26enne pattinatrice artistica americana nata in Texas, Amber Glenn, che dal 2024 si identifica come persona bisessuale e pansessuale, parteciperà alle imminenti Olimpiadi invernali di Milano Cortina, diventando così la prima, storica pattinatrice dichiaratente LGBTQIA+ a riuscire nell’impresa. Ne dà notizia OutSports.
Quella di Milano Cortina sarà la prima Olimpiade di Glenn, che è inoltre diventata la pattinatrice singolare “più anziana” degli Stati Uniti a qualificarsi per le Olimpiadi degli ultimi 100 anni.
3° oro consecutivo per Amber Glenn e Olimpiadi 2026

Ai Campionati di pattinaggio di figura statunitensi del 2026 che si sono appena svolti in Missouri, Glenn ha conquistato il suo terzo titolo statunitense consecutivo, diventando così la prima a riuscirci dai tempi di Michelle Kwan (che arrivò a otto). Un trionfo che le ha garantito il posto per Milano Cortina, Olimpiade che punta a sbancare con il sogno chiamato podio.
Glenn, che festeggia quasi ogni trionfo su pista con la bandiera Progress Pride, era “terrorizzata” dal coming out, come rivelato nel 2024.
“Avevo paura che avrebbe influenzato i miei punteggi, o qualcosa del genere. Ne è valsa la pena vedere tutti quei giovani che si sentivano più a loro agio nel loro ambiente in pista, persone che pensano, ‘Oh, sono rappresentata da lei, ed è una delle migliori pattinatrici, quindi non devo cercare di nascondermi’. Solo perché sei quello che sei non significa che non puoi essere un atleta di punta”.
Tra salute mentale e identità, Amber Glenn esempio di resilienza

Negli ultimi anni Amber si è messa a nudo parlando anche dei propri problemi di salute mentale, tra cui depressione, ansia e disturbi alimentari, oltre a soffrire di ADHD e postumi di commozioni cerebrali, mostrandosi vulnerabile ma sempre pronta a rialzarsi, dopo ogni caduta. Glenn ha sperimentato attacchi di panico e difficoltà a dormire, che hanno influenzato le sue prestazioni sul ghiaccio, chiedendo aiuto alla sua famiglia, al suo allenatore Damon Allen e alla sua terapista, che le hanno consigliato la neuroterapia, trattamento che aiuta il cervello a regolare le proprie funzioni. Evidenti i benefici, relativi sia alla sua vita sportiva che a quella privata, banalmente quotidiana, ora segnata da un’assoluta serenità.
Nel mondo del pattinaggio di figura raramente ci sono stati coming out femminili, a differenza della controparte maschile, con Jason Brown alla ricerca della sua 3a Olimpiade e l’inglese Lewis Gibson che punta al podio insieme all’americano Conor McDermott-Mostowy, se non fosse che ad apparire imbattibile sia Ilia Malinin, 21enne americano nuovo fenomeno del pattinaggio di figura.
Ma tra le donne ci sarà lei, Amber Glenn, con una bandiera Progress Pride in valigia eventualmente da sventolare con orgoglio al termine di una gara che ci auguriamo possa essere ancor più storica di quanto già non lo sia.
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