione del Milano Pride, con partenza alle ore 15.30 da piazza della Repubblica e arrivo all’Arco della Pace, dove come da tradizione sarà allestito il tradizionale palco per l’evento finale. La settimana prima, sabato 21 e domenica 22 giugno, la piazza all’Arco della Pace si trasformerà nella Pride Sport Arena, con due giorni di tornei, incontri e festa aperti a tutta la città per promuovere l’inclusione, la gentilezza e il rispetto attraverso lo sport. Tre campi sportivi polivalenti di basket, calcio, pallavolo e beach volley ospiteranno tornei, partite amichevoli. In programma anche dimostrazioni, camminate e corse non competitive, giochi all’aria aperta, talk e dj-set. “La Pride Sport Arena è un’occasione per vivere a pieno i valori dello sport e ‘fare squadra’ contro ogni forma di discriminazione a partire dal basket, pallavolo, beach volley, calcio, tennis, nuoto, sci, ciclismo, taekwondo, running, crossifit, bowling, hiking e diving”, ha commentato Massimo Rebellato, Presidente di Pride Sport Milano.
Durante l’evento verrà inoltre presentata la Pride House, un progetto sportivo e culturale in collaborazione con il Comitato Olimpico Internazionale durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026.
Nell’attesa gli organizzatori hanno già fatto sapere alla regione Lombardia che “ci vediamo l’anno prossimo con la richiesta di patrocinio 2026!”.

