Lo aveva già fatto nel 2018, quando istituì Giugno “National Ocean Month“, e ora è tornato a farlo. Pur di snobbare il Pride Month, mese dell’Orgoglio da oltre mezzo secolo, Donald Trump ha dichiarato il sesto mese dell’anno come “Title IX Month“.
Trump snobba il Pride Month e celebra il Titolo IX per attaccare le donne trans
Ad annunciarlo il Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti (DoE), che ha ufficializzato giugno come mese del Titolo IX. Si celebrerà quindi il 53° anniversario della firma del Titolo IX degli Emendamenti all’Istruzione, legge federale del 1972 che vieta la discriminazione in base al sesso in tutti i programmi e le attività educative che ricevono finanziamenti federali. Un portavoce del Dipartimento dell’Istruzione ha affermato che il governo onorerà il mese di giugno per “commemorare le donne e celebrare la loro lotta e il loro successo per le pari opportunità nell’istruzione“.
Dall’amministrazione Trump ne hanno approfittato per attaccare Joe Biden, affermando: “Per tutto il mese il Dipartimento metterà in luce le azioni intraprese per invertire la tendenza dell’amministrazione precedente nel minare il Titolo IX e annuncerà ulteriori misure per proteggere le donne, in linea con il vero scopo del Titolo IX”.
Durante la propria presidenza, Biden approvò emendamenti alle norme antidiscriminatorie del Titolo IX, estendendoli alle persone transgender. Emendamenti poi bloccati in quasi 30 Stati, con tanto di via libera da parte della Corte Suprema. Cavalcando la propria conclamata transfobia, l’amministrazione Trump non ha perso tempo nel rimarcare il cambio di marcia rispetto alla precedente presidenza.
Per Trump, come detto, non è la prima volta. Appena insediatosi, nel 2017, cancellò ogni riferimento al Pride Month dal sito della Casa Bianca aprendo un convegno omofobo proprio il primo giorno del mese, per poi snobbarlo l’anno dopo inventandosi il “Mese degli Oceani”. Nei 4 anni di presidenza Biden il giardino della Casa Bianca ha sempre ospitato eventi ad hoc per celebrare il Pride Month, tra famiglie arcobaleno e migliaia di persone LGBTQIA+.
L’odio omotransfobico travolge gli USA
Eppure l’odio omobitransfobico fa ancora paura negli USA a maggioranza repubblicana, come denunciato da un nuovo rapporto GLAAD pubblicato domenica. Almeno 932 episodi anti-LGBTQ+ sono stati documentati in 49 stati degli Stati Uniti nell’ultimo anno. Una media di 2,5 al giorno. Nel rapporto GLAAD 2023-2024 si era arrivati ad un totale di 1173. L’anno prima ci si era fermati a 521. In due anni sono praticamente raddoppiati.
Il 52% di questi 932 episodi anti-LGBTQIA+ riguarda le persone transgender e non conformi al genere, con 10 morti e 84 feriti.
Perché Giugno è Pride Month?

Il Pride Month si festeggia nel mese di giugno per commemorare i Moti di Stonewall, universalmente riconosciuti come l’evento che diede vita al movimento LGBTQIA+. La rivolta di Stonewall divenne realtà tra il 27 e il 28 giugno del 1969 poco dopo l’1:20, quando la polizia fece irruzione nello Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street nel Greenwich Village, a New York, per arrestare i presenti. Che si rivoltarono ai soprusi, per la prima volta, andando avanti per due notti. Leggenda narra che a scatenare la protesta fu Sylvia Rivera, icona trans che avrebbe lanciato una bottiglia contro i poliziotti. O una scarpa con il tacco. Tutto nacque lì, a Manhattan, in una calda notte di fine giugno, seppur il tycoon abbia recentemente provato a cancellare la presenza della comunità trans da quella rivolta, che da oltre mezzo secolo ha trasformato Giugno nel mese dell’Orgoglio in tutto il mondo.
Semplicemente Pride Month, checché ne dica Donald Trump e il suo “Title IX Month” pensato unicamente per provocare, provando così a sbianchettare un altro incancellabile pezzo di storia.


