I Paesi che hanno depenalizzato
Ecco la fotografia aggiornata dei Paesi africani che hanno cancellato dal codice penale la criminalizzazione degli atti tra adulti dello stesso sesso:
| Paese | Anno di depenalizzazione |
|---|---|
| Guinea-Bissau | 1993 |
| Sudafrica | 1998 |
| Capo Verde | 2004 |
| Lesotho | 2012 |
| São Tomé e Príncipe | 2012 |
| Mozambico | 2015 |
| Seychelles | 2016 |
| Botswana | 2019 |
| Gabon | 2020 |
| Angola | 2021 |
| Mauritius | 2023 |
| Namibia | 2024 |
Ogni caso racconta una storia diversa. In Mozambico, ad esempio, il nuovo codice penale del 2015 ha semplicemente eliminato la vecchia formula coloniale che parlava di “atti contro natura”. In Seychelles, la depenalizzazione è passata dal Parlamento nel 2016, mentre a Mauritius la Corte Suprema nel 2023 ha definito incostituzionale la legge coloniale sulla sodomia. In Namibia, infine, il cambiamento è recentissimo: nel 2024 la High Court ha annullato i reati consuetudinari, dopo che nel 2023 la Corte Suprema aveva già imposto allo Stato il riconoscimento dei matrimoni omosessuali contratti all’estero.
Il continente, tuttavia, resta spaccato. Il Sudafrica, che nel 2028 ospiterà il World Pride, rimane l’unico Paese dove le coppie dello stesso sesso possono sposarsi legalmente, grazie alla Civil Union Act del 2006. Al contrario, altri Stati hanno imboccato la strada opposta, come i già citati Burkina Faso e Uganda, ma desta preoccupazione anche il Ghana che ha appena approvato una legge simil-russa che vieta contenuti LGBTIAQ+ sui media: nel paese il dibattito sull’urgenza di approvare una legge che criminalizzi l’omosessualità è acceso.
Di contro come non citare la Namibia che nel 2023 ha riconosciuto i matrimoni omosessuali contratti all’estero, poi nel 2024 ha depenalizzato l’omosessualità e pochi mesi fa ha visto candidati apertamente LGBTIAQ+ partecipare alle elezioni.
Quella africana è dunque una geografia dei diritti in movimento: tra aperture giudiziarie e ritorni repressivi, tra capitali che depenalizzano e governi che inaspriscono le leggi sotto le spinte delle destre oltranziste occidentali e quelle delle autarchie imperialiste come Russia e Cina. In questo scenario, troppo spesso fossilizzato nella polarizzazione post-coloniale tra filo-occidentali e anti-occidentali, ogni depenalizzazione rappresenta un passo concreto per spezzare il circolo di paura e stigmatizzazione, aprendo spiragli di dignità e riconoscimento.
