L’Aula di Palazzo Cesaroni della Regione Umbria ha ieri approvato con 12 sì della maggioranza (Pd, Avs, M5S, Ud-Pp) e 6 no dell’opposizione (FdI, Lega, FI) le “Modifiche alle Norme di riordino in materia di edilizia residenziale sociale (legge regionale n.23/2003)”, che introducono specifiche riserve di alloggi destinati alle persone vittime di discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
Tra le tante novità introdotte nella norma regionale spicca l’inserimento, tra le “condizioni di emergenza”, delle donne vittime di violenza e delle persone discriminate per orientamento sessuale o identità di genere. Via anche alla riserva di alloggi in favore delle persone con disabilità e a protocolli di intesa con i Comuni, l’Ater, gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna e gli enti del Terzo settore, finalizzati al supporto abitativo, all’inclusione sociale e al reinserimento dei detenuti in misura alternativa alla detenzione o comunque delle persone in esecuzione penale esterna, che non dispongono di un domicilio.
Le reazioni Omphalos APS e maggioranza regionale
“Si tratta di un intervento normativo di grande rilievo, che riconosce in modo esplicito la vulnerabilità abitativa che spesso colpisce le persone LGBTQIA+, soprattutto quando subiscono episodi di esclusione, violenza o rifiuto familiare“, il commento di Omphalos APS. “Le nuove disposizioni rafforzano in modo significativo il sistema regionale di supporto alle fragilità sociali, offrendo strumenti concreti per garantire sicurezza, autonomia e dignità a chi vive condizioni di discriminazione”.
“L’accesso a una casa sicura è un diritto fondamentale e un prerequisito essenziale per la piena partecipazione alla vita sociale e lavorativa”, ha sottolineato Roberto Mauri, Segretario di Omphalos. “Accogliamo con grande favore questo passo avanti, che va nella direzione di un’Umbria più inclusiva e attenta ai diritti di tutte e tutti. La previsione di riserve specifiche non rappresenta un privilegio, ma un meccanismo di equità volto a compensare situazioni di svantaggio reale e documentato, contribuendo a prevenire marginalizzazione e precarietà abitativa. Un segnale importante, che valorizza il contributo delle reti territoriali impegnate nel contrasto alle discriminazioni e nella promozione del benessere delle persone LGBTQIA+, di cui Omphalos è capofila da oltre 30 anni. Omphalos auspica che questa misura possa essere accompagnata, nei prossimi mesi, da ulteriori iniziative integrate di prevenzione, formazione e sensibilizzazione, così da rafforzare l’intero sistema regionale di tutela dei diritti e delle opportunità”.
“Con questa riforma l’edilizia residenziale pubblica ritorna a essere uno strumento indispensabile per rispondere ai bisogni di tutti”, il commento dei gruppi di maggioranza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria (Pd, M5s, Avs e Ud-Pp). “Abbiamo ascoltato territori, amministrazioni locali e organizzazioni degli inquilini per costruire una norma chiara e giusta, riportando la legge umbra sui binari della Costituzione. Famiglie numerose, anziani soli, persone con disabilità e nuclei a basso reddito devono avere priorità nell’accesso agli alloggi pubblici. Il disegno di legge aggiorna i criteri di graduatoria, valorizzando chi è più vulnerabile e apre a sperimentazioni nei Comuni con percorsi di inclusione e abitare solidale. Massima attenzione alle donne vittime di violenza e a persone vittime di discriminazione. Si punta inoltre ad intervenire sul patrimonio pubblico inutilizzato, circa 1.600 alloggi in Umbria, attraverso l’autorecupero. La mobilità interna degli alloggi è semplificata per consentire trasferimenti laddove la sistemazione assegnata non risponde più alle esigenze del nucleo, come nel caso di anziani soli in appartamenti troppo grandi o senza ascensore”. “La complessità della società contemporanea ci impone di aggiornare le categorie di bisogno. Ignorare i cambiamenti sociali significherebbe continuare a guardare a una realtà che non esiste più, e quindi rischiare di non sostenere davvero chi ha bisogno Le integrazioni e le modifiche alla legge regionale affrontano questo problema, adeguando le norme ai principi costituzionali, anticipando le esigenze delle comunità e offrendo risposte differenziate e mirate”.
Critiche le opposizioni. Secondo Matteo Giambartolomei di Fratelli d’Italia, “le modifiche alla legge non si rivolgono alle famiglie fragili ma danno spazio all’ideologia e all’abusivismo“.
Nel 2024 l’Umbria è tornata al centrosinistra grazie alla vittoria di Stefania Proietti, in grado di battere la presidente uscente leghista Donatella Tesei.
