Chi tra Marco Mengoni e Mahmood, si aggiudica la palma d’oro dei guadagni? Accomodatevi, perché stiamo per svelare i (pochi) segreti finanziari di entrambi. Vincitori del Festival di Sanremo, amatissimi dal pubblico e con carriere che si estendono ben oltre il semplice palcoscenico, i due cantautori sono anche degli abili imprenditori.
Per questo motivo, una domanda, forse un po’ indiscreta, balena spesso nella mente dei fan: chi tra i due guadagna di più? Non è possibile determinare con certezza chi si porti a casa le cifre più alte, poiché i dati sui loro guadagni sono strettamente privati.
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Chi guadagna di più tra Marco Mengoni e Mahmood?
Analizzando i numeri disponibili, le attività delle loro aziende e le stime di mercato, possiamo farci un’idea abbastanza precisa del loro incredibile successo finanziario. Entrambi guadagnano cifre significative, influenzate dalle vendite di album, dai concerti, dallo streaming e dai contratti pubblicitari.
Il patrimonio di Marco Mengoni
Il percorso artistico di Marco Mengoni è una vera e propria favola moderna, iniziata nel 2009 con la vittoria della terza edizione di X Factor, che gli ha spalancato le porte del successo.
Da lì, una carriera inarrestabile costellata di trionfi, tra cui spiccano ben due vittorie al Festival di Sanremo, nel 2013 con L’essenziale e nel 2023, bissando il successo dieci anni dopo. Un vero e proprio fenomeno, capace di conquistare anche il quarto posto all’Eurovision 2023 e di cimentarsi anche nel doppiaggio per film d’animazione e aggiudicarsi numerosi riconoscimenti come dieci Wind Music Awards e tre MTV Europe Music Awards.
Ma veniamo al sodo: quanto vale il talento di Mengoni in euro? I numeri parlano chiaro: sessanta dischi di platino, tre d’oro e oltre 3,7 milioni di copie vendute in carriera.
Dopo la vittoria a X Factor, ha firmato un contratto con Sony del valore di 300.000 euro. Considerando il suo enorme successo e il volume delle vendite, è facile ipotizzare un patrimonio che supera le sei cifre.
Marco Mengoni non è solo un artista, ma anche un imprenditore. Nel 2021, la sua società “No comment” ha registrato un fatturato di 893.000 euro, con un utile di 101.000 euro, in crescita del 36,49% rispetto all’anno precedente.
Questa società si occupa di diverse attività, dalla gestione immobiliare e mobiliare alla produzione e diffusione di materiali promozionali come poster, adesivi, libri e dischi per i grandi nomi della musica italiana.
Ancora più recenti sono i dati relativi al bilancio 2024 della sua “No comment opificio musicale srl”. Nonostante un calo dei ricavi, scesi del 23,7% a 3,294 milioni di euro rispetto ai 4,32 milioni di euro dell’anno precedente, l’utile netto è balzato a ben 360.407 euro, una cifra 21 volte superiore rispetto ai 16.675 euro del 2023.
Questo risultato sorprendente è stato ottenuto grazie a un robusto taglio dei costi, in particolare delle collaborazioni esterne, che si sono quasi dimezzate, passando da 4,1 milioni a 2,66 milioni di euro.
L’amministratrice della società, Claudia Carboni, ha espresso preoccupazione per l’instabilità economica e geopolitica mondiale, evidenziando come la gestione oculata sia fondamentale per affrontare scenari incerti.
Non tutti gli investimenti, però, vanno a gonfie vele: la società immobiliare di Mengoni, Akisifio Real Estate, non ha brillato nel 2024, registrando un fatturato di soli 20.314 euro (derivante da un affitto riscosso) e una lieve perdita di 12.019 euro. Tuttavia, la società ha riserve in bilancio per oltre mezzo milione di euro, in grado di assorbire la perdita.
Per quanto riguarda le sue partecipazioni al Festival di Sanremo, come cantante in gara, Mengoni ha ricevuto un indennizzo a titolo di rimborso spese pari a 48.000 euro per ogni edizione, senza alcun premio aggiuntivo per le vittorie. Come co-conduttore della prima serata del Festival di Sanremo 2024, ha incassato un cachet di 25.000 euro.
Il patrimonio di Mahmood
Anche Mahmood, all’anagrafe Alessandro Mahmoud, è un nome che non ha certo bisogno di presentazioni. L’artista milanese, con madre sarda e padre egiziano, ha segnato la storia della musica italiana con due vittorie al Festival di Sanremo: nel 2019 con Soldi e nel 2022 con Brividi, in coppia con Blanco.
Il suo successo a Sanremo gli ha permesso di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest per ben due volte, classificandosi secondo nel 2019 e sesto nel 2022. La sua versatilità lo ha portato anche a vestire i panni di paroliere per numerosi colleghi, tra cui Elodie con Nero Bali e lo stesso Marco Mengoni con Rivoluzione.
