Un tribunale russo ha condannato la fotografa Alexandra Kuzyk a 18 mesi di lavori forzati utili dopo essere stata riconosciuta colpevole di produzione di “pornografia illegale“, secondo il tabloid statale Komsomolskaya Pravda-Yekaterinburg.

La pornografia in questione? Una fanfiction a tematica gay basata sulla boy band sudcoreana Stray Kids, secondo il quotidiano russo Novaya Gazeta e riportato da ThemUs.

Chi ha paura di una fanfiction?

Il caso contro Kuzyk è esploso un anno fa, quando una donna ha denunciato alla polizia di aver trovato la fanfiction dell’artista, che aveva al centro della trama una storia d’amore omosessuale, sul telefonino di sua figlia. La polizia ha quindi fatto irruzione nell’abitazione di Kuzyk e le ha sequestrato tutti libri e i suoi dispositivi elettronici, tra cui due computer portatili, smartphone, CD e un iPad. Kuzyk ha dichiarato di non aver venduto o pubblicato niente di niente all’epoca, ma che la fanfiction era stata pubblicata su Telegram. Secondo il britannico The Mirror, la donna che ha denunciato Kuzyk avrebbe scattato delle foto del materiale per poi inviarle a Roskomnadzor, il servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, delle tecnologie dell’informazione e dei mass media.

Oltre ai 18 mesi di lavori socialmente utili, il salario di Kuzyk sarà trattenuto dallo Stato del 10%, come riportato dalla Gazzetta Ufficiale. Secondo il quotidiano russo, Kuzyk rischiava una condanna a quattro anni di carcere, prima di essere condannata a 18 mesi di lavori forzati. Kuzyk ha ammesso la propria colpevolezza in tribunale, affermando che la sua attività di scrittrice non le procurava alcun reddito. Le fanfiction hanno attirato sempre più l’ira del governo russo sin dall’ampliamento, nel 2023, della legge sulla propaganda anti-LGBTQ+, che ha etichettato il movimento LGBTQ+ come estremista.

Nel 2025 un tribunale russo ha multato MangaLIB, il più grande sito web di manga in lingua russa, per oltre 14 milioni di rubli (circa 190.000 dollari) per propaganda LGBTQIA+. La giudice Alexandra Anokhina ha affermato che uno dei 7 manga finiti sotto la lente d’ingrandimento della censura russa rappresentava una “minaccia culturale alla sicurezza nazionale“. Oltre a multare il sito, il tribunale ha inflitto sanzioni pecuniarie alle singole pubblicazioni per un importo di circa 25.000 dollari ciascuna. Sette, come detto, i titoli colpiti.

La guerra russa ai Manga

Revolutionary Girl Utena, descritto nel verbale come una “minaccia culturale alla sicurezza nazionale della Federazione Russa in termini di tutela dei valori tradizionali, poiché mostra segni di influenza ideologica e psicologica sul destinatario sotto forma di imposizione di un’ideologia distruttiva“.
Banana Fish, segnalata per la sua “rappresentazione di personaggi maschili in un contesto romantico“.
Reincarnation Coliseum, citato per una trama in cui un giovane rinasce come personaggio femminile in un’arena magica dove “viene mostrato un harem di ragazze conquistate, ovvero abbracci, baci, sesso, incluso sesso di gruppo“.
An Innocent Sin 2, penalizzato perché due degli amici più stretti della protagonista hanno una relazione sentimentale.
Jujin Kareshi to Kodokuri Seikatsu, colpito perché una trama narra di una ragazza che cerca di prendere le distanze da “teriantropi” in parte umani, ma che alla fine “intraprende una relazione non convenzionale con uno di loro“.
Fujoshi Haru-chan wa Osake Suki, multato perché la copertina del manga, secondo Roskomnadzor, raffigura due personaggi maschili in cui “uno dei due solleva il mento dell’altro come se stesse per baciarlo“.

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Mangalib, piattaforma che ospita opere caricate dagli utenti, ha dovuto pagare la pesantissima multa e annunciare l’introduzione di un nuovo “strumento di segnalazione” per consentire ai lettori di denunciare contenuti che promuovono “la propaganda LGBT” e altre “violazioni della legge russa”.

L’escalation omobitransfobica russa

Dal 2013 ad oggi la Russia ha ampliato la legge sulla cosiddetta “propaganda LGBT”, fino ad arrivare al divieto totale del 2022 che contempla tv, cinema, teatro, editoria, con le associazioni LGBTQIA+ nazionali etichettare come ‘terroristiche’. I ​​trasgressori possono incorrere in multe fino a 400.000 rubli, mentre le organizzazioni possono essere multate fino a 5 milioni di rubli. Negli ultimi due anni l’applicazione della legge si è intensificata. Le autorità hanno multato un uomo che scherzando aveva detto di essere il fondatore del movimento LGBTQ+, hanno incarcerato personale queer di bar e proprietari di locali, hanno arrestato decine di persone intente a ballare, hanno costretto Duolingo a rimuovere contenuti con linguaggio inclusivo, hanno vietato l’AIDS Foundation di Elton John, hanno etichettato My Little Pony come contenuto vietato ai minorenni, hanno bloccato Roblox, vietato l’uscita cinematografica a decine di film e ritirato dopo 40 anni IT di Stephen King, multato librerie ed espulso uno studente universitario gay per aver pubblicato video di trucco on line,  multato una donna per un post social con bandiere rainbow,  accusato le piattaforme di streaming russe di aver violato la legge contro la “propaganda LGBTQ” mentre la serie fenomeno Heated Rivalry sbanca tra gli streaming illegali. dichiarato ILGA World “organizzazione indesiderabile”, condannato un 20enne per aver condiviso sui social un’immagine dei Queen in drag nel celebre video “I Want to Break Free”, fatto irruzione nella sede di una casa editrice accusata di distribuire “propaganda LGBTQIA+” e definito “estremista e terrorista” la principale organizzazione per i diritti LGBTQ+ del Paese.

Verstka ha confermato che i tribunali russi utilizzano sempre più la legge sulla propaganda per perseguire i singoli individui. Nella prima metà del 2025, in 104 casi diversi sono state comminate multe per 20,7 milioni di rubli (270.000 dollari). Procedimenti penali che possono essere semplicemente devastanti per chi li subisce.

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