Il Modena Pride 2026 è pronto a tornare nelle strade emiliane con una nuova mobilitazione dal forte impianto politico e sociale. La data da segnare in calendario è sabato 20 giugno, giorno in cui la città ospiterà la terza edizione della manifestazione, promossa da Arcigay Modena Matthew Shepard insieme a numerose realtà del territorio.
L’annuncio è arrivato con un messaggio social diretto e combattivo: “Finalmente ci siamo! Siete prontə per il Modena Pride 2026? Vi aspettiamo il 20 giugno 2026 carichə per combattere insieme!”.
Dopo le precedenti edizioni del 2019 e del 2024, il Pride modenese si prepara dunque a tornare con una piattaforma politica ampia, intersezionale e radicata nel territorio, in un momento storico che gli organizzatori definiscono particolarmente delicato per i diritti delle persone LGBTQIA+ in Italia.
Qui tutte le altre date dei Pride 2026 in Italia

In questo articolo
- 1 Modena Pride 2026: la data
- 2 Il ritorno del Pride in città: le precedenti edizioni
- 3 Il manifesto politico del Modena Pride 2026
- 4 “Siamo fiori che rompono l’asfalto”
- 5 Il focus sulla provincia e sui territori
- 6 Le denunce sugli episodi di omolesbobitransfobia nel modenese
- 7 Le richieste alle istituzioni locali e nazionali
- 8 Chi organizza il Modena Pride 2026
- 9 Perché partecipare
- 10 Modena Pride 2026: come restare aggiornatə
Modena Pride 2026: la data
Il corteo del Modena Pride 2026 si terrà sabato 20 giugno 2026. Al momento non sono stati ancora diffusi ufficialmente percorso, concentramento e programma completo della giornata, ma l’appuntamento rappresenta già una delle date centrali del calendario Pride nazionale 2026.
La manifestazione si inserisce nel mese tradizionalmente dedicato all’orgoglio LGBTQIA+, quando in tutta Italia si susseguono cortei, iniziative culturali, incontri e momenti di visibilità.
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Il ritorno del Pride in città: le precedenti edizioni
Nel manifesto politico diffuso online, il comitato ricorda il significato storico delle precedenti edizioni. La prima, nel 2019, fu definita un momento importante per la città:
“Nel 2019, Modena ha accolto, per la prima volta nella sua storia, un Pride dal forte significato politico e sociale, amplificato da 25.000 corpi che ne hanno attraversato le vie”.
Successivamente, nel 2024, la città è tornata a ospitare la mobilitazione. Ora, nel 2026, il percorso prosegue con una nuova edizione che punta a rafforzare presenza, partecipazione e rivendicazioni.
Gli organizzatori scrivono infatti:
“Oggi, nel 2026, torniamo con rabbia e desiderio per rivendicare diritti, visibilità e autodeterminazione”.
Il manifesto politico del Modena Pride 2026
Il documento diffuso dal comitato chiarisce immediatamente la cornice politica della manifestazione. Il Modena Pride 2026 si definisce transfemminista e intersezionale, schierato contro discriminazioni, patriarcato e fascismi.
Tra i passaggi più forti del testo si legge:
“Lottiamo contro patriarcato, sessismo, misoginia e omo-lesbo-bi-trans-intersex-a-negatività, in chiave trans-femminista ed intersezionale, perché diritti o sono di tuttə o si chiamano privilegi”.
E ancora:
“Il Modena Pride 2026 è antifascista, contro il razzismo, il colonialismo e i genocidi presenti e passati, antimilitarista, solidale con il popolo palestinese, per la giustizia climatica antiabilista”.
Una piattaforma quindi che intreccia diritti LGBTQIA+, giustizia sociale, antirazzismo, ambiente e inclusione delle persone con disabilità.
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“Siamo fiori che rompono l’asfalto”
Uno dei passaggi simbolicamente più forti del manifesto richiama una celebre frase di Marielle Franco, uccisa nel 2018 in Brasile. Gli organizzatori scrivono:
“Siamo corpi, siamo anime, siamo menti. Siamo sentimenti, persone, esseri viventi e, come diceva Marielle Franco, ‘Siamo fiori che rompono l’asfalto’”.
L’immagine viene utilizzata per descrivere la resistenza delle soggettività marginalizzate e la volontà di emergere in uno spazio pubblico ancora attraversato da esclusioni e violenze.
Il focus sulla provincia e sui territori
Nel testo c’è anche un riferimento esplicito alla dimensione provinciale, spesso sottovalutata nel dibattito nazionale. Il Pride modenese rivendica attenzione per chi vive lontano dai grandi centri urbani e fatica a trovare spazi sicuri.
