Phuti Lekoloane, noto anche come Phuti Minaj per il suo amore nei confronti di Nicki Minaj, è un ex calciatore sudafricano nonché attivista LGBTQ che ha fatto la storia come primo giocatore africano apertamente omosessuale, dopo aver fatto coming out nel luglio del 2015.
A 10 anni da quel coming out Lekoloane ha vinto un premio ai South African Sports Awards 2025, come Volunteer Of The Year per il suo straordinario lavoro agli African Pride Games, che sostengono le persone LGBTQ+ e la comunità LGBTQ+ in Sudafrica.
Il trionfo di Phuti Lekoloane ai South African Sports Awards 2025
Phuti è scoppiato a piangere, quando dal palco hanno fatto il suo nome. “Sono il primo calciatore gay in Africa“, ha ricordato Lekoloane nel suo breve discorso di ringraziamento, dopo essersi asciugato le lacrime. “E sono anche il fondatore degli African Pride Games. Vorrei ringraziare la mia famiglia e i miei amici per aver creato uno spazio sicuro per me, per aver lottato per me.”
Durante il suo discorso, Lekoloane ha invitato il Ministro dello Sport del Sudafrica, Gayton McKenzie, a riconoscere i programmi sportivi LGBTQ e a fornire finanziamenti più sostanziosi. Phuti ha organizzato gli African Pride Games per diversi anni senza alcun tipo di aiuto statale e ora si augura che questo premio possa cambiare le cose. I giochi di quest’anno si svolgeranno a Midrand, in Sudafrica, a metà strada tra Johannesberg e la capitale del paese, Pretoria. Tra gli sport in cartellone il netball, la corsa, il calcio, il nuoto e l’aerobica.
Chi è Phuti Lekoloane?
Lekoloane è nato a Moletjie, Polokwane, nel distretto municipale di Capricorn, in Sudafrica. La sua famiglia possiede una fattoria di circa 300 ettari a Mooiplaas, Mpumalanga, a circa 40 km da Polokwane. Phuti ha rivelato di aver sempre saputo di essere gay, con la famiglia che l’ha sempre sostenuto, ma l’omofobia l’ha vissuta in prima persona, soprattutto a scuola e nello sport. Dopo il coming out Lekoloane è stato provocato dagli avversari e da un compagno di squadra, convinto che l’essere gay fosse paragonabile all’essere un assassino. Phuti ha più volte confessato di aver incrociato molti calciatori gay non dichiarati ed è sicuro che l’omofobia lo abbia frenato, impedendogli di giocare nella Premier Soccer League.
“Il mio scopo nella vita è aprire la strada alla comunità LGBTQI nel calcio, lottare per l’inclusione e l’uguaglianza”. “Ci sono molti calciatori gay, ma hanno paura di fare coming out. Ho incontrato molti ragazzi gay che hanno dovuto ritirarsi dal calcio a causa delle discriminazioni“.
Nell’ottobre del 2018 Lekoloane è stato nominato per il premio Feather Awards come Personalità Sportiva dell’Anno, assegnato a “personalità iconiche e atleti di successo che ispirano” le comunità LGBTQI. Nel 2019 ha fondato la fondazione Phuti Lekoloane, organizzazione no-profit che mira a fornire sviluppo e formazione sulla comunità LGBTIQ nello sport nonché fondatrice di LGBTI Legacy Games, torneo di calcio che si concentra sulla lotta all’omofobia. Un riconoscimento più che meritato per Phuti Lekoloane, perché essere dichiaratamente gay nell’omofobo calcio professionistico di oggi è già di suo una rarità, ma esserlo in un continente che criminalizza l’omosessualità in più della metà dei propri Stati lo è ancora di più.
L’eccezione è il Sudafrica, che è stato il quinto paese al mondo a legalizzare il matrimonio egualitario, nel 2006. Le coppie omosessuali possono inoltre adottare congiuntamente e organizzare trattamenti di fecondazione in vitro, così come affidarsi alla GPA, se solo non fosse che negli ultimi anni la violenza omobitransfobica sia pericolosamente cresciuta anche tra Pretoria e Città del Capo.