Ha anche co-condotto la serata delle cover del Festival di Sanremo 2025 al fianco di Geppi Cucciari, con un cachet di 25.000 euro. In quella occasione, era anche tra gli autori di Se t’innamori muori, il brano che Noemi ha portato in gara.
Parlando di cifre, i guadagni di Mahmood sono altrettanto impressionanti. La sua celebre canzone Soldi ha generato, solo su Spotify, un guadagno complessivo stimato di circa 697.000 dollari (poco più di 585.000 euro) al 2021.
Di questa cifra, considerando la ripartizione standard con la casa discografica (che solitamente trattiene la maggior parte dei guadagni, lasciando agli artisti circa il 30%), Mahmood si sarebbe intascato poco più di 175.000 euro.
Un’altra stima, di ExitWell, suggerisce che solo da Soldi su Spotify abbia guadagnato almeno 854.541 euro. Ma le entrate non si limitano allo streaming: le vendite dei dischi sono un’altra fonte significativa. Basti pensare che Brividi (con Blanco) ha venduto 800.000 copie certificate e Tuta Gold ben 500.000 copie certificate.
Anche Mahmood, come Marco Mengoni, gestisce una propria azienda. Alla fine del 2020, ha costituito la Milotic srl, di cui è azionista di maggioranza con il 90%, mentre il restante 10% è della madre, che ne è anche amministratrice unica.
Questa società ha registrato un fatturato di 2,4 milioni di euro nel 2022, con un utile di 483.000 euro. Nel 2023, il fatturato è sceso a 934.000 euro, con un utile di 256.000 euro. Tuttavia, il patrimonio netto della Milotic è salito a 996.000 euro a giugno 2024, indicando una buona gestione finanziaria.
Oltre alla musica, Mahmood ha diversificato le sue entrate con collaborazioni importanti. Nel 2020 è diventato testimonial social di Kappa, un noto marchio di abbigliamento, e con i suoi 2 milioni di follower solo su Instagram, è facile immaginare che questa partnership gli abbia fruttato una somma cospicua.
Per le sue partecipazioni al Festival di Sanremo come concorrente, anche Mahmood ha ricevuto il solito indennizzo di 48.000 euro a titolo di rimborso spese, senza alcun premio aggiuntivo per le sue due vittorie.
Chi vince la battaglia delle cifre tra Marco Mengoni e Mahmood?
La domanda resta, dunque: chi dei due ha il conto in banca più “frizzante”? Come accennato, non è possibile avere dati certi e definitivi, in quanto si tratta di informazioni private. Tuttavia, possiamo confrontare alcuni dati disponibili dalle loro rispettive aziende.
Nel 2022, la Milotic srl di Mahmood ha fatturato 2,4 milioni di euro con un utile di 483.000 euro. Nello stesso anno (o comunque in bilanci vicini, considerando che i dati di Mengoni sono 2021 e 2024), la società di Mengoni, “No comment”, aveva fatturato 893.000 euro nel 2021 con un utile di 101.000 euro.
Nel 2023, il fatturato di Milotic srl (Mahmood) è sceso a 934.000 euro, con un utile di 256.000 euro. I ricavi di Mengoni‘s “No comment opificio musicale srl” nel 2023 erano di 4,32 milioni di euro, scesi a 3,294 milioni nel 2024, ma con un utile netto balzato a 360.407 euro nel 2024.
Analizzando i fatturati delle loro aziende, si evince che la “No comment opificio musicale srl” di Marco Mengoni ha registrato ricavi superiori a quelli della Milotic srl di Mahmood in alcuni periodi recenti (4,32 milioni nel 2023 e 3,294 milioni nel 2024 per Mengoni, contro i 2,4 milioni nel 2022 e 934 mila nel 2023 per Mahmood).
Tuttavia, l’utile netto di Mahmood nel 2022 (483.000 euro) era superiore a quello di Mengoni nel 2024 (360.407 euro), sebbene l’utile di Mengoni nel 2024 rappresenti una crescita esponenziale grazie ai tagli dei costi.
E’ chiaro che entrambi sono artisti di enorme successo e guadagnano cifre considerevoli grazie a una molteplicità di fonti di reddito: dalla musica (vendite, streaming, concerti) alle apparizioni televisive, dalle sponsorizzazioni alla gestione delle proprie attività imprenditoriali e gli sponsor: Tiffay e Renault per Mengoni (giusto per citarne un paio) oppure Kia, Zalando e la recente collaborazione con Coca-Cola per Mahmood.
La gestione finanziaria delle loro aziende e i vari contratti che stipulano giocano un ruolo cruciale nei loro guadagni complessivi. Nonostante le cifre esatte rimangano nel riserbo, una cosa è certa: Marco Mengoni e Mahmood sono anche brillanti uomini d’affari che sanno come far fruttare il proprio talento.
Marco Mengoni, fatturato in perdita di oltre un milione di euro: la strategia anticrisi per guadagnare di più https://t.co/6d407XEhbe #Cantanti #CantantiLGBT pic.twitter.com/41HLtp6XNz
— Gay.it (@gayit) June 18, 2025