“Siamo le anime che vivono in provincia e che, costrette a scappare per essere libere, con forza, rivendicano tutele per non essere discriminate”.
Il documento immagina una città capace di diventare punto di riferimento per chi cerca reti di sostegno, servizi e protezione concreta.
Le denunce sugli episodi di omolesbobitransfobia nel modenese
Il manifesto si sofferma anche sui numerosi episodi di discriminazione e violenza che, secondo gli organizzatori, hanno colpito il territorio modenese negli ultimi mesi. Tra i casi ricordati compaiono il grave episodio di hate speech online contro Arcigay Modena Matthew Shepard nell’agosto 2025, un’aggressione queerfobica avvenuta a Sorbara nel settembre dello stesso anno, insulti lesbofobici rivolti a due donne a Modena nell’ottobre 2025 e l’aggressione a un sedicenne accompagnata da offese omofobe.
Viene inoltre citata la rapina con aggressione a sfondo omofobo subita da Francesco Cavicchioli il 13 gennaio 2026 nel centro cittadino. Per il comitato, questi episodi rappresentano soltanto la “punta dell’iceberg” di una realtà più estesa, fatta anche di esclusioni quotidiane, discriminazioni sottili e microaggressioni che spesso restano invisibili.
Le richieste alle istituzioni locali e nazionali
Il Modena Pride 2026 presenta anche una piattaforma politica articolata su tre livelli: amministrazioni locali, Regione Emilia-Romagna e governo nazionale. Sul piano territoriale, gli organizzatori chiedono il sostegno all’apertura di una casa di accoglienza per persone LGBTQIA+, percorsi di formazione rivolti agli operatori pubblici e ai servizi a contatto con il pubblico, oltre al monitoraggio costante con pubblicazione dei dati relativi a discriminazioni e crimini d’odio.
Alla Regione Emilia-Romagna viene invece richiesta la piena attuazione della legge regionale 15/2019 contro le discriminazioni, insieme a finanziamenti per case rifugio dedicate, maggiore coordinamento sanitario e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, oltre al rafforzamento dell’Osservatorio regionale contro le discriminazioni.
Sul piano nazionale, il documento rilancia una serie di richieste storiche del movimento LGBTQIA+: matrimonio egualitario, riforma delle adozioni, pieno riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, una legge contro i crimini d’odio, il divieto delle pratiche di conversione, maggiori tutele per le persone trans e non binarie, educazione sessuo-affettiva nelle scuole e un sistema sanitario più equo, accessibile e realmente inclusivo.
Chi organizza il Modena Pride 2026
Il Modena Pride 2026 è promosso da Arcigay Modena Matthew Shepard e nasce dal lavoro condiviso con numerose realtà associative e territoriali. Tra le organizzazioni coinvolte figurano AGEDO Bologna per l’Emilia, Famiglie Arcobaleno e Orgoglio Bisessuale, insieme a Cliché Modena, Cosmo Night, Rebel, Taco Rosa e ad altre realtà modenesi che stanno contribuendo alla costruzione della manifestazione. Un network ampio che conferma la volontà di rendere il Pride un appuntamento partecipato, radicato nella città e aperto a sensibilità diverse.
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Perché partecipare
Il Pride modenese si presenta come molto più di una semplice parata. Gli stessi promotori lo definiscono una “richiesta chiara di coerenza democratica”.
In una fase in cui il dibattito sui diritti LGBTQIA+ resta acceso, il corteo del 20 giugno punta a portare in piazza non solo celebrazione e orgoglio, ma anche proposte concrete, memoria delle discriminazioni subite e una forte idea di comunità.
La chiusura del manifesto riassume bene lo spirito dell’edizione:
“Il Modena Pride 2026 non è soltanto una manifestazione: è una richiesta chiara di coerenza democratica. Perché i diritti o sono di tuttə o non sono diritti. E su questo non arretriamo”.
Modena Pride 2026: come restare aggiornatə
Con la data del 20 giugno 2026 già confermata, il percorso verso il Modena Pride 2026 è ufficialmente iniziato. Nelle prossime settimane verranno diffusi ulteriori dettagli su corteo, programma della giornata, eventuali eventi collaterali e modalità di partecipazione.
Chi desidera seguire da vicino l’organizzazione o contribuire alla costruzione della manifestazione può restare aggiornato attraverso i canali social ufficiali del Pride e delle realtà promotrici, dove saranno pubblicate tutte le prossime comunicazioni (FB – IG).
